Gli Stati Uniti e un problema più grave del razzismo: la violenza

Di Leone Grotti
09 Luglio 2016
Alto tasso di omicidi, onnipresenza delle armi, regole d'ingaggio da far west, scarso addestramento, poca prevenzione e troppa demagogia. Numeri per capire i fatti di Dallas
Dallas Police respond after shots were fired at a Black Lives Matter rally in downtown Dallas on Thursday, July 7, 2016. Dallas protestors rallied in the aftermath of the killing of Alton Sterling by police officers in Baton Rouge, La. and Philando Castile, who was killed by police less than 48 hours later in Minnesota. (Smiley N. Pool/The Dallas Morning News)

A Dallas, durante una manifestazione organizzata dalla comunitĆ  afroamericana per protestare contro l’uccisione di due neri da parte di poliziotti bianchi,Ā quattro cecchini hanno ucciso cinque agenti (tra cui due donne) e feriti altri nove. La più grave strage di poliziotti dagli attentati dell’11 settembre ĆØ stata definita dal presidente BarackĀ Obama Ā«un attacco feroce e premeditato, senza alcuna giustificazioneĀ».

TUTTE LE VITE VALGONO. “Black lives matter”, le vite dei neri contano come recita lo slogan delle manifestazioni contro iĀ poliziotti, ma anche “blue lives matter”, cioĆØ quelle dei poliziotti, come ha ricordato Obama. E per quanto il razzismo non sia ancora stato estirpato dalla societĆ  americana, il ritornello per cui ogni nero che finisce ucciso da un poliziotto bianco in servizio, che sarĆ  poi difeso da giudici bianchi, ĆØĀ un problema diĀ razzismo non pare una spiegazione esaustiva.Ā Se un problema di violenza legato all’azione della polizia negli Stati uniti c’ĆØ, ed ĆØ innegabile, il razzismo non sembra affatto essere la prima causa scatenante.

UCCISI DALLA POLIZIA. Di dati ne esistono pochi, maĀ quest’anno gli americani uccisi da poliziotti finora sono 509 secondo un conteggio del Washington Post. CosƬ divisi, in base all’elemento razziale: 238 bianchi, 123 neri, 79 ispanici, 23 di altre razze e 46 di origine sconosciuta. IlĀ dato, che non giustifica la tesi del razzismo, ĆØ altissimo se comparato ad altri paesi sviluppatiĀ come il Regno Unito dove i morti sono quasi sempre prossimi allo zero.Ā Nello stesso periodo, l’anno scorso erano morte 27 persone in meno. In tutto, nel 2015, le persone morte in seguito a sparatorie con la poliziaĀ sono state 990.

TASSO ALTISSIMO DI OMICIDI. PerchĆ© un numero cosƬ alto? Le cause sonoĀ tante. Gli Stati Uniti hanno un elevato numero di omicidi, incomparabile con quello di altri paesi sviluppati: nel 2013 sono stati 12.253Ā (3,9 ogni 100 mila abitanti, contro un tasso di 0,8 in Italia), la maggior parte causatiĀ da arma da fuoco.Ā Inoltre ogni potenziale criminale negli Usa ĆØ un criminale armato, visto l’enorme numero di armi presenti a tutti i livelli nella societĆ . SeĀ gli americani rappresentano circa il 4,5 per cento della popolazione mondiale, ben il 42 per cento di armi in mano ai civili nel mondo si trova negli Stati Uniti.

SPARARE PER PRIMI. Questo fattore mette sotto pressione i poliziotti perchĆ©, come ha ben spiegato un agente americano, all’Economist,Ā Ā«il problema delle armi consiste nel fatto che se io ti sto parlando e tu hai un’arma, l’azione batte sempre la reazioneĀ». Nel 2013, 49.851 agenti sono stati assaliti in servizio, nel 30 per cento dei casi sono stati feriti. Circa 150 poliziotti ogni anno vengono uccisi in servizio. Secondo uno studio del 2011Ā condotto sui tempi di reazione, quando un criminale ĆØ armato e decide di fare fuoco, anche i poliziottiĀ con più esperienza quasi sempre non sono in grado di fermarloĀ anticipandoli. Molti di conseguenza, davanti a situazioni di pericolo, sparano per primi.

REGOLE D’INGAGGIO. Quando possono farlo? Le regole d’ingaggio della polizia americana, che spesso variano da dipartimento a dipartimento, sono molto diverse dalle nostre. In base a quanto stabilito da sentenze della Corte suprema, un poliziotto può sparare Ā«per proteggere la sua vita e quella di un altro innocenteĀ» oĀ per Ā«prevenire la fuga del sospettatoĀ». Successive sentenze hanno stabilito, in quest’ultimo caso, che ĆØ legittimo sparare a chi ĆØĀ in fuga solo se questi potrebbe mettere a rischio la vita di altre persone. Nel primo caso, invece, ĆØ stato decisoĀ che il poliziottoĀ può sparare per auto-difesa solo quando la sua convinzione che esista una minaccia ĆØ Ā«oggettivamente ragionevoleĀ». Il criterio però resta sempre soggettivo e la minaccia non deve essere reale, ma solo credibile. Per questo i produttori di armi finteĀ da anni applicano sempre questa etichetta sui giocattoli: “Attenzione, la polizia potrebbe scambiare il prodotto per un’arma vera”. L’uso della forza, in questo caso, sarebbe legittimo.

