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Video/ Referendum: quando Bersani era per privatizzare l’acqua

gennaio 10, 2012 Emanuele Boffi

Il video di un incontro cui partecipò Pier Luigi Bersani nel 2008 e in cui l’attuale segretario del Pd diceva che è un bene che la gestione degli acquedotti sia aperta ai privati. È lo stesso Bersani che oggi dice di votare quattro sì ai referendum? Che fine ha fatto il “liberalizzatore”?

Il segratario del Partito democratico Pier Luigi Bersani è “pancia a terra” sui referendum. Dice di votare quattro sì. In questi giorni, in molti si sono chiesti se questo Bersani è lo stesso che, in questi anni, si era fatto la fama di “liberalizzatore”. Evidentemente no, almeno a guardare il video che gira su Youtube e che trovate qui sotto. Un video che fa riferimento a un incontro del 2008, in cui Bersani, dal tavolo dei relatori, spiega perché bisogna “privatizzare” l’acqua.

Durante l’incontro si discuteva della società pubblica Aimag e, come vedete dal video, è già molto significativo il titolo dell’incontro: “Aimag più cara? No, più efficiente!” che compare accanto al simbolo del Pd.
 

Disse Bersani: «L’acqua bene comune è un dibattito che è arrivato persino da Porto Alegre, un po’ da terzomondismo, da Teologia della Liberazione. In Brasile effettivamente ci sono i padroni dell’acqua, che te la danno se vogliono loro. Noi in Italia abbiamo il problema degli acquedotti che perdono metà dell’acqua, che è un altro film».

«Sappiamo assolutamente che è un bene pubblico, l’acqua; aggiungiamo addirittura che le infrastrutture che la presidiano, la fanno passare, la governano, per avere una garanzia collettiva, sono di proprietà pubblica, sono comunali. Poi subentra il tema della gestione: come faccio a far perdere meno acqua? Che si depuri bene? Che si facciano investimenti in un modo sensato? Devo chiamare uno che è capace di fare quel mestiere lì. E’ tutto qua il tema».

«Si aprono dei meccanismi competitivi, nel senso che passa l’idea che – io credo giusta – una volta che le infrastrutture sono pubbliche, devi andare un po’ a gara per capire chi li gestisce, perché poi l’utente deve essere trattato bene, col prezzo che Dio comanda: non puoi avere delle cose monopolistiche. Devi dire: chi è che fa l’offerta migliore? Chi mi garantisce tot qualità che poi io controllo, a quel prezzo lì? Confronto due proposte, e scelgo quella migliore».

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