Salviamo l’Armenia. Che cosa c’è su Tempi di novembre

Di Redazione
01 Novembre 2026
Il reportage dal paese abbandonato da tutti, l'intervista a Eugenia Roccella, l'emergenza casa, le proteste contro i data center. Guida al nuovo numero
La copertina del numero di novembre 2026 di Tempi, dedicata al nostro reportage dall’Armenia

Salviamo l’Armenia. È l’appello che campeggia sulla copertina di Tempi di novembre 2026, già disponibile nello sfogliatore digitale e presto in versione cartacea nelle case degli abbonati con formula full. Un appello che dà il titolo al lungo reportage di Rodolfo Casadei dal paese abbandonato da tutte le potenze mondiali e che l’Azerbaigian vorrebbe cancellare.

Nella storia di copertina il nostro inviato racconta il dramma dei profughi armeni fuggiti dall’Artsakh e quello che è il cuore cristiano del Caucaso, che vorrebbe vivere in pace ma si trova a fare i conti con un presidente che firma accordi che ne svendono l’anima ed è visto da Russia e Stati Uniti soltanto come un tassello nel grande risiko globale. Un Paese per il quale una speranza – lo scrive Renato Farina – potrebbe essere «l’abbraccio del Papa di Roma» a Karekin II, Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni.

Parlando ancora di cristiani perseguitati, Leone Grotti ha intervistato lo scrittore indiano John Dayal che racconta di come in India una serie di leggi anti-conversione abbiano reso impossibile la vita dei fedeli e di come gli estremisti indù assaltino sempre più spesso i luoghi di preghiera.

Emergenza abitativa e famiglia

Spazio al tema dell’emergenza abitativa, poi, con Alan Patarga che spiega perché perché il chiodo progressista di affrontare il problema combattendo gli affitti brevi e altri diritti connessi alla proprietà privata non sta risolvendo il problema, e Alessandro Maggioni, presidente di CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori, che mette in fila alcune avvertenze (e tre proposte) contro il rischio che il “pubblico” si metta in testa di fare da sé, senza le risorse per farlo.

Si parla di famiglia – e di quello che il governo ha fatto in questi anni per aiutare genitori e figli – con una lunga intervista a tutto campo di Caterina Giojelli alla ministra Eugenia Roccella. Sempre Caterina Giojelli ha parlato con Alessandra Arachi, scrittrice e giornalista del Corriere della Sera che nel suo ultimo libro denuncia l’ideologia e le pratiche di chi usa i minori come cavie per la transizione di genere.

L’intelligenza artificiale tra data center e letteratura

Spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale, per due aspetti in particolare. Il primo è quello dei data center, i giacimenti del “nuovo petrolio” della civiltà digitale che valgono investimenti miliardari la cui diffusione esponenziale suscita paure e resistenze ovunque, anche in Italia (ne scrive Pietro Piccinini, e gli dà manforte Mattia Ferraresi spiegando che in America la rivolta contro la proliferazione selvaggia dei “mostri computazionali” ha dominato la campagna del midterm). Il secondo è quello della scrittura: oggi che un chatbot evoluto è in grado di scrivere libri che vengono candidati alla vittoria di premi letterari, che cosa vuol dire scrivere? Piero Vietti lo ha chiesto a Luca Doninelli, Marco Archetti e Giuseppe Culicchia.

C’è molto altro su Tempi di novembre: l’editoriale del direttore Emanuele Boffi sul libro Ipermoralità di Alexander Grau; Carlo Simone celebra i 200 anni di Pinocchio proponendo di farlo tornare una lettura obbligatoria nelle scuole; Valerio Pece recensisce il nuovo libro di Susanna Tamaro sull’educazione; Simone Fortunato esalta Camp Miasma, «il film horror che uccide il woke». E infine le nostre rubriche: Giancarlo Cesana su Leone XIV, Marina Corradi, Berlicche, Pier Paolo Bellini, “il fiancheggiatore” Riccardo Pugnalin sul pacifismo guerrafondaio, Lodovico Festa, le lettere al direttore.

In attesa che la rivista arrivi nelle loro case, gli abbonati possono già sfogliare il numero di Tempi di novembre 2026 in formato digitale nell’area riservata del sito, accessibile solo ai sottoscrittori di abbonamenti full e digitale. Chi non è ancora abbonato può rimediare cliccando qui.

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