Google+

Ucraina. «I miei fratelli a Kiev pensano che noi nell’est siamo nemici e noi pensiamo lo stesso di loro»

dicembre 2, 2014 Redazione

La casa di Oleg Plahotin nell’est è stata distrutta dall’artiglieria dell’esercito regolare: «Temo che non sarà più possibile per l’Ucraina tornare unita»

Luda Nesterenko ha 47 anni, madre ucraina e padre russo. Vive a Ilovaisk, 15 mila abitanti nell’est dell’Ucraina, e non si era mai posta il problema di dover scegliere tra Kiev e Mosca. Dopo le proteste di piazza Maidan, l’annessione della Crimea da parte della Russia e l’occupazione dell’est del Paese da parte dei separatisti, ora Luda si ritrova con la casa sventrata da un missile lanciato dall’esercito ucraino e poco altro.

«CHI RISPONDE PER QUESTO?». Nella guerra tra Kiev e separatisti che va avanti da sette mesi e ha già fatto quasi cinquemila morti lei ci è finita in mezzo e non sa perché. «Chi risponderà per questo ora?», dice al Los Angeles Times mentre guarda la sua casa in rovina. «Quale governo? Qui siamo gente semplice, che lavora duro. Non abbiamo mai combattuto nessuno ma all’improvviso Kiev ci considera dei nemici e [il presidente Petro] Poroshenko vuole ucciderci».

SERVIZI BLOCCATI. Luda, come tanti altri, non ne può più della guerra ed è ancora più preoccupata ora che il governo ucraino ha deciso di bloccare tutti i servizi nei territori controllati dai separatisti. «Il mio passaporto dice che sono ancora una cittadina ucraina – continua la donna – ma Kiev sembra essersi completamente dimenticata di noi». La decisione del governo ucraino potrebbe avere un impatto terribile sul territorio del Donbas, che comprende le autoproclamate repubbliche autonome di Donetsk e Lugansk: niente più stipendi agli insegnanti e agli altri dipendenti statali, niente pensioni, niente servizi bancari, niente poste.

FRATELLI NEMICI. La guerra non ha solo diviso in due il territorio ucraino ma anche le famiglie. Oleg Plahotin, 40 anni, vive a Ilovaisk e la sua casa è stata colpita dall’artiglieria dell’esercito regolare. «Era una grande casa, ora invece è solo questo», dichiara mentre spazza via le macerie. «Ma la ricostruirò». I suoi fratelli e sorelle vivono a Vinnytsia, nel centro dell’Ucraina, dove il presidente Poroshenko è cresciuto. Inutile dire che i suoi fratelli hanno una visione completamente diversa del conflitto in atto: «Pensano che la gente di qui rappresenti il nemico e la gente di qui pensa che loro siano i nemici. Vivono vicini a Kiev, così simpatizzano con loro. Io temo che non sarà più possibile per l’Ucraina tornare unita».

TUTTI SONO STUFI. Mentre giornali e Unione Europea dividono l’Ucraina tra buoni e cattivi, mentre entrambe le fazioni in guerra sono state accusate di crimini contro l’umanità, intere famiglie sono state divise a metà. Molte persone, accusate da Kiev di rimanere nell’est per sostenere i separatisti appoggiati da Mosca, semplicemente non hanno i mezzi per andarsene. Altri non vogliono abbandonare la propria casa, altri ancora si sentono storicamente legati alla Russia. Ma tutti sono stufi della guerra, come spiega bene Zhenya Shibalov, giornalista di Donetsk: «L’Ucraina pensa di essere in guerra con la Russia, la Russia pensa di essere in guerra con gli Stati Uniti e la popolazione del Donbas vuole solo capire perché tutto questo sta succedendo in casa loro».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

