L'agricoltore e docente di letteratura americano morto a 92 anni sapeva tenere insieme cultura e lavoro nei campi, corpo e spirito, bistecche al sangue e gratitudine. Senza mai cadere nell'ecologismo mainstream
Wendell Berry, scrittore e contadino americano morto il 31 agosto 2026 a 92 anni
«Il pensiero di un buon pascolo e di un vitello soddisfatto dà sapore alla bistecca. Per alcuni l’idea di nutrirsi di una creatura cresciuta vicino a noi è un gesto sanguinario, o peggio. Io invece penso che ciò significhi alimentarsi con comprensione e gratitudine. Una parte importante del piacere di mangiare nasce da un’acuta consapevolezza delle vite e del mondo da cui proviene il nostro cibo» (da Il piacere di mangiare, 1989, in Mangiare è un atto agricolo, Lindau, 2015).
Sono parole di Wendell Berry, il contadino poeta del Kentucky, morto all’età di 92 anni il 31 agosto, nella sua casa di Port Royal. Non avrebbe gradito troppe perifrasi sullo spegnersi o sul passare a miglior vita, essendo la morte una presenza con cui un agricoltore ha a che fare ogni giorno, tanto quanto la semina, la concimazione e il gusto della carne di un animale allevato.
Ce n’è per tutti i gusti nell’opera di Wendell Berry
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