A Caorle parrocchie in campo con un manifesto che «detta alla politica le priorità»

Iniziativa «destinata a scuotere non solo la politica locale». I promotori: «La fede ci fornisce il coraggio di stare in piazza per collaborare al bene comune»

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Il Corriere del Veneto, in una cronaca dai toni quasi sbigottiti, ha definito «irrituale» il volantino presentato ieri dalle parrocchie di Caorle in vista delle elezioni amministrative del prossimo giugno. A prescindere dagli aggettivi, una cosa è certa, come osserva lo stesso Corriere: questo manifesto «diretto ai candidati a sindaco della località balneare è destinato a scuotere non solo la politica locale. Perché mai, prima d’ora, perlomeno nella Diocesi di Venezia, i parroci di sette parrocchie erano scesi dal pulpito per dettare alla politica le priorità della comunità».

Priorità che vanno dalla valorizzazione della famiglia come primo pilastro della società allo snellimento della burocrazia per le imprese, e che le guide della Chiesa di Caorle hanno voluto declinare in sei punti precisi. Quasi un programma elettorale fatto e finito. Non a caso alla presentazione erano presenti «tra il pubblico due candidati a sindaco: Luciano Striuli e Alessandro Borin che ascoltano con attenzione», scrive sempre il Corriere. «Sta nascendo un movimento politico delle parrocchie? I parroci sorridono e spiegano che “è solo l’espressione della comunità”». E di una fede che «ci fornisce il coraggio di stare in piazza per collaborare al bene comune», come dice don Francesco Marchesi, viceparroco della parrocchia del Duomo.

Anche il sito del Patriarcato di Venezia ha voluto evidenziare in homepage la notizia dell’uscita del manifesto. Nell’articolo tra l’altro è sottolineato che il volantino «non rappresenta però un’iniziativa a se stante: le parrocchie di Caorle intendono, infatti, proporre un dibattito e confronto pubblico con i candidati sindaco nella seconda metà di maggio 2016 e poi al termine della stagione estiva (ottobre 2016) anche un pellegrinaggio a piedi, dal forte significato spirituale e di valore civile, da Caorle alla Porta Santa della chiesa parrocchiale di Eraclea».

Pubblichiamo di seguito il testo integrale del manifesto (qui il file in pdf)

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Elezioni amministrative 2016
O PROTAGONISTI O NESSUNO

Siamo tutti d’accordo… la politica sembra non essere più una cosa interessante. È percepita lontana dalla vita reale, inutile, se non addirittura disonesta.

Noi tuttavia, come cristiani, riconosciamo con Papa Francesco che la fede «implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra».

Non possiamo allora stare a guardare rimanendo ai margini della società, aspettando che qualcun altro prenda le decisioni al posto nostro. La FEDE ci fornisce la passione ed il coraggio di stare in “PIAZZA” per collaborare assieme ad altri all’edificazione del bene comune.

La politica comunale trova la sua dignità e la sua utilità nel rispondere alle esigenze della vita quotidiana, di incontro e di condivisione dei bisogni, di servizi efficaci, di valorizzazione delle iniziative sociali e culturali, di salvaguardia e cura della bellezza urbana. Abitazioni, scuole, asili, uffici, attività produttive, casa di riposo, centro storico, frazioni, quartieri periferici e parrocchie sono, secondo un’autentica cultura dell’accoglienza, i luoghi a cui guardare perché danno la possibilità di vivere, imparare, lavorare, festeggiare e condividere. Essi hanno dunque bisogno di trovare una maggiore integrazione reciproca. È questo il bene comune.

Ecco allora ciò che primariamente ci interessa:

• Sottolineare la centralità della famiglia in ordine alla persona e alla società: di fronte al problema sempre più grave della denatalità, riconoscerla come il bene più prezioso e decisivo per il nostro futuro aiutandola con strumenti semplici e concreti.

• Secondo il principio della libertà di educazione, sostenere al tempo stesso i servizi educativi e scolastici offerti dalla scuola statale e da quella pubblica paritaria.

• Favorire quelle realtà, già presenti nel nostro territorio, che operano per soccorrere singole persone ed intere famiglie in contesti di precarietà e drammatica solitudine là dove alla mancanza del pane spesso si aggiungono le sfide legate alle problematiche giovanili, all’anzianità, alla malattia, alla disabilità, alla piaga del gioco d’azzardo e alle altre dipendenze.

• Trovare soluzioni abitative che consentano, anche a chi non ha possibilità economiche, di vivere ed abitare a Caorle.

• Incentivare le iniziative dei privati e valorizzare le realtà economiche che sappiano, nel rispetto della legalità, dell’ambiente e lungi da mere logiche di profitto, creare nuovi posti di lavoro.

• Snellire la scoraggiante burocrazia che attanaglia il cittadino per qualsivoglia adempimento amministrativo.

Nella vita delle persone e di una comunità la politica non è tutto, non è la salvezza. Eppure è un bene prezioso. È l’arte di progettare insieme l’architettura della vita comune. Allora vale la pena impegnarsi, dando il meglio di noi stessi.

Le Parrocchie del Comune di Caorle

Foto da patriarcatovenezia.it


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