Transgenderismo, antisemitismo, malattia mentale, armi? Le analisi sulla causa che ha spinto il killer della scuola cattolica a sparare a dei bambini dimenticano un aspetto fondamentale
Due bambine piangono abbracciate durante una veglia per le vittime della sparatoria durante la messa di inizio anno della Annunciation Catholic School, Minneapolis (foto Ansa)
Sono molti i dettagli ancora poco chiari sulla sparatoria di mercoledì in una scuola cattolica a Minneapolis in cui hanno perso la vita due bambini, e 17 persone sono state ferite. Si sa che l’attentatore è un transgender di 23 anni, nato maschio che nel 2019 ha cambiato il proprio nome da Robert a Robin, dicendo di identificarsi nel genere femminile (Westman il suo cognome). Si sa che era in possesso di armi da fuoco su cui aveva scritto diversi slogan tra cui “uccidi Donald Trump”, “brucia Israele”, “l’umanità è sopravvalutata” e, in russo, “sono un terrorista”.
Il video e la bandiera trans
Robin Westman
È stato riferito che Westman era un ex allievo della scuola, e che ha pubblicato un video di 11 minuti prima dell’attentato in cui esamina il suo arsenale e mescola in modo confuso riferimenti alla serie tv Breaking Bad, slogan di vario tipo, un “heil Breivik” forse in riferimento al killer norvegese che nel 2011 uccise 69 persone in un campo estivo di attivisti politici di sinistra...
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