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Usa. Il matrimonio gay, il «totalitarismo» dell’amore e la libertà dei cristiani. Di «portare la croce»

luglio 19, 2015 Benedetta Frigerio

Intervista a David Crawford del John Paul II Institute: «Dobbiamo entrare nell’ottica per cui essere cattolici, non solo negli Stati Uniti, ci costerà»

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Davvero la sentenza della Corte suprema che ha imposto a tutti gli Stati Uniti il riconoscimento del matrimonio gay come diritto costituzionale non avrà conseguenze sulla libertà religiosa dei cittadini? Nel parere della maggioranza dei giudici favorevoli al verdetto, ha osservato il giudice capo John Roberts nella sua “dissenting opinion”, si «prospetta che i credenti potranno continuare a “difendere” e “insegnare” la loro visione del matrimonio», ma «il Primo Emendamento tutela la libertà di “esercitare” la religione». Che fine farà il “vivi e lascia vivere” su cui si regge da sempre il multiculturalismo americano? David Crawford, professore di teologia morale, di diritto di famiglia e di bioetica presso il John Paul II Institute di Washington, dice a tempi.it che in America si respira ormai «un clima totalitario». Non esita a chiamare in questo modo quello che si sta realizzando anche a causa della «resa silenziosa dei cattolici» alla condizione di «irrilevanza» che immagina per loro il potere. Ai cristiani, secondo Crawford, resta solo una possibilità: «Il martirio della disobbedienza, della comunione e dell’abbandono dell’individualismo, per la salvezza della fede e del mondo».

Professor Crawford, come si è arrivati alla negazione di cose che dovrebbero essere per tutti evidenti?
Innanzitutto questa svolta non è frutto del voto popolare ma della decisione di un manipolo di giudici. Anche se dobbiamo comunque domandarci come sia possibile che le istanze radicali della rivoluzione sessuale, cominciata negli anni Sessanta, siano diventate dominanti: com’è possibile che in pochi anni tante persone siano diventate incapaci di riconoscere l’ovvio? La ragione sta in un processo politico e morale, di gran lunga precedente alla rivoluzione sessuale, cominciato con la modernità: Cartesio mise in dubbio la realtà sostituendo l’essere con la volontà umana. Per lui il corpo non era più parte strutturante della persona, ma un accessorio materiale; così smise anche di avere un senso e uno scopo determinante per lo spirito. È da questa separazione che si è giunti alla negazione della differenza sessuale come fattore determinante la persona. La linea tracciata da Cartesio proseguì con Bacone e Locke, per cui la comunità umana, in primis la famiglia, non è fondata sulla legge naturale, ma su un contratto artificiale, esclusivamente dipendente dalla volontà mutevole del soggetto. Solo che in questa visione la comunità e la famiglia non hanno più alcuna protezione oggettiva dal potere e dalla legge positiva imposta dalla maggioranza.

Già prima della sentenza negli Stati Uniti si è assistito a casi anche clamorosi di persone isolate, licenziate e assalite dai media in quanto “omofobe” semplicemente perché hanno una certa visione del matrimonio. Cosa accadrà ora che il “same-sex marriage” è diventati un diritto costituzionale?
Prima della sentenza molti servizi ed esercizi commerciali, che si sono rifiutati di partecipare attivamente a cerimonie fra persone dello stesso sesso, sono stati chiusi in seguito a multe o denunce. L’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, ha subìto una campagna d’odio per aver chiesto alle scuole cattoliche di seguire l’insegnamento della Chiesa sulla morale. Lo Stato dell’Indiana, dopo una pressione violenta delle lobby economiche, ha ritirato la legge per proteggere l’obiezione di coscienza. Diverse persone, fra cui giornalisti, insegnanti, impiegati, militari, sono state licenziate per aver espresso il loro parere sulla famiglia. Ora tutto questo diventerà la norma, perché un’impresa, una scuola o qualunque istituzione pubblica non potrà più opporsi a questa nuova ideologia senza essere considerata un nemico dell’ordine pubblico. Quindi i cristiani avranno due opzioni: o conformarsi o essere esclusi dalla scena pubblica.

