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Aborto. Così la Cgil porta in Europa la sua guerra (ingiusta) alle coscienze dei lavoratori

settembre 9, 2015 Redazione

Udienza pubblica al “Comitato europeo dei diritti sociali” di Strasburgo sull’ammissibilità del reclamo del sindacato, che vede nei medici obiettori un ostacolo all’applicazione della legge 194. Il governo si difende con i dati: nessuna criticità

Lunedì 7 settembre a Strasburgo è arrivata (di nuovo) davanti al Comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa, l’infinita disputa italiana in merito all’applicazione della legge 194, che secondo i fautori dell’aborto come “diritto” sarebbe messa a repentaglio da un molto presunto eccesso di medici obiettori. La particolarità di questo “nuovo” attacco alle coscienze dei lavoratori della sanità è che a presentare il reclamo è stata la Cgil.

L’ACCUSA. L’accusa del sindacato, contestata dal governo italiano all’udienza pubblica andata in scena l’altroieri, è la solita: nel nostro paese ci sono troppi medici obiettori (il 69,6 per cento dei ginecologi secondo i dati ufficiali), il loro rifiuto di praticare aborti rappresenta un ostacolo alla fornitura del “servizio” e genera un intollerabile sovraccarico di lavoro per i colleghi non obiettori, ragion per cui occorre limitare l’esercizio della libertà di coscienza. Per la cronaca, la denuncia della Cgil, che risale al 2013, ricalca un reclamo precedente presentato (con successo) dall’International Planned Parenthood Federation European Network, il movimento internazionale per la “pianificazione familiare” legato all’omonimo colosso americano delle cliniche abortive.

COME PLANNED PARENTHOOD. La disputa comunque è solo all’inizio e per adesso è in discussione solo l’ammissibilità o meno del reclamo che sta molto a cuore al segretario Susanna Camusso. E in ogni caso il Comitato europeo dei diritti sociali non è un organo decisionale né giudiziario, ma una commissione chiamata a valutare l’effettiva applicazione da parte degli Stati della “Carta europea dei diritti sociali”, sottoscritta dall’Italia nel 1996 e ratificata nel 1999. Già una volta il nostro paese è stato “condannato” da questo organismo per la presunta «violazione dei diritti delle donne» causata «dall’elevato e crescente numero dei medici obiettori di coscienza» rispetto alla 194: è successo l’anno scorso, proprio in merito al caso aperto da Planned Parenthood, e guarda caso la notizia della “bocciatura” è iniziata a circolare sui giornali l’8 marzo, quando non c’era ancora nulla di ufficiale.

NESSUN PROVVEDIMENTO. Sarebbe toccato al Consiglio dei ministri dell’Unione Europea dare un seguito concreto alle conclusioni raggiunte in quella occasione dal Comitato, adottando risoluzioni generali o addirittura prescrittive nei confronti dell’Italia. Tuttavia, dopo un’audizione del governo, Bruxelles si è limitata a pretendere da Roma una periodica relazione sullo stato delle cose, scelta di per sé già indicativa dell’alto tasso di pretestuosità e di ideologia che sta alla base del reclamo della Cgil.
Lunedì infatti il governo italiano in sostanza ha ribadito i dati contenuti nell’ultima relazione annuale sull’interruzione volontaria di gravidanza presentata nell’ottobre scorso dal ministero della Salute al Parlamento, strumento che, per inciso, rappresenta la più capillare raccolta di dati disponibile sul tema, frutto del lavoro della task force istituita da Beatrice Lorenzin proprio in conseguenza dell’ennesima polemica intorno ai medici obiettori.

I DATI. Premesso che il tema dell’organizzazione del lavoro dei medici attiene alle Regioni, e che il ministero interviene solo in caso di specifiche denunce, secondo il governo le criticità denunciate dalla Cgil non sussistono. L’interruzione volontaria di gravidanza, infatti, si effettua «nel 64 per cento delle strutture disponibili», e in sintesi sono tre i parametri che dimostrano che a livello nazionale l’offerta del “servizio” non è affatto in pericolo: 1) in quanto ai numeri, mentre gli aborti sono pari al 20 per cento delle nascite, i “punti Ivg” in Italia sono pari al 74 per cento dei “punti nascita”; 2) confrontando i dati rispetto alla popolazione femminile in età fertile, ogni 3 strutture in cui si pratica l’aborto, ce ne sono 4 in cui si partorisce; 3) riguardo al carico di lavoro dei medici abortisti, su 44 settimane lavorative annuali, in Italia ogni non obiettore effettua 1,4 aborti a settimana, valore che rappresenta la media tra il minimo registrato in Valle d’Aosta (0,4) al massimo del Lazio (4,2).
A Strasburgo la Cgil ha portato anche testimonianze di presunte azioni di mobbing esercitate in ospedali italiani nei confronti del personale non obiettore. Al ministero però – è la difesa del governo – non sono pervenute denunce circostanziate di disservizi o di altre irregolarità.

