L'incidente diplomatico scoppiato tra il francese e la Cina, la verità su Mao dittatore, l'umiliazione pubblica. Rassegna ragionata dal web
Un fotomontaggio diffuso sui social media ritrae il fuoriclasse del Real Madrid Kylian Mbappé (finito nei guai per aver definito Mao «dittatore») umiliato pubblicamente come avveniva durante la Rivoluzione Culturale in Cina. Nel cartello si legge: "Mbappé elemento anti-partito". Nella foto originale, al posto del calciatore francese c'era Xi Zhongxun, padre dell'attuale dittatore della Cina Xi Jinping
Il fuoriclasse del Real Madrid Kylian Mbappé ha pubblicato sui suoi profili social un messaggio di scuse in francese, cinese e inglese per aver definito durante un'intervista al podcast The Bridge Mao Zedong «dittatore»:
«Nel corso di una recente intervista, ho reagito a un’immagine che mi ritraeva. Il mio commento è stato inopportuno e oggi capisco di aver ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi di tutto il mondo. Chiedo scusa a tutte le persone che si sono sentite ferite dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro un profondo rispetto per il popolo cinese e la sua storia e sono sinceramente dispiaciuto».
Da Mbappé ci si aspettano gol, dribbling e grandi giocate. Non certo fini analisi storiche o geopolitiche. Quindi non stupisce che l'attaccante francese non abbia riconosciuto Mao Zedong, né che non si sia reso conto che chiamarlo pubblicamente «dittatore», per quanto costituisca la sacrosanta verità, è un autogol perché avrebbe fatto infuriare i suo...
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