Video/ Referendum: quando Bersani era per privatizzare l'acqua

Il video di un incontro cui partecipò Pier Luigi Bersani nel 2008 e in cui l'attuale segretario del Pd diceva che è un bene che la gestione degli acquedotti sia aperta ai privati. È lo stesso Bersani che oggi dice di votare quattro sì ai referendum? Che fine ha fatto il "liberalizzatore"?
in Interni
09 Giu 2011
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Il segratario del Partito democratico Pier Luigi Bersani è "pancia a terra" sui referendum. Dice di votare quattro sì. In questi giorni, in molti si sono chiesti se questo Bersani è lo stesso che, in questi anni, si era fatto la fama di "liberalizzatore". Evidentemente no, almeno a guardare il video che gira su Youtube e che trovate qui sotto. Un video che fa riferimento a un incontro del 2008, in cui Bersani, dal tavolo dei relatori, spiega perché bisogna "privatizzare" l'acqua.

Durante l'incontro si discuteva della società pubblica Aimag e, come vedete dal video, è già molto significativo il titolo dell'incontro: "Aimag più cara? No, più efficiente!" che compare accanto al simbolo del Pd.
 


Disse Bersani: «L’acqua bene comune è un dibattito che è arrivato persino da Porto Alegre, un po’ da terzomondismo, da Teologia della Liberazione. In Brasile effettivamente ci sono i padroni dell’acqua, che te la danno se vogliono loro. Noi in Italia abbiamo il problema degli acquedotti che perdono metà dell’acqua, che è un altro film».

«Sappiamo assolutamente che è un bene pubblico, l’acqua; aggiungiamo addirittura che le infrastrutture che la presidiano, la fanno passare, la governano, per avere una garanzia collettiva, sono di proprietà pubblica, sono comunali. Poi subentra il tema della gestione: come faccio a far perdere meno acqua? Che si depuri bene? Che si facciano investimenti in un modo sensato? Devo chiamare uno che è capace di fare quel mestiere lì. E’ tutto qua il tema».

«Si aprono dei meccanismi competitivi, nel senso che passa l’idea che - io credo giusta - una volta che le infrastrutture sono pubbliche, devi andare un po’ a gara per capire chi li gestisce, perché poi l’utente deve essere trattato bene, col prezzo che Dio comanda: non puoi avere delle cose monopolistiche. Devi dire: chi è che fa l’offerta migliore? Chi mi garantisce tot qualità che poi io controllo, a quel prezzo lì? Confronto due proposte, e scelgo quella migliore».


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I commenti dei lettori

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Di vghju
Del
20/09/2011

Achille ! dove eri finito??

Di calamaro
Del
12/06/2011

Carissimi Malta 1565 e Giovanni Maria,
premesso che Bersani non mi è particolarmente simpatico (e nmmeno Niki Vendola, tanto per essere chiari) il problema non è l'eterno dilemma se sia meglio e/o più efficiente il privato rispetto al pubblico. Bersani, da questo punto di vista, non ha certamente cambiato idea. Anzi, preso atto che spesso i civici acquedotti gestiti dal pubblico spesso "fanno acqua da tutte le parti", in molti casi sarà meglio affidare dei servizi complessi ai privati. Anche perchè, purtroppo lo sappiamo (ed i ciellini lo sanno meglio degli altri) il pubblico assume clientelarmente dei dirigenti che non saprebbero nemmeno dirigere il traffico ad un semaforo. Quindi non c'entra niente il discorso di cosa sia meglio. Quando gli enti pubblici cominceranno ad assumere tecnici di provata competenza ed esperienza (e non solo per la tessera che hanno in tasca) credo che si potrà riprendere il discorso. Non solo sull'acqua. Su tutti i servizi.
Il tema del referendum però è un altro. E riguarda quella parte della legge che OBBLIGA il pubblico ad affidare i servizi PER ALMENO IL 40% al privato.
"e che al socio sia attribuita una partecipazione non
inferiore al 40 per cento.
Comma 3." (preso dall'art. 23 bis della legge.
Su questa OBBLIGATORIETA' NON SONO D'ACCORDO
E' una MANNA per tutte le multinazionali, le finanziarie d'assalto, ed anche la delinquenza organizzata che di miliardi di euro da buttare sul mercato, anche rimettendoci, ne ha a palate. Solo per ripulirli.
Ho quindi votato SI per l'abrogazione di questa parte della legge, come del resto recita il quesito, se lo leggete bene.
E spero tanto che questa volta il quorum arrivi. Questa mattina ho visto una decina di suore votare nel mio seggio. Ed erano tutte perfettamente informate del reale contenuto dei quesiti, anche di quelli sull'acqua.
Se non arriva pazienza. Saranno i cittadini a giudicare dalle bollette. Se non aumenteranno di molto rispetto a quanto pagano ora saranno contenti. Se aumenteranno di molto manderanno Bunga Bunga e tutti i Formigoni finalmente a casa.
Ciao ragazzi.

