Il processo sulla Torre Milano, le indagini sulla vendita dello stadio Meazza, l’indifendibile difesa del Pd. Rassegna ragionata dal web
La “Torre Milano”, edificio al centro di uno dei processi scaturiti dalle indagini sull’urbanistica milanese. Il 2 aprile scorso i pm ne hanno chiesto la confisca (foto Ansa)
Scrive Francesco Floris su LaPresse:
«La “Torre Milano” di via Stresa è uno “scempio territoriale” che “è intollerabile”, realizzato in violazione dei “doveri di solidarietà sociale” sanciti dalla Costituzione perché pagato dalla “collettività” con un “finanziamento occulto a favore dell’operatore edilizio” in termini di oneri di urbanizzazione e senza rispettare le norme nazionali “inderogabili” su altezze, volumi e distanze fra edifici che servono a tutelare non solo il “paesaggio”, incluso quello “urbano”, ma soprattutto i requisiti “igienico-sanitari” e di “sicurezza” degli edifici dentro le città, a difendere il “suolo” dal “rischio idrogeologico” e “l’ambiente” e preservare il valore “storico artistico” e architettonico di Milano che è stato costruito nei secoli. La “ristrutturazione edilizia” con cui sarebbe stato autorizzato il grattacielo è un “mostro giuridico” che il “legislatore” non si è “mai sognato” di approvare né la “giurisprudenza” di riconoscere. Sono le parole che ...
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