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Siria: «Crocifissioni, decapitazioni, omicidi. Questi jihadisti sono inglesi e poi torneranno in Gran Bretagna»

maggio 27, 2014 Redazione

Il Times pubblica la lettera di un generale della Free Syrian Army: due terzi dei militanti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante vengono dall’Europa, i peggiori sono inglesi

Siria, tra i jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) più di due terzi sono di origine europea, e tra di loro i più sanguinari sono i britannici. L’allarme arriva dal Times, che ha ospitato la lettera di Abduelellah al-Basheer, uno dei leader della Free Syrian Army, la principale delle forze di opposizione al regime d’Assad, nemmeno lui, in verità, uno stinco di santo.
Il generale conferma ancora una volta la terribile verità su tanti ribelli che da mesi si sono radunati in Siria: i più arrivano da Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio… «Noi, popolo siriano, ora vediamo decapitazioni, crocifissioni, pestaggi, omicidi, trattamenti obsoleti delle donne e un approccio antiquato al governo della società. E molti che prendono parte a queste attività sono britannici», si legge nella missiva.

OLTRE 400 I MUSULMANI PARTITI DA LONDRA. Parole che fanno crescere la paura a Londra, dove si fanno da mesi le stime di quanti musulmani hanno lasciato l’isola per andare a combattere in Siria: almeno 400, forse anche di più. Venti sono gli uomini morti nel combattere per la Siria: tra gli ultimi, Abdullah Deghayes, studente 18enne dell’università di Brighton, ucciso a Kassab dove era a combattere assieme ai due fratelli. Una settimana fa è arrivata anche la prima condanna emessa da una corte inglese per terrorismo, verso un cittadino tornato dalla Siria: Mashudur Choudhury è stato dichiarato colpevole dopo che lo scorso ottobre si era recato in Medio Oriente per partecipare ad un campo di addestramento. Le autorità anti-terrorismo inglesi hanno già spiegato di essere disarmate di fronte alle partenze di tanti giovani musulmani, attratti dalla possibilità del jihad, e hanno provato anche a fare campagne di sensibilizzazione tra le donne, chiedendo a mogli, sorelle e madri di contattare la polizia qualora uno dei loro cari stia per partire.

«POTREBBERO TORNARE NEI LORO STATI». Il generale al-Basheer chiede che il governo britannico finisca di ignorare il problema, mandando armi e aiuti a chi combatte contro l’Isis, che non solo fa guerra al regime di Assad, ma talvolta attacca anche la Free Syrian Army. «Se gli fosse concesso di espandersi, questi terroristi, avendo testato le loro abilità nel mio paese, potrebbero tornare nei loro stati, magari in Gran Bretagna, e continuare il loro pericoloso patto di distruzione». E aggiunge: «Siamo in un momento cruciale nella lotta contro l’estremismo violento, e spero che Gran Bretagna e Stati Uniti si scrollino di dosso la loro paura e ci sostengano».

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13 Commenti

  1. Raider says:

    Si tratta di 400 volontari, quasi tutti arabi e comunque, islamici di seconda generazione, almeno, in una società come quella britannica, polticamente e multiculturalmente iper-corretta e pertanto, aperta senza se e senza ma all’accoglimento di tutte le richieste islamiche. Se i risultati sono questi, l’esempio è più che probante.

  2. Fede says:

    La Gran Bretagna, come del resto molti altri paesi del nord europa, già da anni sta facendo i conti con la diffusione dell’islam a casa propria, registrando parecchi problemi e criticità (perfino nelle scuole pubbliche).
    La favoletta dell’integrazione e della tolleranza non funziona più. Non siamo noi a cambiare l’islam, purtroppo pare sia l’islam in grado di cambiare la nostra società (e certo non in meglio).

    Bisognerebbe far tesoro delle esperienze altrui, anzichè affannarsi a far costruire sempre più moschee anche nelle nostre città.

    • augusto says:

      Del resto la cultura borghese dominante è vacua , non riuscirà a resistere alla marea montante di islamismo, l’Europa deve tornare alle proprie Radici, alla sua Tradizioni, altrimenti sparirà, alcuni Paesi nordeuropei ci indicano come potrebbe essere squallido il nostro futuro.

      • Antonio says:

        hanno voluto giocare a fare i buonisti, i progressisti, i multiculturalisti accogliendo straccioname del terzo mondo, gente di infima qualità che origina molti più problemi, costi, degrado che improbabili “ricchezze”, risorse e cultura. Noi scioccamente sono oltre 20 anni che non abbiamo imparato nulla e ci riempiamo di gentaccia, la peggiore immigrazione esistente, feccia che si precipita quì arrogantemente attratta dallo scrocco facile di welfare, dall’impunità per il crimine (poverini,sono indigenti…), dalla protezione politica e ideologica della maggior parte degli italioti. E, ancora una volta, l’italione medio ha dato potere a chi ci riempirà di questa marmaglia e allora non lamentiamoci neppure delle infiltrazioni terroristiche.