Com’è possibile che un paese nato da uomini fuggiti da un potere che limitava la loro libertà sia giunto a imporre una “dittatura del pensiero unico”?
L’ideologia gender ha bisogno che chi non la accetta sia considerato un bigotto intollerante. Tutto questo è possibile per via di quanto accennato prima: la moderna visione distorta di cosa sia l’essere umano e quale sia il suo destino. Se uno pensa che il suo destino dipenda da lui e non da un creatore, automaticamente il nemico diventa colui che pone limiti alla sua volontà. Quindi anche la visione cattolica deve essere esclusa dal discorso pubblico, il che è davvero grave, porterà solo infelicità e distruzione per molte persone.

Fino a poco tempo fa, però, almeno il dissenso era tollerato.
La nuova ideologia è riuscita a farci accettare un’analogia falsa, che fa coincidere la lotta contro la segregazione razziale del movimento dei diritti civili degli anni Sessanta con quella per la liberalizzazione dell’omosessualità. Così anche le scuole e le istituzioni private, che all’epoca furono obbligate ad accettare le persone di razza diversa, oggi saranno costrette ad ammettere l’omosessualità come normale. È evidente che l’errore è nella premessa, accettata sempre per via dell’equivoco moderno, perché se la razza è una caratteristica innata, l’omosessualità invece è un’inclinazione che può conseguire in un comportamento scelto.

In America si assiste alla crescente intrusione dello Stato in più ambiti. Basta pensare al regolamento dell’Obamacare, la riforma sanitaria di Obama, che prevede l’obbligo per tutti i datori di lavoro di offrire ai dipendenti piani assicurativi comprensivi di coperture per l’aborto e la contraccezione. Come giustifica queste “invasioni” l’opinione pubblica statunitense, da sempre ostile allo statalismo?
Credo che faccia tutto parte della stessa ideologia totalitaria. L’argomentazione a favore di queste azioni è la stessa che sta alla base delle motivazioni adottate dai cinque giudici della Corte suprema che hanno deciso la sentenza sul matrimonio “same-sex”. Anche questo è frutto della grande disintegrazione della ragione a causa della quale non capiamo più lo scopo della persona e della sessualità: se si accetta che il fine principale dell’atto sessuale non sia più la procreazione, allora la contraccezione non diventa solo legittima, ma un diritto da garantire da tutti. Così come le unioni omosessuali.

Esiste una alternativa all’adattamento al mainstream?
È evidente che stiamo entrando in un tempo davvero difficile. Dobbiamo metterci nell’ottica per cui essere cattolici negli Stati Uniti, ma anche negli altri paesi occidentali, ci costerà. L’alternativa alla resa silenziosa o al compromesso è la disobbedienza civile. Ecco credo che noi, per non scomparire o diventare come il mondo, abbiamo una sola possibilità: essere martiri, cioè testimoni della verità anche a costo di una tremenda persecuzione.

«Io morirò in un letto, il mio successore morirà in prigione e il suo successore morirà martire in una piazza pubblica». È realistica la celebre battuta del defunto cardinale di Boston, Francis George?
Sarebbe troppo facile: emergerebbe il carattere totalitario di questa ideologia, che invece ha un metodo peggiore. Come ha annunciato perfino il governatore repubblicano del New Jersey, Chris Christie, se i preti, ad esempio, si rifiuteranno di celebrare i “nuovi” matrimoni saranno semplicemente privati della possibilità di farlo con effetti civili. È tutto molto più accettabile e apparentemente indolore.

Non vede alcuna una possibilità di dialogo?
Con le persone sì. Ma bisogna essere realisti: si può dialogare solo con chi è disposto a parlare e questo è diventato impossibile con un potere politico che obbedisce a lobby senza alcuna intenzione di rinunciare al proprio obiettivo totalitario. Dobbiamo domandarci: è ragionevole che il corpo sia solo un artefatto biologico riducibile alla volontà o al desiderio? C’è una tendenza a ridurre il problema della nobilitazione dell’omosessualità a una questione morale, ma è più radicale e profonda. Il problema è sopratutto antropologico, un equivoco su cosa sia l’essere umano.

La disobbedienza civile è una via percorribile?
Sarà necessario seguire questa via, perché la nostra vocazione di cristiani è l’amore al mondo: dobbiamo quindi difenderlo richiamandolo e riportandolo a Dio. E, come il Signore, dobbiamo mettere in conto il martirio che non è necessariamente quello della morte in croce. Credo che la nuova generazione potrà conservare la fede solo se la comunità cristiana si unirà in questa lotta per la verità, perché da soli è impossibile reggere di fronte a un potere così violento.

