Lo spaesamento del Pd non massimalista, l'errore di affidarsi a Prodi, il prevalere della linea Bettini. Rassegna ragionata dal web
Massimo D'Alema con Romano Prodi nel 2008 (Ansa)
Su Policy maker Beatrice Calò scrive: «Una parte dell’area riformista valuta di non partecipare alla riunione preliminare con Bonaccini, prevista per oggi, come segnale politico. I nomi riportati da la Repubblica — Lorenzo Guerini, Filippo Sensi, Graziano Delrio, Pina Picierno, Giorgio Gori, Marianna Madia, Lia Quartapelle — sono gli stessi che presenziano, o talvolta presentano, i vari comitati, associazioni e spazi di dibattito inaugurati negli ultimi mesi, dal Circolo Matteotti ai progetti di Ernesto Maria Ruffini e Delrio, tutti impegnati nel tentativo di costituire quella tenda riformista diventata ormai il leit motiv dei critici della segreteria Schlein. Oggi a guidare la fronda ci sarà Simona Malpezzi, pronta a chiedere una linea più autonoma rispetto a quella della segretaria e a criticare Bonaccini per il suo presunto “appiattimento”. Dall’interno dell’area riformista si chiede più equilibrio nella gestione del partito e una linea che non spinga il Pd troppo a sinistra. I rifo...
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