Il ministero bandisce i cellulari dalle superiori, «Scelta necessaria», spiega Alberto Pellai. «Centinaia di studi scientifici e i paesi pionieri del digitale dicono che è urgente correre ai ripari. Il problema sono gli adulti. Geppetto è impopolare, ma Lucignolo non educa»
(Foto di ROBIN WORRALL su Unsplash)
Settembre 2025: si avverte la scossa di un piccolo, grande terremoto nel mondo della scuola. Da quest’anno, infatti, normalmente gli smartphone sono vietati anche alle superiori, non solo a lezione ma durante tutto il tempo scuola. Ne parliamo con Alberto Pellai (Università Statale di Milano), medico, ricercatore e psicoterapeuta che da anni si occupa di salute dei ragazzi (fresco sugli scaffali il suo nuovo libro, Esci da quella stanza, scritto con Barbara Tamborini e pubblicato da Mondadori).
Professore, la disposizione ministeriale che vieta l’utilizzo degli smartphone a scuola ci riporta all’età della pietra o, al contrario, è al passo coi tempi?
Direi che è una scelta necessaria alla luce di quello che ci dicono i dati di ricerca, cioè che gli adolescenti in effetti sono sempre connessi e le situazioni in cui rimangono sconnessi ormai sono veramente pochissime. L'iperconnessione ha portato un vantaggio dentro alle loro vite, ha migliorato le abilità e le competenze che devono ess...
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