Il premier è stato sfiduciato dall'Assemblea nazionale. Il paese è politicamente instabile, i conti sono un disastro, i lavoratori scioperano, «l'incubo socialista» si avvicina. È il presidente che deve farsi da parte
Il premier francese sfiduciato François Bayrou prima del suo discorso all'Assemblea nazionale (foto Ansa)
François Bayrou è entrato, suo malgrado, nella storia della Francia. Non era mai accaduto dall'inizio della Quinta Repubblica nel 1958 che un premier chiedesse la fiducia al Parlamento e che questa non venisse accordata. L'inquilino di Matignon, dopo l'annuncio in luglio di una manovra lacrime e sangue per far fronte all'enorme deficit dei conti pubblici, aveva deciso di sfidare la sorte - o di «suicidarsi» come scrivono i giornali francesi - e rimettere il suo destino nelle mani dei deputati.
Questi, a larghissima maggioranza, l'hanno sfiduciato: con 364 voti contro, 194 a favore e 25 astenuti, l'Assemblea nazionale si è espressa contro la fiducia e ora toccherà a Emmanuel Macron, che stamattina riceverà le dimissioni di Bayrou, rimettere (di nuovo) insieme i cocci e dare alla Francia un nuovo premier, il quinto in tre anni.