Luigi Lepore, 35 anni da insegnante nei professionali, racconta la sua esperienza: «Senza una formazione linguistica propedeutica troppi ragazzi immigrati restano tagliati fuori»
Foto Ansa
Sabato 20 settembre, alla festa di Gioventù nazionale, la premier Giorgia Meloni ha annunciato, tra le altre cose, di voler introdurre per legge un tetto al numero massimo di studenti stranieri per classe. Un’iniziativa che, anche se a livello di semplice circolare ministeriale (che in Italia spesso significa parole al vento), era già stata presa dall’allora ministro dell’Istruzione Gelmini nel 2010. In questi giorni, da Zuppi a Mattarella, passando per tutti i maggiori quotidiani di opposizione, non sono mancate le levate di scudo contro un’iniziativa tacciata addirittura di razzismo e di essere una campagna elettorale sulla pelle dei bambini (Repubblica).
Il numero di studenti senza cittadinanza italiana si attesta attorno all’11-12 per cento del totale (oltre 930 mila ragazzi, concentrati per più del 65 per cento al Nord; del totale, circa un terzo non è nato in Italia). Sono circa il 7,6 per cento a livello nazionale le classi in cui il numero di stranieri supera il 30 per cento, ...
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