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Vita di una “lady armena” tra la grande Istanbul e il Grande Male

Di Carlo Simone
03 Settembre 2026
Le “Memorie” di Maria Nazle Corinaldi sono uno spaccato tremendamente affascinante sui chiaroscuri di un passaggio epocale
Una vista di Costantinopoli, l’odierna Istanbul, come appariva negli anni Novanta dell’Ottocento
Una vista di Costantinopoli, l’odierna Istanbul, come appariva negli anni Novanta dell’Ottocento

Complici le recenti guerre, s’è diffuso alle nostre latitudini un brutto vizio: parlare di Medio Oriente senza conoscerlo. «Prima di tutto occorre capire, e per capire bisogna conoscere le storie, le atmosfere, gli uomini di questi paesi così vicini e così lontani, che affondano le radici in un passato scomparso ma hanno bisogno di un futuro non insanguinato», per «ottenere un po’ della luce che ci è necessaria per affrontare il complesso e terribile mosaico mediorientale, grondante di sangue, di odio e di speranze troppo spesso deluse». Il virgolettato è la promessa fatta dalla collana “Frammenti di un discorso mediorientale”, pubblicata da Guerini e diretta da Antonia Arslan. Mi imbatto in queste parole quanto mai vere, prendendo in mano il quindicesimo volume della collana, uscito nel dicembre scorso: le piccole e preziose mémoires di una nobildonna, Maria Nazle Corinaldi (Memorie di una lady armena, a cura di Antonia Arslan e Benedetta de Mari). Nel cuore della Turchia della fin de...

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