Anche noi diavoli dobbiamo riconoscere (rosicando) che restituire al Poverello di Assisi la festa del 4 ottobre è stato un atto genuinamente laico
Michelangelo Merisi, San Francesco in meditazione (particolare), 1603-1604 ca, Roma, Galleria nazionale d’arte antica
Mio caro Malacoda, so che hai fatto il possibile, hai suggerito argomenti risibili ai sostenitori della causa, hai creato concorrenze fra santi (prima san Giuseppe e poi santa Chiara), hai fatto pronosticare tracolli economici del paese (un costo di 4 miliardi di euro) però ci è andata male, il 4 ottobre, è tornato festa nazionale.
Eravamo riusciti a farne quasi una Greta Thunberg del Duecento. Avevamo trovato chi, l’onorevole pentastellata Patty L’Abbate, è riuscito nella non facile impresa di una doppia profanazione, quella del Poverello e quella dell’Aula del Parlamento italiano in cui ha pronunciato queste parole: «Francesco d’Assisi è il patrono dell’ecologia, e, se fosse oggi qui, vivo, sapete cosa farebbe? Lavorerebbe perché riconoscerebbe il cambiamento climatico, riconoscerebbe il discorso di una transizione ecologica. [E poi], sarebbe stato in prima fila, in questi giorni, a manifestare per la pace, perché i fratelli sono tutti uguali».
Ora, mi dispiace dirlo, ma anche noi d...
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