La bacchettoneria di don Gramellini e le confessioni ai giudici-sacerdoti

Di Emanuele Boffi
04 Aprile 2026
Il moralismo conformista del giornalista-sacerdote sulle famiglie dei politici di destra, gli auguri di Pasqua e la testa di Festa. Lettere a Tempi
Massimo Gramellini, editorialista del Corriere della Sera (foto Ansa)
Massimo Gramellini, editorialista del Corriere della Sera (foto Ansa)

Caro direttore, so che Tempi non si occupa di gossip, ma vorrei sapere cosa ne pensate dell’accusa mossa da Massimo Gramellini ai politici di centrodestra di «essere ossessionati dalla famiglia… perché ne hanno spesso più d’una». Gramellini ironizzava sul fatto che «tra separazioni, divorzi, amanti occultate, dichiarate o autoproclamate, la maggioranza di governo mostra un’indubbia solerzia nel movimentare le dinamiche familiari». Mentre gli esponenti di sinistra «parlano continuamente di poliamore mentre collezionano nozze d’oro o fidanzamenti più monocordi di quello tra Minnie e Topolino».
Alberto Colombo

Questo è il moralismo becero dei “giornalisti-sacerdoti”, caro Alberto. Ora, a parte che certe cose capitano dai tempi dei faraoni, che accadono in politica (a destra come sinistra) e, più in generale, nell’intera società, noi ci scandalizziamo ben poco delle debolezze umane altrui, ben consapevoli delle nostre. Il richiamo alla coerenza di Gramellini è poi piuttosto illogico perché nessuno di noi vota un politico perché è irreprensibile, ma perché non usi il proprio potere per fare leggi che nuocciono a tutti. Esempio: il laico Silvio Berlusconi ha avuto una vita sentimentale movimentata e ricca di “cene eleganti”, ma non si è mai sognato di promuovere leggi contro la famiglia come l’integerrimo e cattolicissimo Romano Prodi. Quindi: meglio Silvio di Romano.

***

Caro direttore, come di certo sa, per la Santa Pasqua è raccomandato ai cristiani di avvicinarsi al sacramento della riconciliazione – in via breve confessarsi -. Ora a seguito dell’esito del referendum, mi domando se non sia possibile confessarsi anche presso le Procure della Repubblica. Certo il perdono sarà certamente più difficilmente accordato, ma la “deificazione dello Stato” ha bisogno di qualche sacrificio.
Gianmario Gatti

E coi “giudici-sacerdoti” non ce la si caverà con qualche Pater Ave Gloria.

***

In questa Quaresima e Settimana Santa, continuano le guerre in Palestina e Ucraina. Pare che a nessuno importi di purificare il proprio cuore e pregare per la pace. Il mio invito a tutti è di tenere duro, pregare e offrire ogni sacrificio perché il mondo ritrovi la pace.
Benedetto Frigerio

Buona Pasqua a Ben e a tutti i lettori.

***

Carissimo Lodovico Festa, per quanto non le abbia risparmiato molte critiche (per l’ammirazione che non comprendo verso Mario Draghi, e.g.), ho letto con piacere queste righe quotidiane ogni giorno, e ne ho sempre tratto qualche spunto interessante. Tornerà ai romanzi fra Lugano e Milano con l’ing. Cavenaghi? Peraltro, il migliore è (a mio parere, sia ben chiaro) la Provvidenza Rossa. Cari saluti e grazie mille e tante buone cose.
Carlo A. Rossi

***

Desidero ringraziare Lodovico Festa per l’egregio lavoro svolto e la lucidità delle analisi. Vorrei averla io la sua testa a 80 anni. Ci mancherà! Speriamo di leggerlo comunque anche se con minor frequenza. Un caro saluto.
Fabio Boni

Chiunque vorrebbe avere la testa di Festa.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.