Le più belle canzoni di Claudio Chieffo

Di Walter Gatti
09 Marzo 2025
Nell'anniversario della nascita, proviamo a scegliere alcuni brani significativi nella straordinaria produzione del cantautore forlivese scomparso nel 2007
Claudio Chieffo

Alla domanda “ma quali sono le più belle canzoni di Claudio Chieffo?”, ognuno – naturalmente – potrebbe rispondere in modo differente. Oltre 140 titoli: come fai a selezionare? ƈ questione di orecchio, di storia, di cuore. Dal mio punto di vista rispondo cosƬ (senza mettere le canzoni in ordine di classifica, una cosa che farebbe troppo Sanremo).

1 –Ā Liberazione Nr.2

PerĀ le sueĀ soluzioni armoniche e melodiche potrebbe forse essere la più bella canzone di Claudio. Sicuramente ĆØ tra le più mature, complete e personali. Lo stacco tra strofa dissonante e ritornello melodico ĆØ maestosoĀ e appagante. Come anche l’incedere del canto, con il cantautore di ForlƬ che intona: Ā«Ma Tu, Tu solo puoi riempire il vuoto della mia mente/ aprire il cuore di chi non sente/ e poi giocare coi miei pensieri, farmi sentire come nato ieriĀ».

2 – Reina de la paz

La canzone dove più che mai risalta l’influenza delle melodie mediterranee. Chieffo era un istintivo miscelatore di suggestioni musicali: la canzone francese, il folk, il country, la napoletanitĆ . In questo brano scritto subito dopo gli attentati islamici del 2004, il forlivese raggiunge l’apice della partecipazione. Il tutto con un’idea “collaborativa” di far musica visto che Claudio va a Madrid e la compone con un manipolo di musicisti spagnoli.Ā 

3 –Ā Desire

Non molto conosciutaĀ e diffusa, questa canzone del 1992 ĆØ dedicata a Bill Congdon, amico di sempre. Contiene alcuni dei passaggi più belli dell’intera produzione di Chieffo:Ā Ā«Io leggo la musica nei campi di grano e lungo i fianchi delle collineĀ». E poi ancoraĀ quella percezione cheĀ Ā«tutta la musica ĆØ una strada di luce che porta a Te, Amico mioĀ». Claudio ne ha incise due versioniĀ (una per chitarreĀ acusticheĀ ed una per piano solo): difficile scegliere la migliore…

4 –Ā Gloria

Un canzone di dolore, di speranza e di compassione: Ā«VolerĆ  nel cielo senza nuvole una voce, un canto inconfondibile/ IĀ bambini di Dio la gloria canteranno liberi/ Di Chi ha fatto la vita e ha dato la speranza agli uominiĀ». È il brano che chiudeĀ Chieffo&Piano, l’album magico realizzato nel 1987 insieme a Mark Harris, uno dei più grandi pianisti ed arrangiatori della musica leggera italiana.Ā 

5 –Ā Canzone degli occhi e del cuore

Una delle composizioni più intense e commoventi di Chieffo. Alla sua base c’ĆØ la storia di amicizia con Pigi Bernareggi, missionario in Brasile. Nel testo si susseguono immagini insolite (cuore piccolo e meschinoĀ paragonato adĀ un paese inospitale; bilanci della vita che imitano gliĀ inventari fatti senza amore). Incisa per la prima volta nel 1982, con l’arrangiamento di Stefano Dall’Ora.

6 –Ā Il popolo canta la sua liberazione

Due accordi, nulla più, ma una forzaĀ evocativa e partecipativa davvero straripante. Scritta originariamente come brano conclusivo di una delle rappresentazioni del Teatro dell’Arca, viene prodotto da Chieffo, Massimo Bernardini e dai musicisti della Signora Stracciona nel discoĀ La casa, inciso nel 1977. Da allora ĆØ una canzone di impatto sociale, quasi una “risposta” alĀ Pueblo Unido Jamas SerĆ  VencidoĀ di Quilapayun, Sergio Ortega e degli Inti Illimani.