Foto Ansa


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27 Commenti

  1. Luca P. says:

    Il fatto che la CGIL stia promuovendo questa iniziativa (che nulla ha a che fare con i diritti dei lavoratori) è la dimostrazione che non siamo di fronte ad un “sindacato” ma ad un vero e proprio “partito politico” … il luogo ideale dove migliaia di persone, stipendiate con i nostri contributi, si preparano ad una carriera politica … Ma che in sostanza se ne sbattono del lavoro e dei lavoratori “veri”!

    • Yoyo says:

      Infatti. E’ triste vedere un sindacato che si batte per limitare diritti sacrosanti del lavoratore su una materia così delicata e così poco attinente alle competenze di un sindacato, che non può decidere della vita altrui (il feto) e delle convinzioni personali degli iscritti e, tanto meno, dei non iscritti.

  2. SUSANNA ROLLI says:

    Per quei palloncini è azzeccatissimo il colore rosso, il rosso sangue: pensate come volete, è il simbolo del colore di chi ci ha rimesso la vita “grazie” a questa legge, balorda; perchè i primi a chiedere aiuto sono proprio i piccoli, poi dopo vengono tutti gli altri. Se notate, quando c’è un bisogno urgente, in una tragedia, i primi che si cerca di salvare sono proprio i piccolini. Se si pensa che hanno un cuoricino ch ebatte, fa ancor più ribrezzo!!
    Scusate, non era proprio uno specifico commento all’articolo che attiene ad altro, ma ne ho approfittato per uno sfogo. Quanto a quel organo europeo istituito per il controllo dei diritti, in questo specifico caso tutti quei nove delle date io li leggerei all’arrovescio..

  3. xyzwk says:

    Il dato: percentuale di aborti sul totale delle nascite obiettivamente ha poco senso. Più attendibile sarebbe la percentuale di aborti sul totale delle gravidanze che sarebbe in linea come ragionamento nel definire il numero di “punti aborto” sul totale di “punti nascita” visto che in tutti i punti nascita teoricamente è possibile abortire mentre il totale delle nascite non comprende il numero di aborti.

    • SUSANNA ROLLI says:

      “percentuale di aborti sul totale delle nascite ha obiettivamente poco senso..ecc ecc.” . Scusa, ma quelle donne che sono incinte e che non abortiscono, dove lo nasconderebbero il figlio allo scadere del nono mese di gravidanza? Cioè, o muoiono con l’aborto (poveri!) o nascono certamente: dove la vedi tu la differenza tra una donna incinta – e che decide di non abortire- ed una donna che ha partorito? Spiega meglio, grazie.

      • Sebastiano says:

        Stai fresca, adesso è impegnato nella costruzione del binario (morto, come le sue frescacce)

        • ross says:

          lascia.lascia dire alla parolaia. la 194 vale anche per lei : la finanzia con le sue tasse e si fa curare nelle camere a fianco delle quali “uccidono bambini”. questi vivono di menzogne e di fregnacce : e vanno lasciati parlare.ma madre natura affida alla madre la gestione della gravidanza,nel caso degli esseri umani a una madre intelligente. per cui perderanno,perderanno ancora,e non torneranno mai piu.

