“Abitare l’università, insieme”. Studenti contro l’occupazione a Torino

Di Redazione
29 Ottobre 2026
«Ci opponiamo alla scelta di una minoranza di impedire lo svolgimento delle attività. Vogliamo tornare ad abitare gli spazi del Campus, a viverli e a renderli luoghi di incontro, confronto e partecipazione». Il comunicato di Obiettivo Studenti
Gli studenti durante l'occupazione dell'università Campus Einaudi per protestare contro il caro affitti e il riarmo. Torino 27 ottobre 2026
Gli studenti durante l'occupazione dell'università Campus Einaudi per protestare contro il caro affitti e il riarmo. Torino 27 ottobre 2026 (foto Ansa)

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dei rappresentanti della lista studentesca Obiettivo Studenti Unito sull’occupazione del Campus Einaudi dell’Università degli studi di Torino.

Dalla sera del 26 ottobre il Campus Einaudi è occupato, e l’occupazione potrebbe durare fino al 30 ottobre. Come rappresentanti e come studenti, sentiamo la responsabilità di prendere una posizione di fronte a quello che accade in Università.

Ci opponiamo alla scelta di una minoranza di impedire lo svolgimento delle attività accademiche a tutti gli studenti.

Le ragioni alla base di questa protesta sono più che comprensibili e riguardano problemi reali che molti di noi vivono quotidianamente, che non possiamo e non vogliamo minimizzare. L’esigenza di giustizia e libertà che anima queste proteste è anche la nostra: dalla difficoltà di sostenere il costo degli affitti alla necessità di poter studiare in spazi adeguati, fino alla volontà di opporci alla distruzione e alle sofferenze provocate dalla guerra.

Proprio perché condividiamo queste esigenze, di fronte alla complessità della realtà e dei  problemi crediamo siano necessarie soluzioni articolate, molteplici e pragmatiche, capaci di confrontarsi con i problemi senza rinunciare al dialogo e al pluralismo. Presentare una sola strada come l’unica legittima, per quanto animata da buone intenzioni, rischia di escludere a priori posizioni diverse e di impoverire il dibattito.

Proprio per questo, la libertà di partecipare non può ridursi alla sola possibilità di accedere fisicamente agli spazi universitari: richiede anche che ogni studente possa esprimere le proprie idee senza sentirsi escluso o delegittimato perché diverse da quelle di chi protesta. Non vogliamo sottrarci al confronto, anche duro e serio, su questioni così centrali, ma rifiutiamo che le sue condizioni vengano imposte con la forza.

Impedire lo svolgimento della vita accademica significa compromettere il diritto allo studio. L’università deve essere una casa per tutti e noi desideriamo che sia un luogo dove riconoscerci a vicenda, anche nella differenza di opinioni; dove affermare il valore di ogni persona e in cui permettere alle passioni e alla vocazione di ciascuno di crescere.

Per questo vogliamo tornare ad abitare gli spazi del Campus, a viverli e a renderli luoghi di incontro, confronto e partecipazione, in cui affrontare i problemi che ci circondano con uno sguardo aperto, libero e consapevole, per tracciare insieme la strada da percorrere e contribuire al bene comune.

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