I grillini vogliono la testa della Cancellieri ma anche loro la cercarono per aiutare una detenuta

La grillina Sarti, denuncia Libero, si interessò della vicenda della marxista turca Seda Aktepe, condannata in patria a sette anni di carcere, arrestata in Italia e poi rilasciata

«Noi abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Cancellieri perché all’interno delle carceri le condizioni dei detenuti sono disumane non solo per Giulia Ligresti». Così Giulia Sarti, deputata del Movimento 5 Stelle, ha denunciato l’immoralità dell’interessamento di Cancellieri per il caso di una cittadina italiana incarcerata preventivamente. Ma c’è una contraddizione, non soltanto perché i grillini, a differenza di Cancellieri, si sono dichiarati contrari all’indulto e all’amnistia per tutti i carcerati (e in favore di un “piano carceri alternativo” inesistente), ma nel fatto che anche loro, nel proprio piccolo, compresa Sarti, hanno cercato di ottenere la scarcerazione di un detenuto, proprio attraverso la Cancellieri.

LA TELEFONATA. Oggi Libero ricorda alla cittadina Sarti il piccolo ma significativo episodio che la vede protagonista: pochi mesi fa, l’onorevole pentastellata si fece in quattro per ottenere il numero di telefono della Cancellieri. Lo scopo? Umanitario, naturalmente. Bisognava aiutare una persona in carcere: un membro del partito marxista leninista turco, ricercato dalla magistratura del proprio paese e latitante in Italia, della cui sorte, stando a Libero, Sarti si sarebbe fatta carico.

L’INTERESSAMENTO. La parlamentare a 5 Stelle, scrive Libero, «il 27 aprile alle ore 7 e 12 minuti invia un messaggino al genovese Christian Abbondanza, fondatore dell’associazione antimafia la Casa della legalità, di cui Sarti fa parte», chiedendogli il numero di telefono della Cancellieri per una «emergenza». Ad Abbondanza spiega che «a Firenze un altro parlamentare grillino si sta occupando di una giovane dissidente turca militante dell’estrema sinistra che, avendo dei documenti falsi, rischia l’estradizione a Instanbul, dove è stata condannata a sette anni di prigione».

LA SCARCERAZIONE. La ragazza finita in prigione per documenti falsi è Seda Aktepe, che «nell’area antagonista è considerata un’eroina». Aktepe ha manifestato contro il governo di Tayyp Erdogan ed è accusata dalla magistratura turca di concorso esterno in associazione terroristica e di appartenere al fuorilegge partito marxista-leninista. Viene considerata una perseguitata politica e per questo ha ottenuto asilo in Svizzera. Dalla data dell’arresto da parte della polizia italiana, passarono otto giorni, poi fu scarcerata e riuscì a raggiungere la Svizzera.