      • xyzwk says:

        Mi spiego, ci provo almeno. Si parla del numero di aborti cioè di fatto di gravidanze non portate a termine ma pur sempre di gravidanze, ossia di una parte del totale delle gravidanze non concluse. Ora se noi vogliamo sapere quanti sono in percentuale gli aborti, al denominatore della frazione non possiamo mettere il numero delle nascite perchè escludiamo le gravidanze non concluse (cioè gli aborti) e quindi come fai a ricavare il numero che rappresenta una parte del totale delle gravidanze se a priori lo escludi dal totale (cioè il denominatore della frazione). È come se da un totale tu volessi ricavare una parte che non compone l’intero. Il totale delle nascite non è rappresentativo di tutte le gravidanze e non comprende gli aborti, quindi essi non possono essere in percentuale una parte delle nascite, ma bensí una parte delle gravidanze. È evidente che prima di abortire una donna è gravida e va ad aumentare il totale delle gravidanze ma non delle nascite se decide di abortire.

        “Dove la vedi tu la differenza tra una donna incinta – e che decide di non abortire- ed una donna che ha partorito?

        La differenza sta nel fatto che non tutte le donne incinte portano a termine la gravidanza (altrimenti non esisterebbero gli aborti) e se vogliamo sapere quante sono quest’ultime, dobbiamo fare il ragionamento di cui sopra.
        Ho chiarito la tua perplessità?

        • Emanuele says:

          …scusa ma I dati già ce li hai

          Se gli aborti sono il 20% delle nascite, basta fare:

          100 (bambini nati) + 20 (aborti) = 120 gravidanze.

          E la percentuale degli aborti sulle gravidanze diventa:

          20/120 = 17% circa

          …dai, adesso che hai i numeri puoi trarre le conclusioni…

  4. giuliano says:

    un sindacato che di mestiere fa la guerra agli obiettori di coscienza può esistere solo con un sindacato comunista. Ricordo quando i vermi rossi difendevano l’obiezione di coscienza negli anni 70 su molte tematiche

  5. Emanuele says:

    …l’occidente si è scandalizzato per il corpo di un povero bambino spiaggato. Un bambino come migliaia in fuga dalla guerra La sua colpa? Essere nato in un paese in guerra a due passi da un’Europa che sta a quadrare ed a applaudire alla destabilizzazione di Assad o Gheddafi. A seguito di quei fatti si sono aperte frontiere, programmati treni, organizzate accoglienze trionfali.

    L’occidente si è così autocelebrato, dicendosi “non siamo come loro, non tagliamo teste né buttiamo bambini a mare”… Noi siamo civili, noi siamo migliori, noi siamo i buoni. Noi siamo aperti a tutti i diritti. E chi aiuta questi profughi è un eroe.

    —-

    Ogni giorno, solo in Italia, CENTINAIA di bambini giacciono spiaggiati in bacinelle di acciaio piene di sangue. La loro colpe sono terribili… essere venuti alla vita nel momento sbagliato, dopo una notte brava… essersi permessi di disturbare i piani familiari, mettendo a rischio le economie domestiche… qualcuno addirittura vorrebbe venire al mondo difettato o malato.

    Ma di loro non ci sono foto commoventi, per loro non si organizzano corridoi umanitari né accoglienze trionfali. A loro nessun premier apre la casa per ospitarli… e chi gli aiuta è un miserabile un reietto che deve essere allontanato dalla società civile…

    E l’occidente rivendica come diritto ciò che condanna per gli altri: fare fuori vite innocenti con l’aggravante dei motivi ideologici…

    • rosssso says:

      era piu’ o meno lo stesso periodo in cui assassini cattofascisti piazzavano bombe sui treni e nelle stazioni. li abbiamo fermati e a quanto pare questi bastardi adesso parlano e basta.

      • EquesFidus says:

        Ma che stai dicendo? Proprio vero che i commenti di questo sitosono sempre più un bordello, dove ormai vince il troll che le spara più grosse.

        • giovanna says:

          Scusa EquesFidus, ma si tratta sempre dello stesso troll, con vari “registri”, dato che “il sistema lo permette “, come da lei affermato più volte.
          Fa questo giochetto, di usare dei nick per farsi rispondere, ostentando una certa educazione e un certo distacco, e dei nick sgua iati e volga ri, che ne dicono di ogni, per un suo sfo go personale, di qualcosa di brutto che ha dentro.
          A mio parere, la sua vera personalità è quella dei nick che sparano a tutta, ma se si riduce a questo, non le risponderebbe più nessuno.
          Ad ancor più modesto mio parere, quando non le risponderà più nessuno, nemmeno ai nick dialoganti, potremo avere un po’ di respiro.

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