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L’intesa tra Israele e Libano è «l’inizio dell’inizio» di una pace. Ed è già sotto tiro

Di Giancarlo Giojelli
28 Giugno 2026
Il tanto sperato accordo quadro alla fine è giunto quasi inaspettato. Un passo storico il riconoscimento tra i due Stati. Infatti Hezbollah, tanto per cambiare, lo sta già boicottando
L’immagine pubblicata su X dal segretario di Stato americano Maro Rubio (in piedi al centro nella foto) dopo l’accordo quadro firmato tra Libano e Israele a Washington la sera di venerdì 26 giugno 2026
L’immagine pubblicata su X dal segretario di Stato americano Maro Rubio (in piedi al centro nella foto) dopo l’accordo quadro firmato tra Libano e Israele a Washington la sera di venerdì 26 giugno 2026

Una intesa che è il primo passo verso la pace, ma i passi successivi percorreranno una strada densa di ostacoli e rischi. Il Libano ben conosce il pericolo di una guerra civile, Israele non ha nessuna intenzione di cedere il controllo di un’area strategica, il Sud del Libano, da dove è possibile minacciare il Nord dello Stato ebraico. Sono due i punti fondamentali di questo accordo raggiunto in extremis a Washington tra rappresentati israeliani e libanesi, quando ormai nessuno osava sperarci ancora: il reciproco riconoscimento della sovranità e del diritto all’esistenza e sicurezza da parte di Israele e Libano (un fatto storico, visto che i due paesi formalmente non si sono mai riconosciuti) e il previsto graduale ritiro delle forze israeliane dal Sud mentre l’esercito regolare di Beirut assumerà il controllo della zona. Che vuol dire arrivare al disarmo di Hezbollah. Ma la milizia sciita filoiraniana, che è anche un partito politico ben presente nel sistema istituzionale libanese, ha ...

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