America decisa ad armare i ribelli in Siria, che hanno distrutto e profanato le chiese di Qusayr

Gli Stati Uniti temono il potere riconquistato da Assad. La Bbc mostra il monastero ortodosso di S. Elia, a Qusayr, profanato dai ribelli

Dopo la presa della città di Qusayr da parte dell’esercito governativo di Assad, aiutato dall’organizzazione terroristica libanese Hezbollah, e l’annuncio che la prossima tappa della guerra civile sarà Aleppo, gli Stati Uniti hanno annunciato ieri che ritengono di dover aiutare i ribelli a mantenere le posizioni sul terreno. Si fa sempre più probabile, quindi, l’invio di armi da parte degli Usa all’Esercito libero siriano.

DENTRO QUSAYR. Intanto la giornalista della Bbc Lyse Doucet, la prima ad essere entrata a Qusayr dopo la presa della città da parte delle forze lealista, ha mostrato la distruzione causata dalla guerra. Nella città di 30 mila abitanti, di cui 3 mila cristiani, ora ne restano solo 500. La giornalista ha anche mostrato con sgomento la chiesa ortodossa di S. Elia, distrutta e dissacrata dai ribelli, a detta di alcuni testimoni, durante il loro anno di permanenza.

MONASTERO DISTRUTTO. Nelle immagini, la Bbc mostra il monastero ortodosso crivellato di colpi, il terreno è ricoperto da oggetti di culto distrutti, anche l’altare è stato profanato, così come la maggior parte delle icone. Nelle fila dei ribelli ci sono anche molti terroristi islamici legati ad al-Qaeda, che spaventano i cristiani del Medio Oriente e fanno dubitare lo stesso Occidente dell’opportunità di inviare armi ai ribelli. Dei cristiani che vivevano a Qusayr, secondo padre Simon Faddoul, presidente della Caritas Libano, non si sa niente: «La maggior parte di loro dev’essere fuggita – dichiara ad AsiaNews – ma pochi sono arrivati in Libano. Molti devono aver cercato rifugio in altre città».