Pensa alle minoranze creative di cui parlava papa Benedetto XVI?
Non penso che come cristiani possiamo ritirarci dal mondo, accettando un ordine mondiale legale che nega la creazione e la verità. Tollerare questo regime in silenzio sarebbe un tradimento della nostra vocazione d’amore. Dobbiamo essere testimoni ad ogni costo. Per fare questo dobbiamo rinforzare la famiglia, la vita comunitaria, quella dei movimenti ecclesiali come Cl, ad esempio. E dobbiamo educare, mai tacendo la verità e sempre rivolti al mondo, verso il quale abbiamo una responsabilità storica.

Sembra un richiamo alla conversione il suo.
Dobbiamo convertirci per convertire e quindi approfondire la fede, rinnovarla. Dobbiamo abbandonare l’individualismo, e quindi rinforzare la preghiera e il sacrificio. Perché il modernismo ha toccato anche noi: abbiamo cominciato ad essere soddisfatti della nostra fede e a pensare che la croce non fosse una parte così necessaria di essa. E così ci siamo indeboliti: per salvare il mondo dobbiamo imitare Cristo e portare la croce con lui. L’alternativa è rifiutarla, assecondando il potere e perdendo definitivamente la fede.

Foto Ansa


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35 Commenti

  1. xyzwk scrive:

    Questo articolo fa venire alla mente il soldato giapponese che dopo decine di anni dalla fine della guerra pensava ancora di combattere contro il nemico e non si rendeva conto che lo stesso imperatore aveva ceduto le armi!!!

    • Giannino Stoppani scrive:

      E che poi fu giustamente accolto in Patria come un eroe.
      Ma Mario Mieli e compagni che hanno consacrato l’esistenza al trastullo, che ne possono capire di una cosa come il Bushido?!

      • xyzwk scrive:

        Accolto o no in patria come eroe (mi risulta che non fosse l’unico a fare resistenze eroiche e fuori tempo massimo), il Giappone la guerra l’ha persa e questo è l’unico fatto incontrovertibile degno di nota!
        Magari tra vent’anni qualche eroe che resiste, resiste,resiste a qualsiasi cambiamento sociale, sarà accolto in Vaticano con tutti gli onori presumibilmente dal prossimo Papa, ma il fatto incontrovertibile è che già ora la società si considera artefice del proprio destino o al massimo del caso ma non sicuramente emanazione di una volontà Altra.
        Su Mieli poi hai una vera e propria ossessione, ma chi se ne frega di Mieli!?!? Se non tiravi fuori tu questa storia ad ogni piè sospinto, sarebbe stata una storia destinata a cadere nell’oblio per quanto irrilevante sia il suo impatto a livello culturale.

        • maboba scrive:

          “già ora la società si considera artefice del proprio destino”. Scusi, ma come fa ad attribuire facoltà personali come la volontà ad un’entità collettiva per sua natura molteplice e variegata? Mi pare frutto di un atteggiamento potenzialmente totalitario. Dove la vede poi in concreto “una società già ora artefice….”? Quale? (ma se addirittura quella italiana non riesce nemmeno per esempio ad uscire dalla spirale del debito, un problema tutto sommato banale ed irrisorio!).
          Mi spiega poi chi mai può essere artefice del proprio destino? Per caso lei o chiunque altro può decidere se, come e quando morire? Perché nonostante tutto questo accadrà, volente o nolente.

          • xyzwk scrive:

