Adieu monsieur Savinelli, elegante tabagista che amava la pipa

Genova saluta Giorgio Savinelli, ultimo esponente dell’ala ligure della famiglia che creò il primo e più importante marchio italiano di progettazione e produzione di pipe.

Si è spento a 87 anni Giorgio Savinelli. Tabagista di ferro, “bottegaio” ed ex presidente dell’Unione dei commercianti genovesi, il ligure accoglieva i clienti nel suo negozio in Galleria Mazzini. Più che un locale, un salotto, dove ospitava larga parte dei politici e dei borghesi che passeggiavano per le strade scoscese del centro di Genova. Si intratteneva con loro, parlando del più e del meno, aspirando a lente boccate una pipa di schiuma, sinuosa, che appoggiava al mento e sosteneva sempre con la mano sinistra. Nel momento in cui fu vietato fumare negli ambienti chiusi, Savinelli accettò con disappunto il termine di questo rituale. Ma non si ridusse, di certo, la compagnia di chi andava a salutarlo.

Un uomo, Savinelli, e una città, Genova. Un binomio indissolubile, ma che trae origini in altri tempi e in altri luoghi. La tabaccheria Savinelli, infatti, nasce in via Orefici, a Milano, nel 1857. Achille, suo titolare, crea uno spazio esclusivamente dedicato al piacere del tabacco, fornendo prodotti di qualità ad un pubblico che si affacciava alla belle époque, che annusava aria di unità nazionale e avversava il Regno Austro-ungarico. Achille seppe iniziare una fantastica attività a conduzione familiare, che ebbe una svolta solo due generazione dopo, quando il nipote Achille Jr. decise di gettarsi nella produzione stessa di pipe. L’Italia, nel secondo dopoguerra, esportava la miglior radica in circolazione e importava il prodotto finito. Perché non creare un marchio di qualità made in Italy?

Nel 1948 Achille aprì una manifattura nel varesino, e le pipe Savinelli cominciarono ad acquistare pregio nazionale. Per due ragioni: la bellezza e la bontà del prodotto, e l’oculatezza dell’offerta. La filosofia Savinelli, infatti, parte dalla peculiarità del cliente fin dal lavoro di Carlo Savinelli, figlio del fondatore. La sua esperienza di ascoltatore e di psicologo gli consentiva una risposta rapida ai bisogni e ai desideri di chi gli chiedeva, semplicemente, un giudizio su una pipa o su un tabacco. Con la morte di Giorgio, ultimo esponente del ramo ligure della famiglia Savinelli, le redini dell’azienda sono nelle mani del solo Giancarlo. La nicchia del “lento fumo” si stringe attorno alla famiglia e ai parenti più prossimi di Giorgio, che terranno a mente la sua affabilità, la sua eleganza e il suo immancabile panciotto.