A Belfast si combatte di notte: feriti 62 poliziotti in tre giorni

Domenica una sfilata repubblicana si è scontrata con un gruppo di lealisti. L’intervento della polizia ha portato ad una guerriglia, che dura ormai da tre giorni. Si attende il peggio per la parata di fine mese

Il conto dei poliziotti feriti ha superato quota 60. Il tutto in meno di tre giorni, da quando cioè domenica una parata organizzata dai repubblicani in ricordo di Henry Joy McCracken (fondatore della Society of United Men) ha portato a nuovi momenti di tensione con i lealisti, esplosi in violenze tra le due fazioni: la polizia è stata costretta ad intervenire, rimediando la peggio in scontri che sono proseguiti anche nelle due notti successive.

DIECI ORE DI BATTAGLIA Non accenna a placarsi la tensione che da settimane abbraccia la capitale dell’Ulster. Le immagini di questi giorni sono solo gli ultimi episodi della “stagione delle parate”, culminata negli incidenti della Black Saturday Parade di sabato 25 agosto, cui han fatto seguito, la scorsa domenica, le 10 ore di battaglia tra i lealisti e le forze dell’ordine. La polizia si era messa in mezzo per dividere i due schieramenti, dopo che gli orangisti avevano attaccato la sfilata cattolica, colpevole, a detta loro, di essere passata da una zona, Clifton Street, interdetta ai rivali. Ai lanci di sassi, mattoni e molotov la polizia ha risposto con cariche, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Per tutta la notte si è continuato a combattere, con un bilancio conclusivo di 47 feriti tra la PSNI.

NOTTE TRA FIAMME E CANNONI D’ACQUA. Ma la rivolta è continuata anche ieri, protraendosi fino a notte inoltrata: tre ufficiali sono stati feriti in Carlisle Circus, mentre altri sei sono stati portati in ospedale con contusioni più lievi. Zona di battaglia è anche Denmark Road, appena più a sud, dove i lealisti hanno rubato un furgoncino, per lanciarlo contro le linee dei poliziotti, e la tensione è alle stelle anche a Shankill Road, uno dei quartieri più lealisti della città, dove macchine e bus sono stati dati alle fiamme. Al di là dell’evolversi della violenza di questi giorni, ciò che preoccupa è la manifestazione in programma per il 29 settembre prossimo, giorno del centenario dell’Ulster Convenant: si teme un concentrarsi di orangisti da tutto il Paese per questa occasione.

NON POSSIAMO ASPETTARE ANCORA. «Sono orgoglioso di come i miei colleghi stiano affrontando il pericolo, lavorando per portare la situazione sotto controllo», ha detto Will Kerr, Assistant Chief dell’arma. «Ma sono rattristato e arrabbiato che ancora una volta siamo soggetti a violenze pericolose da parte delle comunità cui siamo al servizio. Lasciatemi essere chiaro, abbiamo fatto già sette arresti con una saggia strategia sul luogo; e ce ne saranno altri. Non possiamo permetterci di aspettare e non possiamo avere una notte dietro l’altra di violenza nelle nostre strade. Dopo due notti di disordini, abbiamo un numero di ufficiali di polizia che non sono più disponibili a rispondere ai propri doveri per proteggere le comunità che servono. E il grande impatto sull’intero Nord Irlanda non può essere ignorato».