            Una decisione in merito a un comportamento sociale che sia frutto di mediazione tra le varie istanze sociali, rappresenta in democrazia la volontá di autodeterminazione di un gruppo o dei cittadini se preferisce il termine, per cui il totalitarismo non c’entra nulla. È chiaro che per dialogare ed arrivare ad una decisione finale (comunque sempre reversibile e discutibile) ci deve essere la volontà da entrambe le parti di rinunciare a qualcosa in previsione di un interesse superiore che è la convivenza pacifica nel rispetto dei valori di tutti senza che nessuno prevarichi gli altri magari perché si considera portatore di verità assolute.
            Gli irriducibili ci saranno sempre ma rappresentano una piccola minoranza e vengono scarsamente considerati non perché le loro istanze non sono degne di essere prese in considerazione (nessuno di solito sostiene idee completamente giuste o sbagliate), ma unicamente perché loro non sono disposti mai a mediare riconoscendo pari dignità alle istanze altrui.
            Va detto ovviamente che quello di mediare non è un compito facile e spesso il risultato non è stato dei migliori perché molto sbilanciato a favore di una delle parti in causa, ma la democrazia procede così, per tentativi ed errori e questo non vuol dire che vada messo in discussione il metodo ma piuttosto il fatto di essere più convincenti nelle idee che si vuole portare avanti, posto che ognuno dovrebbe poter accedere agli strumenti per farlo. Qui però entriamo in un terreno minato perché gli strumenti “costano” ed il modello di economia liberista non è propriamente molto democratico ma determina spesso forti disuguaglianze come dimostra la crisi in atto.

            • xyzwk scrive:

              Aggiungo, che anche la volontà di autodeterminarsi non è quasi mai assoluta. È vero che allo stato attuale dell’evoluzione umana nessuno puó decidere di voler vivere per 1000 anni o essere immortale, ma puó decidere, posti i limiti di cui sopra, di stabilire cosa sia per se stesso vivere la propria vita e decidere di conseguenza se accettare o meno le condizioni date per continuare a vivere. Condizioni date che sono soggette a variabili infinite e che solo la singola persona puó giudicare se accettabili o meno

              • giovanna scrive:

                Sarà perché ognuno può decidere il proprio destino che Xyzwk…filomenacarlogennarotriestinacirinoornellalaviniavalentinacarolina e altre decine di nick d’appoggio ha bisogno di raccontare balle a tutto spiano ?
                Però, almeno, negli ultimi tempi( tranne qualche timido tentativo di nick d’appoggio per darsi ragione da solo, tentativo scoperto in mezzo secondo , con ennesima figura di c. ) il multi-nick horror l’ha smessa di presentarsi maschio, poi femmina, con figli, addirittura gemelli, senza figli, con amiche che non fanno che abortire, con partners insignificanti , con una sessualità esibita, con una avversione totale per il sesso, come cristiana, sia pur anomala, come ateo totale…..
                L’unica cosa che è fissa in tutti questi horror nick, è la sua aridità umana, il suo spento grigiore, la noia che trasmette e, naturalmente, la solita brodaglia ideologica.
                Quello non cambia, che sia per patologia, come ammesso dal multi-troll-horror stesso in una delle sue identità horror, o per scelta : anche una persona con problemi psichici, autismo forse, può fare comunque un cammino per approfondire la sua umanità e non schiacciarla.
                Certo, la solitudine in cui questo multi-troll pare immerso, senza contatti umani in carne e ossa, senza manco un assistente sociale vicino, senza nessuno che le voglia bene, non lo aiuta.
                Io continuo a consigliarti di cercare, cercare, cercare, chiedere, chiedere, chiedere, che un raggio di sole si affacci nella tua vita triste e vuota.

              • diabolik scrive:

                Solo contorsioni mentali….caro xyzwk !

              • To.ni scrive:

                Ne ho letto un paio di righe, le solite sue minchiate secondo le quali disegna il futuro che verrà. Un bel futuro fatto dalle solite schifezze che ama tanto (mi annoio pure a ripetere).Da un colpo d’occhio a caso ha messo , a senso suo, pure elementi di economia. Pensa che è il progresso: non fa nascere nessuno, vuole i vecchi morti…deve restare solo lei e quattro simili con il “sesso ludico”.
                Tutto qua. Una noce vuota che forte solo di questa prospettiva e si sente “civile”.
                Delirio
                Dico io: Curarti … no?

            • Giannino Stoppani scrive:

              Che palle questa zarrata del “mondo migliore”
              Non sanno se si sveglieranno domattina e credono di autodeterminarsi.
              Illusi.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ah, quasi dimenticavo Mario Mieli, che tu troveresti comodo finisse nell’oblio.
                Diamo una bella rinfrescata alla memoria in modo che si comprenda in cosa consiste, in realtà, il “mondo migliore”:
                “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”

                • xyzwk scrive:

                  Ormai dovresti sapere memoria il trafiletto che riporti ossessivamente. Non è che lo conosci così bene perché è il tuo secondo Vangelo?

