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Tfa. Ecco «cosa c’è dietro al pasticcio del Ministero»: ritardi, confusione e posti raddoppiati

ottobre 24, 2014 Leone Grotti

Il Tfa doveva concludersi a fine ottobre e invece non si sono ancora concluse le iscrizioni per la prova scritta. Una fonte universitaria ci spiega il motivo dei ritardi

«Sul Tfa il ministero dell’Istruzione ha fatto un pasticcio, i candidati sono arrabbiati e regna la confusione più totale». Parla così una fonte universitaria, che preferisce restare anonima, incaricata di gestire i corsi del Tfa in un’importante università di Milano. A tempi.it spiega perché gli esami per accedere al Tirocinio formativo attivo, che abilita all’insegnamento, sono ancora in alto mare, in barba al calendario fissato dal Miur.

«SITUAZIONE ALLARMANTE». Il 16 maggio il Miur ha pubblicato il bando per accedere al II ciclo del Tfa, specificando: «La prova preselettiva si svolgerà entro il mese di luglio 2014, mentre le successive prove saranno espletate entro il mese di ottobre 2014». Alla fine del mese manca una settimana e la situazione è questa: la prova preselettiva si è regolarmente svolta, quella orale è ancora un miraggio mentre della prova scritta si sa molto poco. E quel poco è «allarmante».

tfa-cinecaI POSTI RADDOPPIANO. Dopo mesi di attesa «incomprensibile» – la prova preselettiva infatti si è conclusa il 31 luglio – finalmente l’1 ottobre il Miur apre le iscrizioni per la prova scritta del Tfa, comunicando come data di chiusura il 10 ottobre. Migliaia di candidati delle più svariate classi di concorso in Lombardia e Campania scoprono però andando sul sito del Ministero dedicato, il Cineca, che il numero dei posti disponibili per accedere alla prova scritta è raddoppiato rispetto a quanto comunicato a maggio nel bando. Miraggio, regalo inaspettato del premier Matteo Renzi o cos’altro?

UNIVERSITA’ TELEMATICA. Prendiamo come esempio la classe A037 che abilita all’insegnamento di Filosofia e storia. L’allegato A del bando del Ministero ha fissato la bellezza di 51 posti disponibili in Lombardia. Ma i candidati che hanno superato la preselezione, andando sul sito del Cineca, ne hanno trovati 102. I primi 51 erano distribuiti tra le università Cattolica, Statale e Pavia; gli altri 51 erano messi a disposizione dalla sola università telematica eCampus. Inutile dire che moltissimi candidati si sono iscritti a eCampus, pregustando già la possibilità di passare l’esame e poter frequentare comodamente da casa senza spostarsi.

LA NOTA DEL MIUR. Il 9 ottobre la seconda anomalia: il Miur proroga senza dare spiegazioni la data di scadenza delle iscrizioni al 16 ottobre. Infine, il 16 ottobre, blocca tutto e scrive questa nota: «I candidati che hanno scelto come sede della prova una istituzione accademica di una Regione in cui è presente un disallineamento in eccesso tra offerta formativa e numero di posti programmati ai sensi dell’allegato A del DM 312/04, potranno modificare le loro scelte a seguito del successivo riallineamento dell’offerta nella Regione».

LA PROCEDURA LEGALE. La nota è scritta in burocratese ma il significato è semplice: ci sono almeno due Regioni, Lombardia e Campania, «dove l’offerta era pari al doppio dei posti disponibili». Il Ministero ha bloccato tutto in attesa di riallineare l’offerta formativa al numero dei posti. Perché questa confusione? È presto detto: «La legge stabilita con decreto del Ministero prevede che le università che vogliono aggiudicarsi dei posti per fornire i corsi debbano avere l’approvazione del Coreco. Di conseguenza – continua la fonte – università Statale, Cattolica, Bicocca, Pavia e Bergamo si sono riunite attorno a un tavolo per concordare l’offerta formativa per le diverse classi di concorso. Tutti potevano partecipare. È stato poi presentato un piano al Coreco, che il 24 settembre si è detto favorevole».

«LA STRANEZZA». A questo punto le università hanno inserito nell’apposito sistema telematico il numero dei posti concordato con il Coreco. A loro però «si è aggiunto all’improvviso eCampus, che nel 2012 non ha fatto il primo ciclo del Tfa né ha mai fatto la Ssis. L’università telematica ha inserito un’offerta formativa pari al numero totale dei posti disponibili», facendo così risultare un numero di posti doppio rispetto a quello previsto. «La stranezza è che il Ministero, invece di fare un decreto per chiedere di riorganizzare i posti, ha trasferito questi dati direttamente al sito del Cineca, mettendo così a disposizione dei candidati, nel caso specifico di Filosofia e storia, 102 posti invece che 51».

«REGOLE NON RISPETTATE». E adesso cosa succede? Le università si sono incontrate con il Miur, che, però, invece di togliere i posti a eCampus, starebbe cercando di assegnarne qualcuno anche all’università telematica. «Noi università che abbiamo fatto tutte le cose in regola non abbiamo intenzione di rinunciare ai nostri posti per cederli a chi non ha fatto le cose secondo la legge. Noi – prosegue la fonte – abbiamo un diritto acquisito. Venerdì scorso il rettore dell’università Statale, che guida il Coreco, si è recato al Ministero per presentare la sua posizione, che è questa: eCampus non ha rispettato le regole. Non so come sia finita quella riunione ma da Roma hanno fatto un pasticcio che mette tutti a disagio».

«CANDIDATI ALLO SBANDO». I candidati sono infuriati: «Sono allo sbando, perché non sanno quello che c’è dietro. Tanti si sono accorti che c’era qualcosa che non andava e ci hanno chiamato per tempo. Ma erano solo 10 per cento degli iscritti. Noi allora abbiamo spiegato tutto, ma gli altri? I candidati sono confusi e si arrabbiano, anche perché questo esame potrebbe decidere della loro vita futura. Noi però non sappiamo cosa succederà ora: la palla è nel campo del Miur adesso, che deve procedere a riallineare i numeri e poi dare di nuovo la possibilità ai candidati di iscriversi una seconda volta». I tempi potrebbero allungarsi ancora di più, perché è difficile pensare che un simile pasticcio non porti a ricorsi davanti al Tar.

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1 Commenti

  1. lucillo scrive:

    Che casinisti!
    Sembrano quasi il governo dei tecnici

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