L'arresto di Youssef Siher, il baby casseur affatto abbandonato, i giovani per tutte le stagioni, l’autoassoluzione della sinistra e l’impossibilità di ammettere che qualcosa non va nella loro idea di integrazione. Rassegna ragionata dal web
In un fermoimmagine di un video di ANSA-ALANEWS Youssef Siher intervistato dai giornalisti a margine della manifestazione dei Giovani Palestinesi a Milano contro il Comune il 12 luglio 2025 (foto Ansa)
Scrive Maurizio Belpietro sulla Verità:
«Schlein e compagni ci hanno spiegato che i disordini sono la manifestazione del disagio di una generazione privata del futuro e che per risolvere i problemi di ordine pubblico avremmo dovuto farci carico del malessere dei giovani, in particolare di quegli italiani di seconda generazione a cui non vengono offerte prospettive. Sciocchezze. Le indagini dimostrano che Youssef Siher, nato in Italia da genitori marocchini, aveva tutte le strade aperte. Nel nostro Paese aveva potuto studiare, laurearsi, conseguire un master, sposarsi, collaborare con centri di ricerca e importanti quotidiani. Ma l’affermazione nel mondo del lavoro non era la sua priorità. Nonostante avesse un’istruzione (parla quattro lingue) e avesse viaggiato, Siher era legato all’islam radicale e alle posizioni più estremiste del mondo antagonista e pro Pal, al punto di esprimere parole di sostegno ad Hamas, i terroristi del 7 ottobre. Le indagini hanno fatto emergere anche un altr...
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