Google+

Storia di Giuseppe Gullotta, assolto dopo ventuno anni di carcere

febbraio 16, 2012 Chiara Rizzo

27 gennaio del 1976, due giovani militari sono massacrati nella piccola caserma dei carabinieri di Alcamo. “Pippo Gullotta” viene accusato di essere complice dell’omicidio. Si professa innocente, ma solo dopo 32 anni di calvario umano e giudiziario viene finalmente ristabilita la verità. mentre rimane un mistero che abbia assassinato i due carabinieri.

Giuseppe Gullotta si era sempre proclamato innocente. Ma sono passati 36 anni, ben 21 dei quali trascorsi in carcere, tre sentenze definitive e un lungo processo di revisione, prima che la giustizia gli desse ragione. Gullotta ora ha 55 anni, e per la prima volta tornerà di nuovo a quella vita che avrebbe voluto fino al 27 gennaio del 1976, quando i binari tranquilli di un’esistenza siciliana deragliarono all’improvviso. Fino all’età di 19 anni abitava ad Alcamo Marina, un piccolo centro nel trapanese, facendo piccoli lavoretti. 

Nella piccola caserma dei carabinieri di Alcamo, qualcuno una notte massacrò due militari di turno, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, appena diciottenni, rubandone le armi (due Beretta calibro 9). Il fatto non restò per nulla isolato, ne parlò parecchio anche un giovane conduttore radiofonico di un’emittente privata, quel Peppino Impastato che qualche anno dopo finì trucidato dalla mafia. Secondo Impastato, si trattava di un avvertimento della mafia allo Stato. Altre ipotesi circolarono: ma quella degli investigatori, il reparto antiterrorismo dell’Arma a Napoli che seguì il caso, si concentrò prevalentemente sul terrorismo eversivo.

I primi di febbraio del ’76 i carabinieri trovarono a bordo di una Fiat 127 due pistole, una delle quali era una calibro 9 come quella in dotazione ai militari, ma con la matricola abrasa da fori (in apparenza provocati da un trapano). L’auto apparteneva a Giuseppe Vesco, un ragazzo diciannovenne del posto che, dopo il fermo, spiegò di dover consegnare le armi a degli sconosciuti in una certa spiaggia di Alcamo. Nella perquisizione in casa di Vesco fu ritrovato anche un trapano come quello usato per cancellare la matricola dalle pistole. Poco dopo, Vesco confessò ai carabinieri la strage e fece i nomi dei complici, altri ragazzi del paese, inseparabili amici tra di loro.

Tra questi, anche Giuseppe Gullotta, arrestato tra il 12 e il 13 febbraio di 36 anni fa. Urlò la sua innocenza, ma nessuno gli credette. Vesco, nell’ottobre del ’76, a pochi mesi dall’arresto e dalla confessione, si suicidò in carcere. Ma il processo per la strage di Alcamo proseguì regolarmente, senza deragliamenti, nel binario segnato dalle indagini e da Vesco. Tre gradi di giudizio: una condanna all’ergastolo anche per Gullotta, diventata definitiva nel 1990. Gullotta ha trascorso 21 anni in carcere, ma non si è mai arreso. Ha chiesto una prima volta la revisione del processo e gli è stata rigettata, quindi ha fatto ricorso ancora una volta in Cassazione. 

Finché Renato Olino, un ex brigadiere dei carabinieri che avevano condotto le indagini, si è presentato dai magistrati di Trapani, tormentato da un peso che si trascinava da una vita. E ha raccontato dei «metodi persuasivi eccessivi» usati all’epoca per far «cantare» Vesco. Olino ha raccontato ai magistrati che il Vesco fu condotto in una caserma, costretto a ingurgitare da un imbuto acqua e sale e subire scosse elettriche tramite un telefono da campo. Fino alla confessione. Così Gullotta è finito in carcere additato come omicida. Al processo di revisione che si è appena concluso a Reggio Calabria, il procuratore generale Danilo Riva, che conduceva l’accusa, dopo la testimonianza di Olino, ha chiesto che Gullotta fosse assolto.

«Spero che ora le famiglie dei due carabinieri abbiano giustizia» sono state le parole di Gullotta subito dopo il proscioglimento. Chi uccise i due carabinieri diciottenni, Fancetta e Apuzzo, resta un mistero: si era parlato anche di un collegamento tra l’ultima indagine condotta dai due militari prima della morte e la struttura para militare Gladio, allora operativa e segreta. «Non ce l’ho con i carabinieri» ha aggiunto Gullotta al termine dell’udienza a Reggio Calabria: «Solo alcuni di loro hanno sbagliato in quel momento. Mi hanno puntato una pistola e mi hanno detto “confessa o ti uccidiamo”. Bisogna credere nella giustizia: e oggi è stata fatta una giustizia giusta. Dovrei ringraziare il brigadiere Olino. Le sue dichiarazioni hanno permesso di riaprire questo processo e di dimostrare la mia innocenza. Però non riesco a pensare che anche lui ha fatto parte di quel sistema».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. Colin Habel scrive:

    I just want to tell you that I’m very new to blogs and absolutely loved this web site. Most likely I’m want to bookmark your blog post . You really have great well written articles. Bless you for revealing your blog.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La show car a batteria al debutto al Salone di Parigi può contare su di un motore da 170 cv e un’autonomia di 600 km. È una hatchback compatta disponibile a guida autonoma e anticipa 30 futuri modelli elettrici Volkswagen. Una rivoluzione.

La nuova ammiraglia della Stella è lunga 6,5 metri, pesa oltre 5 tonnellate ed è caratterizzata da una blindatura in grado di resistere sia alle armi d’assalto sia agli esplosivi. Adotta da un V12 6.0 biturbo da 530 cv. Il prezzo? 1,4 milioni di euro.

Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana