India, in 30 anni l’aborto selettivo ha fatto sparire 22 milioni di bambine

Un nuovo studio di Lancet certifica che il trend purtroppo è in aumento: gli aborti di bambine sono cresciuti del 60 per cento tra il 2007 e il 2016

Scarpine da bambina neonata

L’aborto selettivo delle bambine continua a peggiorare in India. Se si assume che la ripartizione naturale tra i sessi nel gigante asiatico da 1,3 miliardi di abitanti sia di 950 femmine ogni 1.000 maschi, ne deriva che nel trentennio che va dal 1987 al 2016 «manchino all’appello» 13,5 milioni di bambine. Ma se facendo una stima più credibile, si assume che la ripartizione naturale sia invece di 975 femmine ogni 1.000 maschi, si arriva all’esorbitante numero di 22 milioni di bambine mancanti «a causa dell’aborto selettivo».

Aborto selettivo in aumento del 60%

I numeri sono stati elaborati da un nuovo studio pubblicato l’8 aprile su Lancet. Secondo la ricerca, il trend è in peggioramento: se nel decennio 1987-1996 mancavano all’appello 3,5 milioni di bambine (con una ripartizione di 950 femmine ogni 1.000 maschi), tra il 2007 e il 2016 ne sono venute a mancare ben 5,5 milioni, cioè il 60 per cento in più.

Gli aborti selettivi delle bambine «sono aumentati in quasi tutti gli stati indiani» e avvengono soprattutto nelle famiglie dove già è nata una femmina. Le province peggiori sono Gujarat, Punjab, Rajasthan e Haryana. «I nostri studi sono in contrasto con chi afferma che l’aborto selettivo delle bambine in India stia rallentando».

Più aborti nelle famiglie ricche

L’eliminazione delle bambine, specie se concepite dopo la nascita di un altro figlio, «è più comune nelle famiglie più ricche ed educate rispetto a quelle povere», continua lo studio. «L’aborto selettivo delle bambine è una delle forme più gravi di discriminazione di genere», che porta all’aumento del numero di uomini «che vorrebbero ma non riescono a trovare una compagna e, di conseguenza, all’aumento di casi di violenza contro le donne».

Il genocidio delle bambine era stato denunciato nel 2010 da una famosa copertina dell’Economist, che titolava: «Che cosa è accaduto a 100 milioni di bambine?». La rivista documentava la situazione gravissima in paesi come India e Cina. Sempre l’Economist nel 2017 scriveva che «in India, e nel mondo, la guerra contro le bambine sembra aver rallentato. L’esperimento demografico dell’Asia ha avuto consequenze disastrose. Sicuramente non lo ripeterà».

Cosa aspetta l’Onu a intervenire?

Lo studio uscito su Lancet dimostra che non è così: l’aborto selettivo delle bambine in India prosegue ed è in continuo aumento. Onu e organizzazioni femministe si accorgeranno mai della mancanza di queste 22 milioni di bambine? All’orecchio di chi vuole ascoltare, l’assenza del suono dei loro vagiti fa più rumore di mille campagne a favore dell’aborto come diritto assoluto della donna.

@LeoneGrotti

Foto di Funky Shapes