Agapo: Così, noi genitori, vogliamo bene ai nostri figli omosessuali

Dopo la lettera aperta a Pisapia sull’inutilità del registro per le coppie di fatto, è scoppiata la polemica intorno a questa associazione. Ecco chi sono, cosa fanno e cosa sostengono gli aderenti ad Agapo

La loro lettera aperta al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, della quale anche tempi.it ha pubblicato stralci, era molto critica sull’intenzione della Giunta di istituire il Registro comunale delle coppie di fatto, aprendo anche alle unioni omosessuali. La missiva ha sollevato un vespaio di reazioni, anche offensive. Si tratta dell’associazione Agapo, che riunisce genitori e amici di persone omosessuali e che, nata nel 2007, è già stata luogo di conforto e confronto per alcune centinaia di famiglie che vivono questa realtà, considerandola un problema.

C’è chi ha messo anche in dubbio la concreta esistenza di questa associazione: Agapo esiste, è regolarmente iscritta nel registro delle associazioni di Solidarietà familiare della Regione Lombardia e in quello delle associazioni di volontariato. Inoltre fa parte delle associazioni che partecipano al Forum delle associazioni familiari di Milano e provincia.

Agapo nasce con lo scopo di aiutare i genitori che si trovano in difficoltà ad accogliere la situazione omosessuale dei figli, confrontandosi con loro in modo serio, senza banalizzare una realtà, alle volte, vissuta dagli stessi figli in maniera difficile, fino ad arrivare all’autolesionismo.

Come leggiamo nella presentazione nel loro sito, l’associazione afferma di essere ben distante dal dare giudizi morali sul valore della persona omosessuale, e vuole affrontare il tema in maniera seria, non banalizzando sia i rapporti tra genitori e figl, sia i rapporti affettivi che nascono da realtà omosessuali. Parte dal principio che l’attrazione verso persone dello stesso sesso, non sfocia automaticamente in un rapporto sessuale, ma ci sia un percorso di responsabilità e di approfondimento. Il lavoro educativo di Agapo è rivolto ai figli omosessuali, ma è lo stesso che potrebbe essere rivolto a persone etero: non lasciare che nei rapporti affettivi, in cui venga coinvolto l’eros, l’istinto abbia il sopravvento. Una preoccupazione che l’associazione considera una legittima espressione educativa.

Chi partecipa all’associazione contesta che tutto ciò che si può fare per provare piacere sia giustificabile. È importante, dice Agapo, un certo discernimento; l’attrazione erotica va bene quando è mobilitata dalla ragione e dalla responsabilità (e questo vale per tutti). L’associazione invita i figli o gli amici omosessuali ad apprendere un pezzo della realtà del mondo, che è duale, che è fatta da maschile e femminile: se c’è poca coscienza di ciò, allora faranno più fatica a vivere la loro condizione.

L’associazione sostiene che la famiglia e un’unione omosessuale sono due realtà ben diverse e che tale giudizio è condiviso trasversalmente da persone di diversa cultura e “fede” politica.

Dalla politica, Agapo, si aspetta la conferma di leggi che comprendano il rispetto delle tutele del convivente, che favoriscano la denuncia degli atti di discriminazione, il monitoraggio sugli atti di violenza e la realizzazione di strutture di aiuto, dove sia possibile.

L’associazione è composta da genitori e invita lo Stato e le amministrazioni locali ad essere più attenti alla famiglia.