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Tra bufale e smania di tagli, i grillini vogliono far saltare anche le vaccinazioni obbligatorie. «Follia»

febbraio 26, 2014 Emmanuele Michela

La proposta dei consiglieri lombardi del M5S cavalca presunte «obiezioni e perplessità» sull’effetto delle iniezioni. Galluzzo, primario di Pediatria a Erba: «Torneremmo a livelli sanitari da terzo mondo»

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Stop alle vaccinazioni in età evolutiva, o almeno alla loro obbligatorietà. L’ultima proposta del Movimento 5 Stelle lombardo è destinata a far discutere, ma è già arrivata al Pirellone, dove è stato depositato un progetto di legge che mira a rendere non obbligatoria la somministrazione di vaccini ai bambini, che rimarrebbe così gratuita ma a discrezione dei genitori. «In Europa è facoltativo vaccinare i bambini, e solo l’Italia, insieme a Francia e Belgio, impone ancora l’obbligo di vaccinare i piccoli pazienti», è il commento di Dario Violi, consigliere grillino e primo firmatario del progetto.

IL VACCINO ESAVALENTE. L’intento di Violi e compagnia è tagliare i costi di un servizio che considera, se non dannoso, quanto meno eccessivo, visto che «gli ambulatori italiani iniettano ai piccoli pazienti un unico vaccino chiamato esavalente, contenente cioè sei vaccini, due in più oltre considerati obbligatori». Violi precisa di essere convinto che le vaccinazioni facciano bene, avendo favorito la scomparsa di alcune gravi malattie, ma «la pratica, che ha ricadute evidenti in termini di risparmio per il Sistema sanitario nazionale, suscita obiezioni e perplessità nel mondo accademico e scientifico». E qui la questione si apre ai tanti sospetti sugli effetti collaterali legati alle immunizzazioni, vere e proprie bufale sulla cui scientificità vige a dir poco un diffuso scetticismo.

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE. Ma davvero l’Italia può permettersi di seguire altri paesi d’Europa e rendere non obbligatorie le vaccinazioni? Per Cino Galluzzo, primario di Pediatria dell’ospedale di Erba, sarebbe una follia per il nostro paese intraprendere una strada simile, «che ci farebbe ricadere a livelli sanitari da terzo mondo. Non possiamo paragonarci con gli stati del Nord Europa, che sono molto più ligi e precisi: lì le vaccinazioni non sono obbligatorie ma se dicono che fanno bene ai bambini, tutti le fanno. Da noi invece no, perché c’è un altra mentalità».

«PROPOSTA POPULISTA». Insomma, la proposta grillina pare «piuttosto populista» e lontana dalla realtà dei fatti. Anche perché non è vero che tra il vaccino esavalente e quello quadrivalente la differenza è di due vaccini inutili: «L’Antiemofilus B, che i bambini ricevono insieme ad anti-polio, tifterite, pertosse e tetano, mette al riparo il bambino dalla meningite da emofilus, responsabile di quasi tutte le meningiti e le otiti sotto i due anni di vita», spiega Galluzzo. «E poi facciamo anche l’anti-epatite B, che rimane comunque utile: casomai dovrebbero chiedere perché non facciamo l’anti-morbillo, la rosolia, la varicella». Il rischio è che eliminando queste coperture o rendendole facoltative alcune patologie riprendano vigore e si diffondano in maniera rapida, con conseguenze economiche altissime, sicuramente superiori rispetto allo ricco risparmio che i grillini promettono di realizzare passando da vaccino esavalente a quadrivalente. E le presunte «obiezioni» mediche sventolate dai grillini? Secondo Galluzzo la comunità scientifica è abbastanza unanime nel respingere certe bufale legate alle immunizzazioni, come quella secondo la quale provocherebbero autismo: «Non esiste un lavoro scientifico che lo dimostri».

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6 Commenti

  1. erpersico says:

    è davvero singolare come siete capaci di etichettare con la parola populismo tutto cio che non condividete e in questo caso neanche cononocete a livello un po più approfondito. Una volta si diceva che era meglio tener conto del maggior numero di fattori in gioco (soprattutto su questi temi cosi delicati).

    • Giulio Dante Guerra says:

      Se nel 1954 fosse esistito un vaccino contro il morbillo, probabilmente io non avrei dovuto vivere da diabetico da allora ad oggi, e così per tutto il resto della mia vita. Invece, a quell’epoca i medici ritenevano utile che i bambini contraessero quelle che erano chiamate “malattie dell’infanzia” (pertosse, parotite, morbillo, varicella etc.), perché così erano immunizzati contro il rischio di contrarle da adulti. Nessun medico prestava attenzione ai dati della storia antica, secondo la quale, nel III secolo, un’epidemia con sintomi identici a quelli del morbillo aveva sterminato circa un terzo della popolazione dell’Impero Romano, e che, proprio in quegli anni, lo stesso morbillo stava facendo estinguere intere tribù amazzoniche. Quando un bimbetto si ammalava di morbillo, i pediatri gli dicevano di mettersi a letto e aspettare che passasse: e così feci io. Per mia sventura, dopo ritornato (apparentemente) “in salute”, cominciarono a manifestarsi sintomi, che poi si rivelarono per quelli del diabete mellito…

  2. claudio says:

    L’ho già scritto tempo fa su questo blog: ma i pentastellati vivono sulla Luna?

  3. libero cittadino says:

    Perfino la corte dei conti è già allarmata per il sottobosco di interessi fra vaccini/politici/lobbies.
    Buttiamo miliardi di euro in vaccini inutili e strapagati.
    Abbiamo migliaia di bambini all’anno morti e menomati in seguito a vaccinazioni obbligatorie e centinaia di milioni di euro da pagare per danni.
    Infine ci sono molti medici assolutamente contrari all’obbligatorieta’dei vaccini infantili e molti libri sul tema.
    Certo tutto cio lede un bel business per le lobbies del farmaco e i politici che le tutelano.

    http://www.signoraggio.it/vaccini-pediatrici-inutili-o-pericolosi-la-corte-dei-conti-convoca-il-codacons/

  4. pier says:

    I Pentastellati vivono in un paese in cui il governo ha più interesse a finanziare le società farmaceutiche che a tutelare la salute pubblica. il vaccino resterebbe gratuito ma a richiesta quindi chi non si vaccina è consapevole di rischiare la contrazione della malattia. cittadino informato mezzo salvato

  5. pier says:

    I Pentastellati vivono in un paese in cui il governo ha più interesse a finanziare le società farmaceutiche che a tutelare la salute pubblica. il vaccino resterebbe gratuito ma a richiesta quindi chi non si vaccina è consapevole.

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