5 Commenti

  1. Hajduc scrive:

    A Kiev non sentono il fiato del califfato sul collo, il terrore sembra lontano e chissà che qualche sciagurato non stia rpensando di usare contro la Russia estremisti ceceni. L’Ucraina sta incasinando tutto: abbiamo bisogno di loro per combattere il jihad che sta arrivando ma anche della Russia, ucraini e russi sono fratelli come testimonia
    Inoltre questa è la più assurda di tutte le guerre perché solo la propaganda la rende possibile. Nessuno in Europa Occidentale vuole lo scontro con la Russia e chi lo vuole poi manda avanti gli altri siano essi ucraini o georgiani salvo poi abbandonarli al loro destino (ricordatevi del derby Russia/Georgia del 2008 in Ossezia).
    Nell’Europa orientale invece vivono in una dimensione senza tempo: temono la Russia e non capiscono che i loro paesi si stanno spopolando (vedere i caso esemplari di Ucraina, Romania e Lituania) lasciando vasti spazi per le cavalcate dei mujahidin! Io capisco la memoria storica funesta ma ora il comunismo non c’è più, il patto di Varsavia non esiste più e quasi tutti i suoi membri sono nella Nato. A Mosca si difendono i valori della civiltà cristiana mentre da ovest avanza il nuovo mondo globalizzato, in Polonia a qualcuno dovrebbero fischiare le orecchie!
    In America la gente non sa neanche dov’è l’Ucraina. I media propagandano l’immagine di Putin dittatore spietato ma non credo che gli americani siano convinti molto. Negli States è vivo il ricordo delll’11 settembre e nel caso l’avesserl dimenticato il recente attentato alla maratona di Boston ha provveduto a ravvivare la memoria!
    Non fate l’errore di trasformare la Russia in uno stato asiatico, in una colonia spartita equamente tra Cina e califfato.

  2. ;Leo. scrive:

    In questo momento Putin e la Russia sono l’unico ostacolo all’inizio della terza guerra mondiale. Se Putin verrà liquidato, se la Russia verrà demolita noi saremo trascinati in una guerra che non possiamo nemmeno immaginare. Dopo sarà la volta della Cina, e non si potrà fare più nulla per fermare l’America, che è la sorgente della guerra, perché è incapace di capire altra via, se non la guerra, per mantenere il potere.

  3. Focaul D# scrive:

    Ecco l’ultimo regalino dei nostri cari “Alleati-e-non-nemici” (da “La Voce della Russia”) :

    “Vladimir Putin durante i colloqui in Turchia, il primo dicembre, ha dichiarato che la Russia nelle attuali condizioni non può far proseguire il progetto “South Stream”, tra le quali circostanze vi è la posizione non costruttiva dell’Unione europea.”

    Per l’Italia è un vero disastro. Prova ne sia che la notizia è passata quasi in sordina, come tutte le notizie importanti del resto. I nostri “Alleati-e-non-nemici” esultano di gioia.

  4. Raider scrive:

    Contrariamente al terzetto di paranoici finto-cristiani/filo-islamisti all’assalto di questo sito, nessuna persona seria si schiera apriori in un senso o in un altro, ma valuta la molteplicità di situazioni nel concreto e alla luce sia degli interessi contrastanti e degli obiettivi di fondo delle grandi potenze, sia degli interessi di ogni Stato degno di questo nome. Gli scenari di guerre immaginari che attribuiscono responsabilità, però, “reali” e a senso unico, sono frutto del delirio che propone, come rimedio alla ipotetica guerra che gli US.A. scateneranno, una guerra da scatenare contro gli US.A.!
    Quindi, l’alternativa al peggio è il peggioramento che si vorrebbe scongiurare. Non si potrebbe immaginare un più convincente esempio di follia allo stato puro.
    Ma non è il solo né il più eclatante esempio in tal senso, se ne sono sentite altre, che risentiremo alla prima occasione sbagliata.
    Il conflitto fra Russia e Ucraina è un’altra mossa avventata di mr. Obama – fra l’altro, il presidente che più di altri ha marcato la distanza fra U.S.A. e Israele. Il problema per l’Italia è di approvvigionarsi di energia: non si capisce perché la maggiore dipendenza dai Paesi islamici, come Algeria o Marocco, dovrebbe tranquillizzarci: e per converso, non si capisce perché chi ha la testa nella paranoia compulsiva del Piano Yinon non dovrebbe rallegrarsi di questi rapporti più stretti col mondo arabo: forse, perché non dispiacciono agli infidi nostri alleati americani.
    Come si vede, il conflitto con la Russia ha come contraltare la dipendenza dal mondo islamico, che ci invade di merci che distruggono la nostra agricoltura, specie nel Mezzogiorno e di immigrati: e agli U.S.A. e ai sauditi non sembra che questo dispiaccia. Eurabia è nei fatti: e di fronte ai fatti, i poaranoici non ci vedono dagli occhi e dicono “ebrea” all’ebrea Bat Ye’or.
    Quindi, una volta di più, gli schemi paranoici non funzionano. Ecco perché i paranoici concentrano la loro residua attività cerberale per trovare nuovi sbocchi a schemi fissi, nel senso che sono i vecchi e collaudati pregiudizi, che nazisti e arabi, palestinesi perlopiù, loro fidati alleati – quando Israele nemmeno esisteva -, condividevano come “fratelli in…” chiedeteglielo.

  5. Raider scrive:

    Gentile Redazione, spero possa avere via libera un altro mio post in moderazione.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana