Più che obbligatorie, le vaccinazioni dovrebbero essere consapevoli

Con il nuovo decreto legge approvato settimana scorsa, lāiscrizione agli asili nido e alle scuole materne sarĆ possibile solamente per i bambini vaccinati, mentre le famiglie che iscriveranno i figli non vaccinati alle scuole dellāobbligo saranno puniti con sanzioni economiche. Lāaumento del numero di vaccinazioni obbligatorie da 4 a 12 ĆØ giudicata contraria alla scienza e allāetica dal professor Paolo Bellavite, medico ematologo e docente di patologia generale presso lāUniversitĆ di Verona, nonchĆ© autore dello studio “Scienza e vaccinazioni: aspetti critici e problemi aperti”, inizialmente preparato come documentazione per gli Ordini dei Medici. Ā«Sono contrario allāobbligatorietĆ dei vaccini, innanzitutto perchĆ© non cāĆØ alcuna urgenza. Non cāĆØ nessuna evidenza del ritorno di epidemie per pericoli di abbassamento delle percentuali di copertura delle vaccinazioneĀ». Bellavite chiarisce subito: ĆØ indubbio che le vaccinazioni abbiano avuto un ruolo importante nel progresso medico e scientifico e che contribuiscano alla riduzioni di molte malattie, per cui ĆØ consigliabile, come criterio generale, vaccinarsi. Tuttavia bisogna essere coscienti dei limiti e dei rischi di tale pratica e soprattutto ĆØ sbagliato imporla per legge a tutti, senza alcun criterio di selezione.
INFORMAZIONE COMPLETA. Il problema, per Bellavite, ĆØ proprio lāobbligo di vaccinarsi e il clima di allarmismo che si ĆØ creato sullāargomento. Per citare un esempio virtuoso, si richiama al sistema veneto: Ā«La Regione Veneto ha abolito da 10 anni lāobbligatorietĆ delle vaccinazioni, eppure le coperture vaccinali sono simili a quelle delle altre regioni dove sono obbligatorie, e nemmeno sono scoppiate epidemie. Questo perchĆ© la popolazione ĆØ ben informata e richiede il vaccino quando sa di correre il reale rischio di contagio. A mio parare, ĆØ più ragionevole lasciare libertĆ di scelta sulla base di unāinformazione corretta e completa. Faccio inoltre notare che in nessun altro paese al mondo vige lāobbligatorietĆ di vaccinazione di entitĆ cosƬ esorbitanteĀ».
SISTEMA DI SORVEGLIANZA. Il vero punto su cui si dovrebbe lavorare, sostiene Bellavite, ĆØ lāinformazione fornita ai cittadini sui vantaggi dei vaccini, ma anche sui loro possibili rischi, accompagnata da notizie chiare su tutte le altre forme possibili di prevenzione delle principali malattie infettive. Ā«Si sta parlando di casi rari, comunque non si può escludere lāinsorgenza di complicanze locali, febbre, convulsioni e a volte anche di malattie autoimmuni. Esiste una pubblicazione delle reazioni avverse, ma ĆØ ferma al 2013, andrebbe aggiornata. Di fatto, il sistema sanitario dovrebbe monitorare gli effetti collaterali di un vaccino attraverso la āsegnalazione dei casi avversiā da parte di medici e assistenti sanitari. ĆĀ stato però appurato che questo sistema di segnalazioni ĆØ ancora ben lontano dallāessere ottimale. Lāunica eccezione a me nota ĆØ appunto il Veneto, dove le autoritĆ hanno accompagnato la libertĆ di vaccinazione con un buon sistema di sorveglianza, creando persino un numero verde ad hoc a cui i pazienti possono rivolgersi in caso di domande o sospette complicazioniĀ». CāĆØ poi da considerare un altro fattore: Ā«Il sistema di segnalazione tiene conto solo di reazioni immediate, ma un vaccino può innescare reazioni immunopatologiche a distanza di tempoĀ».
ANTIBIOTICI. Bellavite sottolinea che oggi lāurgenza di vaccinarsi ĆØ calata perchĆ© Ā«le malattie infettive sono una delle minori cause di morbilitĆ e mortalitĆ . Le malattie più diffuse e gravi sono oggi quelle non trasmissibili, come quelle bronco-polmonari, cardiovascolari, psichiatriche, e legate ad articolazioni e muscoliĀ». Pur riconoscendo il ruolo fondamentale dei vaccini nella storia della medicina, Bellavite fa infatti notare che Ā«molte malattie endemiche ed epidemiche (peste, colera, tubercolosi, eccetera) sono scomparse quasi del tutto indipendentemente dalle vaccinazioni, e alcune malattie infettive (come il morbillo e la pertosse) sono calate, almeno per ciò che riguarda la mortalitĆ , prima dellāintroduzione dei vaccini. Questo grazie soprattutto a un miglioramento della nutrizione, delle pratiche igieniche pubbliche e private e, per le malattie batteriche, ovviamente per la scoperta degli antibioticiĀ».
EFFETTO GREGGE. Bellavite vuole evidenziare anche i punti deboli della āteoria dellāeffetto greggeā, spesso utilizzata per provare che chi non si vaccina viene protetto dallo āscudoā di quanti (la maggioranza) ricorrono alla vaccinazione. Ā«Ricordiamoci sempre che si tratta di un modello statistico-matematico, la cui dimensione reale in molti casi ĆØ difficile da dimostrare. Può essere utile nel momento in cui la malattia infetta la collettivitĆ e bisogna contrastarla, ma nel momento in cui la malattia cessa di manifestarsi (prendiamo come esempio la poliomielite che in Europa ĆØ scomparsa da tempo e per la quale oltretutto ĆØ stato cambiato il tipo di vaccino) come si fa a verificare lāentitĆ e il ruolo dellāeffetto gregge nel mantenere costante lāassenza della malattia?Ā». Per fare altri esempi, il vaccino dellāantitetanica non può essere valutato con lāeffetto gregge, perchĆ© il tetano non ĆØ una malattia che si trasmette per contagio; forti dubbi ci sono anche per la difterite, malattia che probabilmente ĆØ scomparsa dallāItalia non tanto per il vaccino (che ĆØ diretto alla tossina e non al batterio, quindi protegge dalle conseguenze del contagio, non dalla causa) quanto per le migliori condizioni igieniche e per lāuso degli antibioticiĀ».
IL CASO DEL MORBILLO. Per spiegare il paradosso che si ĆØ venuto a creare negli ultimi anni, Bellavite cita lāesempio dellāepatite B: Ā«Questa vaccinazione ĆØ obbligatoria, ma lāepatite virale si trasmette per trasfusioni o per via sessuale con persona affetta. Per quale motivo dunque si dovrebbe vaccinare un neonato? Oppure, lāantipertosse (vaccino obbligatorio) ĆØ poco efficace e la sua protezione dura tre, quattro anni al massimo, quindi può comunque diffondersi con facilitĆ anche tra persone vaccinate. Il morbillo ĆØ poi il caso più emblematico: per quanto il vaccino sia utile, i casi di persone infette si stanno spostando verso lāetĆ adulta. Ciò significa che ormai il vaccino imposto ai bambini va ripensato. Se proprio si voleva imporre un obbligo, bisognava cominciare dal personale della scuola e dai mediciĀ».
Secondo Bellavite quindi bisognerebbe riesaminare lāintero sistema e considerare lāapproccio alle vaccinazioni in unāottica di maggiore complessitĆ e flessibilitĆ : Ā«Fare un unico discorso sui vaccini da imporre a tutti in qualsiasi circostanza non ha molto senso. Sta diventando una corsa forsennata al vaccino, sullāonda di una campagna martellante. Il mio parere ĆØ che sia data la libertĆ di scelta valutando caso per caso e che soprattutto si tenga conto dellāevoluzione di certe malattie che potrebbe rendere necessario un ripensamento del singolo vaccino. Ma ĆØ fondamentale che alla base ci sia una corretta informazione e un efficiente sistema di monitoraggioĀ».
Foto Ansa
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