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Ovvìa giù, dato che vi scoccia tanto leggerlo, non lo posto più…
                    “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”
                    Ops! M’è scappato!

                    • ROLLISUSANNA scrive:

                      Giannino, mi piacerebbe che tu postassi il tuo trafiletto ad ogni tuo intervento..una sorta di passsepartoutot. Ciao.

                  • ROLLISUSANNA scrive:

                    x…………………………………K,
                    ripristinato computer in avaria!
                    Il trafiletto bisognerebbe farlo mettere a memoria a tutti i bambini affinchè sappiano bene contro quale mostro avranno a che fare, non si sa mai…

              • xyzwk scrive:

                Proprio perché non si sa se ci si sveglierà domani, si cerca di vivere il meglio possibile oggi. Di cogliere l’attimo fuggente, dovresti riflettere. Ogni lasciata è persa!!!!

                • Giannino Stoppani scrive:

                  E io tuo “cogliere l’attimo fuggente” consiste nel passare la domenica a scrivere bischerate su Tempi?
                  Che tristezza!
                  Consolati leggendo il tuo Mario Mieli, va':
                  “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”

                • viccrep scrive:

                  Questa america cadra’ sempre piu’ in basso riducendo la persona a oggetto, facendo della menzogna una legge. Nella storia tutte le società che hanno legalizzato ogni forma di omosessualita ‘ si sono dissolte.
                  L’america ha reso legge una menzogna e per far cio’ nega la liberta’ di espressione e di circolazione del libero pensiero

    • Cisco scrive:

      @Xyz

      Con la “piccola” differenza che il giapponese non aveva capito che la guerra era finita; mentre qui l’americano ha perfettamente capito che la guerra è appena scoppiata (anche se i presupposti erano già stati messi una conquantina di anni fa).

  2. Aldo scrive:

    Crawford mi sembra decisamente male informato visto che proprio sull’Obamacare con la Corte Suprema ha vinto l’obiezione di coscienza del datore di lavoro che può rifiutare l’assicurazione sanitaria che preveda aborto e contraccezione.

    • Jack C. scrive:

      Non proprio. L’obiezione di coscienza é prevista, secondo la sentenza della corte suprema, per l’aborto e i contraccettivi potenzialmente abortivi se e solo se l’azienda in questione é “closely-held”, cioè sostanzialmente non per azioni.

      • Aldo scrive:

        E allora? le società per azione hanno personalità giuridica propria, non personalistica, cosa facciamo gli facciamo cambiare politica aziendale a ogni cambio di AD o di maggioranza societaria?

  3. Cisco scrive:

    Bellissimo e terribile allo stesso tempo quello che dice Crawford.
    Ci sarà da soffrire, ma l’ideologia pansessualista annienterà se stessa, come avvenuto con tutte le altre.

  4. To.ni scrive:

    Non so se in Italia si può realizzare uno scenario come quello prospettato dall’articolo. Credo che la nostra approssimazione e dose di menefreghismo su tante cose (non in tutte) sia un potente mezzo di difesa . E’ da anni che battono a coppe per convincerci che esiste una persecuzione contro gli omosessuali, che propinano finte aggressioni, che hanno creato un sistema di informazione a senso unico con tanto di silenzio è imposto ad ogni possibile replica. Eppure, ho sentito, che giorni addietro il web si è scatenato contro un conduttore perché in un giochino tv su una domanda posta “cosa non vorreste mai sentire dire a vostro figlio? ” il 53% ha detto “sono omosessuale”.
    La risposta era una sola, ma mi chiedo cosa sarebbe uscito fuori se al rimanente 47% avessero dato anche una doppia opzione.
    Non so che significato dal punto di vista statistico (non era un sondaggio), ma credo che hanno un bel da fare a concepire corsi di rieducazione, travestimenti di bambini, e favole scombinate.

    PS: Insensata guerra al conduttore per aver posto una domanda che ha messo in evidenza una “realtà” . “Realtà” che è il nemico da abbattere sempre e comunque.

