In attesa di vedere quanto sia concreto il nuovo ultimatum del presidente americano, resta da capire il vero motivo per cui lo Zar finora ha preferito incaponirsi (a caro prezzo) sulla guerra anziché cogliere la mano tesa di Washington. Tre ipotesi
Vladimir Putin informa la stampa di una telefonata appena avuta con Donald Trump, 19 maggio 2025 (foto Ansa)
L’annuncio da parte di Donald Trump della decisione di fornire nuove armi all’Ucraina e di minacciare ritorsioni commerciali contro la Russia e dazi secondari del 100 per cento ai paesi che hanno intensi scambi con la stessa rientra, in linea di principio, nella logica del tentativo di imporre un armistizio o anche un accordo di pace definitivo a due attori in guerra da parte di un forte attore terzo interessato al ristabilimento dell’ordine internazionale.
Missili all’Ucraina, ma chi deve pagare?
È anche parzialmente logico che il costo di questi armamenti ricada sui paesi europei, che sono quelli più interessati all’esito del conflitto e quelli che nelle dichiarazioni ufficiali dei loro governi affermano di sentirsi esistenzialmente minacciati dalle attuali politiche della Russia: l’amministrazione Usa prende sul serio quelli che a molti appaiono eccessi propagandistici che hanno motivazioni diverse da quelle dichiarate, e di conseguenza presenta il conto. Ciò è logico ma solo in pa...
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