Amnistia, incontro con Napolitano: «Il male si ripara solo con il bene»

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e quello del Senato Renato Schifani insieme al primo presidente di Cassazione Ernesto Lupo si sono incontrati per discutere della battaglia lanciata da Marco Pannella. Schifani riprende il giurista Giorgio Del Vecchio: «Il male si ripara veramente solo con il bene»

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Un incontro di cui ospite è stato il presidente del Senato Renato Schifani per aprire il dibattito politico sull’amnistia, grazie alla battaglia che sta conducendo in tal senso il leader dei Radicali, Marco Pannella: si è tenuto ieri a Palazzo Giustiniani, e ha visto protagonisti anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un incontro che è anche una tappa sicuramente importante per un eventuale percorso legislativo della proposta di un’amnistia lanciata dai Radicali.

Schifani ha introdotto il dibattito: «Ho accolto con vivo piacere l’appello di Pannella. Le difficoltà delle carceri sono le stesse della nostra giustizia. Si tratta di riconoscere il vero valore della pena, che non è solo prevenzione, risarcimento e repressione, ma innanzitutto è e deve essere sinonimo di “giustizia”. 
Così come il diritto non si esaurisce nella legge, anche la giustizia non si esaurisce nel diritto, ma richiede sempre un “sapere” in grado di farsi “comprensione” di un’intera comunità civile». Schifani ha ricordato l’urgenza che si vive oggi e la necessità di soluzioni serie al problema, dato che fino al 20 luglio, e solo dai dati ufficiali del ministero della Giustizia, sono in carcere più di 60 mila persone, a fronte di una capienza massima di 45 mila persone, e la necessità di 69 mila posti.

«La popolazione è composta in buona parte da persone in attesa di giudizio» ha ricordato il presidente del Senato, sottolineando che anche la soluzione prevista dal Piano carceri ha finora portato appena 3 mila nuovi posti nelle carceri. «Il problema del sovraffollamento delle carceri e della giustizia – ha concluso Schifani – va affrontato con grande urgenza e nello spirito di coesione nazionale che è indispensabile per ogni processo di riforme. 
La detenzione non può e non deve significare scontare la pena in condizioni non umane. 
Anche per chi delinque valgono e vanno osservati sempre e sopra ogni cosa i diritti fondamentali della nostra Costituzione».

Sebbene la parola amnistia non venga esplicitamente citata, significativa è la citazione del giurista Giorgio Del Vecchio con cui il presidente del Senato ha voluto chiudere il suo intervento: «Il male si ripara veramente solo con il bene». Al convegno è stata molto significativa la posizione del primo presidente di Cassazione, Ernesto Lupo, molto esplicita: «Lancio un appello ai giudici perché facciano un uso sempre più prudente e misurato della custodia cautelare, mantenendo nell’eccezionalità questo strumento, soprattutto se è praticabile la strada di pene alternative». Un invito importante perché proviene per la prima volta da un magistrato di altissimo ruolo, e risponde a ciò che chiedono anche moltissimi operatori del mondo delle carceri.

Proprio rispondendo a questo invito di Lupo, il presidente Napolitano, sebbene non abbia esplicitamente parlato di amnistia, ha voluto lasciare una posizione di apertura su questo tema: «L’emergenza assillante delle carceri va affrontata esaminando ogni possibilità di intervento, non escludendo pregiudizialmente nessuna ipotesi che possa rendersi necessaria». Come e quale lo si saprà solo se la battaglia per l’amnistia non si limiterà ai soli Radicali, ma continuerà ad estendersi ad altre forze civili e politiche come è accaduto sinora. Sul numero di Tempi in edicola, Marco Pannella racconta quanto sia necessario che questo avvenga.

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