    • Orazio Pecci scrive:

      Sa una cosa, To.ni? In tarda età comincio a sospettare sempre più forte che “la nostra approssimazione e dose di menefreghismo su tante cose (non in tutte)” sia l’arma segreta che Dio ha dato alla terra prescelta come sede del Suo vicariato terreno. Elemire Zolla pensava che la contea di Tolkien alludesse all’Inghilterra. E se invece gli hobbit fossimo proprio noi?

      • To.ni scrive:

        Orazio Pecci

        Ho sempre pensato che la scelta della sede del Vicario di Cristo a Roma non sia stata un caso. E che non è stato un caso che oltre il 60% del patrimonio artistico del mondo sia stato realizzato nell’Italia pre unitaria (e non in quella unitaria e massonica).
        Bello immaginare che siamo degli hobbit, scherniti dai potenti e da cattivi stregoni, ma che in fondo inarrestabili sappiamo sempre quello che dobbiamo fare.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Come diceva bene il compianto Cardinale Giacomo Biffi, saremo pure gli hobbit ma resta il fatto che “Cristo non va in crisi”, IERI, OGGI, SEMPRE. In crisi ci andranno gli altri….dispiace, ma è così: matematico.

    • Aldo scrive:

      Per la verità c’erano 4 risposte.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Grande la responsabilità di chi governa i mass-media!! Ma non tutti i mali vengono per nuocere…

  5. Aurelio scrive:

    E intanto sul più “autorevole” (e come definirlo altrimenti?!) quotidiano italiano, ieri si dava conto della “battaglia” di due energumeni per accaparrarsi la figlia commissionata a una disgraziata, la quale ora però non la molla al suo giusto e gaio destino, avendo saputo che il frutto dei suoi nove mesi di gestazione sarebbe servito da trastullo ai due energumeni suddetti.
    Raccapricciante il titolo, col termine “battaglia” per evocare una sorta di lotta del bene contro il male, il sottotitolo, secondo il quale la puerpera riottosa non sarebbe la “madre biologica” di sua figlia e soprattutto la foto, in cui si vede una bambina di pochi mesi in mezzo a due barbuti ostentanti felicità.
    Date un’occhiata ai commenti, vi troverete vecchie e nuove conoscenze.
    Il link lo metto a parte, per facilitare il moderatore.

    • giovanna scrive:

      Aurelio, a leggere i commenti sul Corriere sul caso thailandese, non sembra proprio di potersi identificare col giapponese !
      A parte il solito MicheleL e i suoi 70 studi ( certo, uno che ha bisogno di mettere sempre avanti i suoi 70 studi taroccati, invece che una esperienza umana….ma questo MicheleL non vede o frequenta un bambino da decenni…e sicuramente è un bene ), il 99% dei commenti è in totale disaccordo con l’impostazione schiavista del Corriere !
      Nemmeno gli attivisti gay sono riusciti a fronteggiare minimamente una vera e propria ondata di indignazione !
      Sarà stato il family day ?
      Di sicuro, un’opinione pubblica corrente favorevole all’obbrobrio della compravendita dei bambini non c’è.
      La stampa, quella è un’altra faccenda : tutti allineati e compatti nel sostenere lo schiavismo moderno.
      Sempre di più mi convinco che le manifestazioni di piazza siano una strada percorribile, dove non c’è spazio democratico per difendere i bambini più poveri e abbandonati del mondo e le loro mamme.

      Dell’articolo mi ha molto colpito la sorpresa estrema, credo sincera, dei due gay, che non riuscivano a credere che la mamma della bambina commissionata ci avesse ripensato per non darla in pasto a loro , per non farla crescere senza la carezza di una mamma ! Per quei due maschi , come per il Corriere, una roba inconcepibile.

  6. Luca scrive:

    Per contrastare le lobby gay credo sia importante, oltre che avere il coraggio di parlare senza paura e con la schiena dritta, anche alimentare quelle associazioni e quei mass media che le contrastano (con sottoscrizioni di tessere o abbonamenti).

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Luca, lasciamo a parte i politici -tranne quei quattro-cinque che si contano sulle dita di una mano…Sarebbe bello che anhce che le autorità religiose di tutte le religioni a favore della famiglia alzassero la voce, insieme in un unico coro. O sono io che sono un po’ sorda o le voci sono un poco tremolanti e soffuse o i mass media le cestinano prontamente.

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