La necessità di correggere e contenere la nuova Washington, le inconsistenti critiche di Monti, la crisi dei democratici americani. Rassegna ragionata dal web
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (foto Ansa)
Su Atlantico quotidiano Daniele Biello scrive: «Da quando è tornato in carica a gennaio, Trump ha definito imbroglioni e scrocconi gli alleati più stretti degli Stati Uniti. Il Giappone e altri partner commerciali asiatici, insiste, sono “molto viziati”; i vicini nordamericani più prossimi sono accusati di esportare droga e criminalità. Etichetta liberamente e pubblicamente i leader di alcuni dei più importanti partner democratici degli Stati Uniti come deboli o disonesti, mentre elogia quelle figure più prossime all’autoritarismo. In una situazione che sarebbe stata impensabile nelle precedenti amministrazioni, inclusa la prima di Trump, a febbraio gli Stati Uniti si sono persino schierati, contro i propri alleati democratici, a fianco della Russia e di altri stati autoritari, come la Corea del Nord e la Bielorussia, votando contro una risoluzione Onu che condannava l’aggressione russa contro l’Ucraina. Forse la cosa più sconcertante è che, in un momento ...
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