Contenuto riservato agli abbonati

Cinema Fortunato

“Kill Bill”, quattro ore e mezza incollati alla sedia da Tarantino

Di Simone Fortunato
05 Giugno 2026
La celebre trilogia torna in sala in versione estesa ed è una bellissima riscoperta. Molto meno i tre episodi di “Fratelli d’Italia”. “Jack Ryan” pare fatto (male) con l’Ai. “Mandalorian” meglio degli ultimi “Star Wars”. I film della settimana
Fotogramma del film “Kill Bill: The Whole Bloody Affair” di Quentin Tarantino con Uma Thurman

Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.

Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma |  imbarazzante

Kill Bill: The Whole Bloody Affair ★★★★

Di Quentin Tarantino
Anno di uscita: 2004
Dove vederlo: al cinema

Tarantinata totale, uscita nuovamente al cinema per qualche giorno nella versione estesa: qualche sequenza in più e un cortometraggio animato evitabile dopo i lunghissimi titoli di coda. È il film che amo di meno di Quentin Tarantino perché mi è sempre sembrato un’esibizione esagerata, barocchissima di cinema, muscoli, citazioni da far girare la testa e perché la storia in mezzo a tutto ciò è minima. Però rivederlo al cinema è stata una grande riscoperta, vuoi per la capacità unica di Quentin di tenere incollato lo spettatore per 4 ore e mezza, vuoi per il cast straordinario e magnetico, vuoi perché quel bruttone di Harvey Weinstein produceva e produceva bene, dopo aver scoperto il giovane Tarantino un decennio prima. Insomma, credo che il film sia bellissimo, magari meno compatto di Bastardi senza gloria che verrà dopo, ma pieno di inventiva, di ritmo, di situazioni mai viste prima e che segneranno il cinema che verrà, sia quello alto e impegnato, sia quello trash.


Fotogramma del film “Fratelli d’Italia” di Neri Parenti con Sabrina Salerno e Jerry Calà

Fratelli d’Italia ★★

Di Neri Parenti
Anno di uscita: 1989
Dove vederlo: MyMovies One

Avevo rimosso questa simpatica minchiatina del primo Neri Parenti sceneggiato dai Vanzina. 1989, tre episodi legati da una splendida Fiat Tipo grigio fiammante presa a noleggio per attraversare l’Italia. Nel primo un giovane, cazzaro Christian De Sica scimmiotta il papà per farsi passare, lui che è un burino, come il figlio di Raul Gardini ed essere accettato dalla buona società. Divertente, inquietante per i riferimenti pre Mani pulite. Nel secondo, abbiamo il terzetto formato da Jerry Calà, Gian Fabio Bosco (il Gian di Ric e Gian) e una incredibile, pazzesca almeno finché non prova a recitare, Sabrina Salerno. Calà fa il solito puttaniere, Gian è gelosissimo di una moglie diciamo un po’ facile. Classica impostazione da commedia dell’arte, battutacce e situazioni con cui oggi andresti in galera senza passare dal via. Nell’ultimo episodio il canovaccio con Massimo Boldi tifoso sfegatato milanese e milanista, adorante Silvio Berlusconi, che incontra due romanacci e finge di essere de Roma, è poi scopiazzato da titoli successivi tipo Tifosi dello stesso Parenti. Filmetto, ovviamente, ma come il coevo Occhio alla perestrojka, sempre con Calà, documento a suo modo storico. Segna infatti il canto del cigno di certa commedia naïf e ingenua degli anni Ottanta, e apre la stagione lunghissima dei cinepanettoni dei decenni successivi.


Fotogramma del film “Jack Ryan: Ghost War” di Andrew Bernstein

Jack Ryan: Ghost War ★

Di Andrew Bernstein
Dove vederlo: Prime Video

Banalissima brutta copia di 007 e Mission: Impossible, forse anche Jack Reacher, insomma un sacco di titoli peraltro non eccelsi. Spionaggio di serie B, non tanto per la confezione, lussuosa e per gran parte a vantaggio di Dubai splendida prebellica, quanto per una sceneggiatura verbosissima che snocciola una quantità di nomi e situazioni che si fa fatica a cogliere se non si ha il background della serie tv. Si poteva fare molto meglio anche nelle risicate sequenze d’azione, un ricettacolo di Cgi e Ai, che d’altro canto sembra il primo sceneggiatore.


Fotogramma del film “Star Wars: The Mandalorian and Grogu” di Jon Favreau

Star Wars: The Mandalorian and Grogu ★★★

Di Jon Favreau
Dove vederlo: al cinema

Din Djarin e Grogu tornano sul grande schermo come cacciatori di taglie al servizio della Nuova Repubblica, sulle tracce di un ex generale imperiale. Jon Favreau adatta materiale nato per la quarta stagione della serie con mestiere sicuro: il film respira come un western galattico di qualità, con echi di Per un pugno di dollari nell’iconografia del guerriero solitario e del bambino da proteggere, e le sequenze d’azione – adrenaliniche, ben coreografate – rimandano al migliore Kurosawa d’avventura, quello de I sette samurai da cui il franchise ha sempre attinto a piene mani, anche negli episodi precedenti. Non sarà forse tanto diverso dalla serie tv e nemmeno brilla per originalità e carisma, ma almeno non è quella minestra riscaldata che la Disney ci ha propinato negli ultimi anni con sequel inutili o insulsi di una trilogia che andava invece centellinata e preservata.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.