Meno inginocchiamenti, più Chiellini
āSo closeā ha titolato il Guardian a tutta pagina per commentare la sconfitta dellāInghilterra. I traduttori noiosi volterebbero in ācosƬ vicinoā ma io preferisco traslare in ātanto cosƬā, sottintendendo quel nonnulla che ĆØ mancato al trionfo: due parolette brevi per trasformare la disfatta (arrivare secondi ĆØ il modo più complicato di arrivare ultimi) in più che pareggio, in quasi vittoria.
Credo che dietro questo stratagemma retorico non si celi solo il legittimo desiderio di rendere onore alla squadra di Southgate, che giudicando dallāintero percorso del torneo avrebbe meritato di vincere lāEuropeo quanto lāItalia. E nemmeno solo lāambizione, altrettanto legittima, di lenire lāillusione infranta di una nazione che aveva creduto davvero alla conquista, da ben prima della gara inaugurale, in maniera talmente schietta da assumere venature tragiche ā una vecchia pubblicitĆ di biscotti diceva: Ā«Immaginate di avere inventato il calcio e di non vincere niente dal 1966. McVitieās consola gli inglesiĀ». In quel āso closeā cāĆØ lāesatta misura di quanto passa dallāestasi al vilipendio nella mente dei tifosi e anche nelle loro parole.
Insulti a Rashford, Sancho e Saka
Per questo non sorprende che ā giustamente condannati da Boris Johnson e da chiunque abbia un minimo di sale in zucca ā alcuni tifosi inglesi abbiano rivolto insulti razzisti a Rashford, Sancho e Saka, i tre tiratori che hanno sbagliato i rigori. Una statistica alla fine della fase a gironi aveva comprovato ciò che giĆ sapevamo, ossia che durante le partite Sterling (nero) ha subito su Twitter più ingiurie razziste di Kane (bianco) e che gli insulti sono stati più frequenti quando Sterling non segnava. Lāacqua calda, certo; ma acqua calda irrefragabile, che ci spiega due cose. Da un lato, che a paritĆ di prestazione il razzismo ĆØ un fattore inscindibile dai più beceri giudizi kantiani espressi dalla tifoseria più esagitata o animale. Dallāaltro, però, che il trigger più elementare delle manifestazioni razziste risiede nella prestazione del giocatore.
Tre rigori e ciao inginocchiamenti
Se dunque cāĆØ una cosa dimostrata dagli insulti ai tre rigoristi fallimentari, mentre speriamo che lāindagine al riguardo colpisca duro, ĆØ questa: inginocchiarsi allāinizio della partita ĆØ nobile quanto volete ma non ĆØ utile. Come tutti i gesti simbolici, colpisce chi ĆØ giĆ convinto ma si spezza contro la corazza dei refrattari, degli ottusi, dei malvagi. Eravamo arrivati cosƬ vicino, so close, alla persuasione che lāesempio dei calciatori potesse essere rieducativo ed estirpare il razzismo cosƬ intimamente radicato nel calcio (anche noi italiani non siamo senza colpe: andate a rileggervi cosa accadeva nel 1966, mentre lāInghilterra vinceva il suo unico trofeo, al calciatore del Milan Germano, brasiliano di colore reo di essersi innamorato di una nobildonna lombarda). Invece sono bastati tre rigori sbagliati a confutare tutte le teorie costruite attorno a settimane e settimane di inginocchiamenti più che volenterosi.
E l’Italia? Ha soprattutto Chiellini
Che fare adesso? Continuare per mesi, per anni, fino a che il gesto avrĆ perso significato e annoierĆ anche il pubblico meglio disposto? Dichiarare partita persa, so close, e dedicarsi a obiettivi più a portata di mano? Io, sarĆ che ho raggiunto lāetĆ sinodale e sono ormai un ferrovecchio romanticone, ho colto il momento più toccante della partita non allāinizio ma dopo, durante le interviste. Chiellini e Bonucci rispondevano insieme a Sky, abbracciati e commossi come Vialli e Mancini in campo prima di loro, e a un certo punto Chiellini ha detto grossomodo: noi siamo molto diversi, abbiamo pregi e difetti ma, se mettiamo da parte i nostri difetti, i nostri pregi riuniti ci rendono migliori di come siamo da soli.
Ć un concetto cristallino e sincero, che io non sarei stato in grado di esprimere con la quarta birra sul divano, figuriamoci dopo aver corso per centoventi minuti e rotti. Sono parole che valgono per lāamicizia ma credo possano venire estese a tutti i rapporti umani, travalicando tutte le differenze. Forse potrebbero fare breccia nel cuore di un razzista più delle più sofisticate coreografie collettive; chissĆ . Noi però preferiamo prendere in giro Chiellini per il lapsus sul nazismo, siamo fatti cosƬ.
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