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Perché non basterà abbattere Maduro per riportare la democrazia in Venezuela

Di Rodolfo Casadei
04 Novembre 2025
Bande armate, gang criminali, guerriglie colombiane, militari corrotti: tutti i soggetti con cui il regime di Caracas è dovuto scendere a patti per restare al potere. E che adesso comandano di fatto in molte aree del paese
Il presidente dittatore del Venezuela Nicolás Maduro (foto Ansa)
Il presidente dittatore del Venezuela Nicolás Maduro (foto Ansa)

La deposizione di Nicolás Maduro o un suo esilio volontario in conseguenza delle pressioni statunitensi non comporterebbero una transizione pacifica alla restaurazione della democrazia in Venezuela. Un quarto di secolo di chavismo al potere nel paese con le maggiori riserve di idrocarburi al mondo ha completamente inquinato le istituzioni (funzione giudiziaria, forze armate, burocrazia, aziende statali a cominciare dalla società petrolifera Pdvsa) trasformandole in cinghie di trasmissione del partito di governo (Psuv) e soprattutto ha determinato la frammentazione del potere reale sul territorio, che sfugge al controllo dello Stato centrale e dell’esecutivo. Mentre ha asservito i giudici di merito e quelli amministrativi, la Commissione elettorale e quelle che dovrebbero le istituzioni indipendenti, il regime non controlla molte aree del paese, nelle quali dominano attori locali, nazionali (ufficiali e reparti delle forze armate bolivariane che sono legge a se stessi) e internazionali ...

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