Algeria, Ramadan. Cristiani costretti a digiunare per obbedire ai parenti islamici

«Mi sono convertita al cristianesimo fin dalla mia tenera età, ma mio padre vuole che osservo il mese di digiuno». Queste pressioni non riguardano solo i cristiani ma anche atei e persone di altre fedi

È iniziato il Ramadan, il mese di digiuno diurno annuale, seguito dai musulmani di tutto il mondo. In alcune nazioni in cui l’islam è religione di Stato, come Algeria e Marocco, denuncia il World Watch Monitor, anche i non musulmani spesso sono obbligati a rispettare il digiuno.

CONVERTITA MA COSTRETTA AL DIGIUNO. Cala, una studentessa algerina di 26 anni, ha spiegato al World Watch Monitor che la pressione sociale nei confronti dei non musulmani, nel suo villaggio, si è fatta sempre più intensa da parte dei parenti musulmani. Benché Cala sia cristiana già da molti anni, il padre musulmano la obbliga a digiunare durante il Ramadan. «Mi sono convertita al cristianesimo fin dalla mia tenera età, grazie a mio fratello maggiore, uno dei primi cristiani nel mio villaggio – ha spiegato Cala  – dopo aver condiviso il messaggio del Vangelo con me, io l’ho seguito. Ma mio padre si oppone alla mia conversione e cerca di controllare la mia vita».

LE MINACCE AL PADRE. Quest’anno, il padre di Cala aveva avvertito in anticipo la figlia. «Vuole che osservo il mese di digiuno del Ramadan. Vuole che rimanga con le mie sorelle sposate e altri parenti, per assicurarsi che non mangio», ha affermato la giovane cristiana. Cala ha aggiunto che suo padre non sempre è stato così severo. Ha cambiato atteggiamento quando i suoi compaesani cominciarono a fare pressioni su di lui, dopo la conversione dei membri della sua famiglia. «Mi ricordo che fu mio padre stesso a portare a casa una Bibbia che gli era stata regalata. Il primo ad essere convertito fu mio fratello, quindi alcune delle mie sorelle e io. Quando gli abitanti del villaggio sono venuti a conoscenza della nostra conversione, hanno iniziato a fare pressioni su mio padre. Hanno minacciato di escluderlo dal villaggio e di non parlare più con lui», ha detto la ragazza. Dopo le minacce, il padre ha obbligato i figli a rispettare il Ramadan e non parlare apertamente della loro fede cristiana.

ALTRI CRISTIANI. Molti altri convertiti cristiani in Algeria hanno avuto la stessa esperienza di Cala. Sirah, un altro giovane algerino cristiano convertito dall’islam, ha detto al World Watch Monitor che anche la sua famiglia cerca di obbligarlo a rispettare il Ramadan. «Hanno sempre insistito che devo digiunare, anche se sanno che mi sono convertito a Cristo. È come se mi chiedessero di rifiutarmi di ammettere che sono diventato un cristiano» ha spiegato il ragazzo. Queste pressioni, secondo il World Watch Monitor, non riguardano solo i cristiani. Anche le persone di altre fedi e gli atei si trovano ad affrontare gli stessi problemi. A volte culminano con un arresto, come avvenne nel 2010, quando due cristiani algerini furono portati in tribunale per aver rotto pubblicamente il digiuno.