DIFFICOLTƀ LEGALI. Un avvocato della California, Walter Katz, specializzato nella gestione dei casi controversi di uso della violenza da parte della polizia, spiega anche perchĆ© quasi sempre i poliziotti vengono scagionati anche quando le loro azioni sono molto dubbie: Ā«Le sparatorie avvengono in modo estremamente rapido. Di solito, dal momento in cui un agente crede che sia necessario l’uso della forza al momento in cui usa effettivamente la forza in modoĀ letale, premendo il grilletto, passano circa due secondi. Decidere se in quei due secondi la minaccia era percepita dal poliziotto in modo oggettivamente ragionevole o no per gli inquirentiĀ ĆØ molto difficileĀ».

12 MILAĀ DENUNCE. Resta il fatto cheĀ ogni anno, secondo Human Rights Watch, la polizia riceve 12 mila denunce per uso eccessivo della forza da parte degli agenti. Meno di 50 terminano con una condanna. Ma secondo un studio del Dipartimento di giustizia americano, l’84 per cento degli agenti ha visto almeno una volta un collega usare la forza in modo eccessivo e il 61 per cento spesso non l’ha denunciato. Alcuni poliziotti sostengono che i media stannoĀ esagerando e che i filmati mandati dalle televisioni non aiutano: Ā«Quando vedi un video di 10 secondi con un poliziotto che picchia un uomo, sembra terribile. Però nessunoĀ viene mai a conoscenza di cosa quell’uomo stava facendo prima. L’uso della forza ĆØ sempre terribile, anche se ĆØ necessarioĀ». Se in alcuni casi ci può essere un accanimento, i numeri dei morti e delle denunce non lasciano spazio a dubbi: ilĀ problema dell’uso sproporzionato della forza esiste.

ADDESTRAMENTO E PREVENZIONE. Molti lamentano la mancanza di addestramento adeguato per gli agenti, che insegni a dosare e a misurare la forza, e di misure in grado diĀ prevenire la violenza, come l’installazione di una telecamera sulla divisa. Secondo uno studio pilota del 2012 in California, che ha fattoĀ indossare le telecamere agli agenti per un anno, Ā«le denunce sono diminuite rispetto all’anno precedenteĀ dell’88 per cento e l’uso sproporzionato della forza degli agenti del 60 per centoĀ». Ogni numero va preso con le pinze, ma forse ĆØ una misura che potrebbe aiutare.

MALATI DI MENTE.Ā Ci sono anche casi in cui i poliziotti si ritrovano impotenti.Ā Come quandoĀ finiscono uccise persone malate di mente, che non sono in grado di rispondere agli ordiniĀ perentori degli agenti. Dichiarano sempre alcuni poliziotti all’Economist:Ā Ā«Se laĀ persona non ĆØ ricettiva, non c’entra l’addestramento, non ĆØ un problema nostro. A volte un agente percepisce cheĀ non può fare altro cheĀ usare la forza e magari dopo scopre che quella persona era solo bipolareĀ». Ma, prosegueĀ il ragionamento, come si fa a saperlo prima?

UN PROBLEMA, NON IL PROBLEMA. Gli incidenti che coinvolgono poliziotti bianchi e cittadini neri negli Stati Uniti sono tanti. Ma tutti gli elementiĀ elencati sono tessere di un puzzle molto più complesso di quello propugnato dai sostenitori del razzismo. Come scriveva l’anno scorso unĀ insospettabile, l’ex campione dei Phoenix Suns, la leggenda del basket Charles Barkley, Ā«l’idea che i poliziotti bianchi vadano in giro per ammazzare i neri ĆØ ridicola, assolutamente ridicolaĀ». Il razzismo può essere un problema, ma non ĆØ il problema.

@LeoneGrotti

Foto Ansa/Ap

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3 commenti

  1. Menelik

    Decisamente non sono gli USA un modello di civiltĆ  da seguire.
    Dalla fine della II guerra mondiale l’America ci sembra la nazione leader, ma più passano gli anni, più mi pare un vituperio.
    Decisamente l’America non ĆØ un modello, e noi non dovremmo avere proprio niente da invidiare a loro.

  2. nervitesi

    Non mi sono mai stati simpatici tutti quelli delle forze dell’ordine.
    Sicuramente qualche poliziotto avrƠ sbagliato, ma poi i giornali e le televisioni ci marciano su per le loro campagne e tutto viene distorto e sembra che sistematicamente tutti i poliziotti siano dei criminali in divisa. LƬ poi le armi sono libere, non sai cosa puoi incontrare.

  3. Rolli Susanna

    Ero convinta che gli agenti usassero armi che emanano una forte scossa elettrica che paralizza momentaneamente i muscoli del colpito; ne ero convinta, ora non pìù…chissĆ  dove venivano usate, eppure le avevo viste anche in un video….

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