A Parma l’inceneritore scalda i motori, con buona pace del grillino Pizzarotti

L’inceneritore di via Ugozzolo, che entrerà in funzione il 18 maggio, sta già portando i forni in temperatura. Settimana prossima le prove generali. Nulla da fare per i grillini che avevano promesso di chiuderlo

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Parma, l’inceneritore di via Ugozzolo si farà: entrerà in funzione il 18 maggio e in settimana già sono in programma le prove generali. Nulla da fare, dunque, per i grillini del sindaco Federico Pizzarotti, che non riescono a impedirne l’apertura, come promesso al tempo della campagna elettorale.

GIA’ FUNZIONA. In realtà, l’impianto è già entrato in funzione, in modo da poterlo portare in temperatura in vista dell’imminente apertura. Ma non essendoci nulla da bruciare, almeno per ora, è alimentato a gas. Mentre tra il 26 e il 30 aprile dovrebbero essere fatte le prime vere prove, con cinquanta ore di combustione non continuative in tre giorni.

GIUDICI E PENALE. La penale da 180 milioni di euro che il Comune dovrebbe pagare nel caso dovessero essere bloccati i lavori è il più importante deterrente a frapporre eventuali ostacoli all’apertura dell’inceneritore. Ma la parola fine sulla vicenda è ancora lontana, perché, sul termovalorizzatore, ricorda oggi l’Avvenire, pende la sentenza della Corte di Cassazione, che deve esprimersi sul ricorso presentato alla procura dal Comune, che ha chiesto il sequestro per inadempienze.

SABOTAGGIO? Pizzarotti e la sua giunta, infatti, visto che non sono riusciti a bloccare la costruzione dell’inceneritore, hanno due strade da percorrere per ostacolare l’entrata a regime: la prima è quella di “affamare” l’impianto portando la raccolta differenziata in città dal 50 al 70 per cento; la seconda è quella di far valere i poteri di controllo del Comune su prescrizioni e adempienze necessarie per l’accensione.

NIENTE COMMISSIONE. «Riteniamo siano necessari ancora diversi mesi perché tutte le prescrizioni siano ottemperate», ha detto l’assessore comunale all’Ambiente, Gabriele Folli. Staremo a vedere. Intanto, è naufragato il tentativo di istituire una commissione consigliare ad hoc per sorvegliare le procedure.

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