Di ACHILLE LISSONI
Del
12/06/2011

Io personalmente trovo insopportabile il fatto che pur di strumentalizzare politicamente un fatto di democrazia come un referendum, il PD abbia fatto un bel "contrordine compagni!" dimostrando di essere vieppiù un partito coop-burletta, e quindi, in pratica, di non aver nessuna lezione da dare a chicchessia. Anche la vicenda di Colle di Val d'Elsa mi pare assai indicativa di come anche i partiti di sinistra, a dispetto del farisaico atteggiamento mediatico, abbiano molto ancora da dimostrare sul piano della democrazia e della ricerca del benessere e dell'interesse della cittadinanza. Sul piano del merito dei referendum non ho che una cosa da dire: affidamento dei servizi essenziali al cittadino a dovrebbe esser fatto in maniera più che trasparente e conveniente per gli utenti. Buon per Lei se ritiene che questo lo si possa ottenere semplicemente abolendo il decreto Ronchi. Sul resto (nucleare e altro) non posso fare altro che proclamare urbi et orbi la mia incompetenza (che condivido col 99,999% degli italiani, che pur andranno con sicumera a votare!) e di conseguenza la mia decisione di non decidere per non pentirmene a posteriori, anche se sono sicuro che me ne pentirò in ogni caso.

Di gmtubini
Del
12/06/2011

A Colle di Val d'Elsa (SI) un'associazione di cittadini aveva raccolto (da notare che i sottoscrittori hanno dovuto recarsi di persona in comune, senza gazebo altra roba del genere!) circa 4 mila firme, ovvero ben il 29% della cittadinanza (come se a livello nazionale si raccogliessero 20 milioni di firme!), per promuovere un referendum popolare per sollecitare l'amministrazione a trovare un'altra collocazione alla famigerata moschea, la cui costruzione era stata proditoriamente prevista in una zona della città inizialmente destinata a verde pubblico . Il sindaco di Colle (del PD, off course!) ha detto "no" a tale referendum consultivo (che però sarebbe diventato vincolante se fosse approvato dalla maggioranza assoluta dei cittadini). Il nuovo centro culturale islamico dovrebbe sorgere su una superficie di 3.200 metri quadrati, con una superficie coperta pari a 576 metri quadrati, comprensiva della moschea dotata di cupola d'ordinanza e di minareto in cristallo. Il condizionale è ancora d'obbligo, perché da una verifica si è scoperto che sono state costruiti dei vani in più rispetto a quelli previsti dal progetto approvato in comune: a che saranno serviti? Mah!.

Di gmtubini
Del
10/06/2011

Pronto, sig. LISSONI???

Di malta1565
Del
09/06/2011

Ci sono, ci sono !!!!
Sto aspettando i dati sull'affluenza delle 19.00 e .... pregando !!!!

Di ACHILLE LISSONI
Del
12/06/2011

Il sig. Lissoni è come la temperatura di Mosca ai tempi d'oro della meteorologia: non pervenuto. Anche qui invito lui e voi tutti a leggersi questa cosetta qui: www.thefrontpage.it/2011/06/10/non-votare/ così ci rendiamo conto sono intelligenti quelli di sinistra.

Di gmtubini
Del
11/06/2011

Vedi altro post sopra.

Di ACHILLE LISSONI
Del
12/06/2011