7 – I cieli

Si fa presto a dire “una canzonetta troppo semplice, la poteva scrivere chiunque” parlando deiĀ Cieli. Invece Chieffo mette insieme tutti gliĀ ingredienti che rendono distinguibili i gospel e gli spiritual: scrittura musicale essenziale e quadrata, testo diretto e ben cantabile, contenuti chiari, elementari e non confondibili. Ricordando che quell’autore che scriveva “lui m’ha dato i cieli da guardar” aveva 19 anni.Ā 

8Ā  – Padre

Un’altra delle canzoni che potrebbe ambire alla palma “della migliore”. Ed ĆØ un titolo che cerca di gettare un raggio di luce sull’oscuritĆ  della morte: non esattamente un argomentino da juke box. Ed inoltre quel Ā«tu non sapevi ancoraĀ» ĆØ detto (e cantato) proprio dal Padreterno, che ĆØ il narratore della canzone. Una scelta di coraggio incastonata su un brano di trascinamento e intensitĆ  marmorea. Incisa sia nel 1977 che poi nel 2001, insieme a David HorowitzĀ che la rende un titolo da brividi.Ā 

9 –Ā Il viaggio

Tra le canzoni di Chieffo che contengono uno dei suoi “topos” ricorrenti (cavalieri, viandanti, cittadelle, viaggi e pellegrinaggi), ilĀ ViaggioĀ ĆØ quella che si presenta in modo più completo e maturo. Nella sua complessitĆ  ĆØ quasi una piccola suite armonica che procede per quadri e suggestioni (anche ritmiche) differenti. Appare per la prima volta nel ’33 giri inciso nel 1977.

10 –Ā Ballata dell’amore vero

Con questo titolo si risaleĀ ai primi tempiĀ della produzione dell’autore di ForlƬ,Ā nel 1969,Ā e ci si trova (il titolo non mente) diĀ fronte ad una canzone d’amore. ƈ un brano in cui si sente fortissima l’ispirazione degli chansonnier francesi (Brassens, Brel, DuvalĀ edĀ Azanvour) nell’andamento armonico e melodico, ma in cui il testo segna in modo giĆ  definitivo l’originalitĆ  di Chieffo.

11 –Ā Ballata del potere

Erano tempi duri e grigi, si affrontavano poteri vecchi e tentativi nuovi di dare l’assalto al palazzo. E Chieffo sfodera un brano che anche Walter Tobagi (e ilĀ Corriere della Sera) usa per ritrarre un “nuovo” movimentoĀ cattolicoĀ giovanile. La canzone andava bene a tutti, tranne che perĀ quel suo esprimere unĀ bisogno di “perdono”Ā che non stava bene negli anni di piombo. CoraggiosaĀ e simbolica. E musicalmente non scontata, tra piazza e personalizzazione.

12 – Canzone del melograno

Scritta con Giorgio Gaber in mente (l’artista milanese era gravemente ammalato dall’autunno del 2002) ĆØ una canzone luminosa sull’avere una casa, una dimora, un luogo di conforto e di pacificazione. Il melograno, la madre, la cittĆ , ancora una volta il viaggio (quel Ā«venire anch’ioĀ» ĆØ ciò che mette sul cammino): ingredienti misti per un brano che fa di tenerezza e amicizia le colonne portanti di una canzone che ĆØ sia confessione che invito.

13 – Errore di prospettiva

ƈ una canzone complessa, per nulla scontata: Ā«Quando noi vedremo tutto…Ā». C’ĆØ vita, amore, politica, sconforto, speranza, desiderio. Chieffo la scrive a ventisei anni e forse non sa di creare qualcosa che durerĆ  nel tempo. Quella Ā«cosa che valeĀ», ĆØ abitare Ā«la tua casaĀ». La stessa casa che poi arriverĆ  nella Canzone del melograno. Bellissima nella versione registrata nel ’99 ed inserita nell’albumĀ I cieli.Ā 

14 – Stella del mattino

Come se ad un certo punto fosse inevitabile scrivere rivolgendosi alla madre di Gesù, il cantautore di ForlƬ arriva nel ’92 ad un brano che sembra riprendere le tradizioni della musica sacra popolare: semplice, diretto, cantabile, umile, devoto. Dietro ci stanno le tante fatiche personali di Chieffo. Si respira un sentimento di “affidamento” potente. Lo stesso sentimento che più avanti animerĆ  ancheĀ In questa notte splendida.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.