Così Testori smonta in un libro appena uscito la figura «dolciastra e mielosa… fiabesca» che ci ha trasmesso la cultura mainstream per restituirci il «grande, roccioso, umile, assoluto, tronchico, “cruciato” e inevitabile Santo d’Assisi»
In società, tra la gente di mondo, oggi san Francesco d’Assisi si porta molto. Quel «mondo costruito» – come lo definisce Giovanni Testori – da cui Francesco Bernardone volle uscire.
Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario dalla morte (dies natalis) del santo d’Assisi, nel 1981 ricorreva l’ottocentesimo anno dalla sua nascita (dies natalis). Nel settembre di quell’anno Giovanni Testori fu invitato a pronunciare una prolusione al convegno “Francesco d’Assisi nella storia” che si tenne nel Pontificio Ateneo Antonianum di Roma. Lesse un discorso scritto, che per ragioni sconosciute non venne pubblicato negli atti del convegno. L’editrice Il Saggiatore, con introduzione di Giuseppe Frangi e postfazione di Marco Marino, ci permette oggi di leggere la trama dell’incontro che Testori ha fatto con Francesco attingendo direttamente alla documentazione delle Fonti francescane, il materiale editoriale più vicino e contemporaneo alla vita terrena dell’Assisiate.
Il tradimento
In San Francesco, il bar...
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