Il Papa spiega la logica “realistica” dei discepoli e quella divina di Gesù

«La festa del Corpus Domini ci chiede di condividere il poco che siamo e che abbiamo». Durante l’Angelus Papa Francesco ricorda la guerra civile che dilania la Siria e prega per i rapiti: «Tutto si perde con la guerra, tutto si guadagna con la pace»

La logica “realistica” del mondo, quella dei discepoli che contano i pochi pani presenti nella cesta del cibo e quella divina di Gesù, che sa che il poco dell’uomo può diventare infinito se ci si affida alla provvidenza di Dio. Nell’Angelus della domenica del Corpus Domini, papa Francesco ha spiegato con passione l’episodio del Vangelo che racconta la moltiplicazione dei pani e dei pesci, simbolo dell’Eucaristia e della novità profonda che l’avvento di Dio porta nel mondo. Al termine dell’Angelus il Papa ha ricordato anche la Siria dilaniata da due anni di guerra e si è appellato personalmente per la liberazione dei rapiti durante il conflitto.

GESU’ SI FIDA DEL PADRE. «Siamo sulla riva del lago di Galilea – ha detto il Papa spiegando il Vangelo –, la sera si avvicina, Gesù si preoccupa per la gente che sta con lui. Hanno fame, che fare? I discepoli gli suggeriscono di congedare la folla, perché ognuno possa andare a comprarsi del cibo. Gesù invece dice: voi stessi date loro da mangiare. I discepoli sono sconcertati: non abbiamo che cinque pani e due pesci. Come dire: appena il necessario per noi. Ma Gesù sa bene che cosa fare». I discepoli hanno l’atteggiamento umano «di chi cerca la soluzione più realistica, che non crei troppi problemi: congeda la folla, ciascuno si arrangi come può, del resto hai già fatto tanto per loro: hai predicato, hai guarito i malati. Quello di Gesù invece è un atteggiamento totalmente diverso, dettato dalla comunione col Padre. Gesù sente i nostri problemi, le nostre debolezze, i nostri bisogni. Di fronte a quei cinque pani e due pesci Lui pensa: ecco la Provvidenza, da questo poco Dio può tirare fuori il necessario per tutti. Gesù si fida del Padre celeste, sa che per Lui tutto è possibile».

DA FOLLA A COMUNITA’. Le persone vengono allora fatte sedere a gruppi di 50. «Non è casuale – ha notato il Papa – perché così non sono più una folla ma una comunità». Poi Gesù moltiplica i pani e i pesci, un chiaro riferimento all’Eucaristia. «Più che una moltiplicazione è una condivisione. È il segno di Gesù pane di Dio per l’umanità». Ancora una volta i discepoli vedono ma non colgono bene il messaggio. Vengono presi, come la folla, dal successo, ancora una volta seguono la logica umana e non quella di Dio che è quella del servizio, dell’amore della fede. «La festa del Corpus Domini ci chiede di convertirci alla fede nella Provvidenza, di saper condividere il poco che siamo e che abbiamo e non chiuderci mai in noi stessi. Chiediamo alla nostra madre Maria di aiutarci in questa conversione»

TUTTO SI PERDE CON LA GUERRA. Al termine dell’Angelus il Papa ha ricordato la guerra civile che ormai da due anni dilania la Siria. «Questa tormentata situazione di guerra – ha detto – porta con se grandi conseguenze come la piaga dei sequestri di persona. Assicuro la mia preghiera e solidarietà per le persone rapite e i loro familiari, mi appello all’umanità dei sequestratori perch liberino le vittime». Papa Francesco ha poi esteso il suo pensiero a tutti caduti nelle guerre: «Tutto si perde con la guerra, tutto si guadagna con la pace», ha detto prima di invitare i fedeli in piazza San Pietro a un momento di preghiera silenziosa per i caduti in guerra, i feriti e i loro familiari.