  3. Pietro says:

    I paesi occidentali hanno ammesso l’aborto. In fondo ci siamo condannati. I musulmani per noi potrebbero essere come gli assiri per gli ebrei. A meno che l’Occidente non torni alle sue radici, non torni a Cristo

  4. filomena says:

    La cosa più semplice da fare sarebbe mettere da parte TUTTE le religioni e smetterla con le guerre sante.
    Ci sono ben altre cose di cui occuparsi invece che inseguire le radici cristiane, islamiche, induiste ecc ecc

    • Tommasodaquino says:

      e come proprone di eliminarle le religioni ? fare una guerra contro le religioni è una nuova guerra di religione.

      • filomena says:

        Non ho detto combattere le religioni, ho detto metterle da parte cioè ignorarle come si fa con chi dice stupidaggini e offende perché non accetta il contraddittorio ( e non parlo di te, ma di quello a cui do del lei non perché se lo merita ma perché da queste persone è meglio prendere le distanze)

        • Raider says:

          Sicccome presumo che lei, Filomena – tanto per la precisione: perchè lei non pensi che mi stia rivolgendo a altri -, possa riferirsi a me, cui dà del ‘lei’ dopo essersi rivolta a me fin dandomi sempre del ‘tu’, le faccio osservare – non sarà vanità, è solo un fatto che non le sarà difficile verificare – che io per primo le ho dato del ‘lei’ fin dal primo momento: e non per ripicca nei suoi confronti, ma solo per effetto della buona educazione, che mi porta a dare del ‘lei’ a tutte le persone che non conosco e con cui mi trovo a discutere, in un modo o nell’altro. Discutendo, si possono dire tante cose sbagliate, sgradite o irritanti: e allora, con questo segno di preliminare rispetto, se ne dice almeno una giusta. Poi, se anche l’interlocutore non mostrasse la stessa cortesia che gli è usata, io continuo a dargli del ‘lei’ per rispetto verso me stesso e anche verso chi mancasse alle regole di una educazione che è detta ‘buona’ anche e proprio perché non obbliga nessuno a rispettarla. Lo dico perché sembra che lei consideri il dare del ‘lei’ una forma di punizione, una umiliazione tremenda da infliggere a se stessa e agli altri: come scrive a Tommasodaquino, “non parlo di te, ma di quello a cui do del lei non perché se lo merita ma perché da queste persone è meglio prendere le distanze.” Lei può prendere quello che vuole dalla lingua italiana e vedo, anzi, che lo fa davvero con molta disinvoltura, tanto da ritenere spetti a lei e a chi è delle sue stesse idee stabilire quali parole siano da espellere e quali da accogliere secondo i crismi del politicamente corretto, laddove una lingua correttamente parlata e scritta – errrori di battitura a parte – potrebbe esserle di grande utilità, evitandole di confondere ‘tu’, ‘lei’, persone, questioni e opinioni. Ma per farla sentire a suo agio, sappia che lei può essere maleducata come le viene meglio e più di quanto già sia stata, visto che ha fatto di peggio, senza rendersene conto se non passando da un post all’altro, laddove le capita spesso di rettificare nel successivo quanto le è avvenuto di scrivere nel precedente.
          Comunque, lei ha fatto ben più che ‘combattere’ e ‘mettere da parte’ le religioni: giustappunto nel post qui sopra, lei chiarisce, quanto alle religioni, che proprone di “ignorarle come si fa con chi dice stupidaggini e offende perché non accetta il contraddittorio”: il che – se ci fa caso, se non le sfugge ciò che ha sotto gli occhi in questo momento – non è vero: perché nessuno le nega niente, malgrado lei scriva tante cose che lei per prima sembra ignorare.

    • Raider says:

      “Inseguire le radici”… Filomena, è inutile, lei è sempre con la testa all’ippodromo! La guerra la fa una e una sola religione contro l’unica religione che le fa battere il cuore all’impazzata: e lei, pur di non difendere i cristiani e di non rivolgere le sue intemerate anche più timorate in direzione de La Mecca, preferisce fare di tutta l’avena, la biada e il grano un fascio… “Ci son ben altre cose per cui fuggire di corsa dalla realtà”, visto che lei le fa semplici e le trova tutte, le strade da percorrere ora sul cavallo bianco, ora su quello nero dell’auriga di Platone: e non si rende conto di quanto questo discrimini i cavalli sauri, roani, pezzati e bai.

    • Simone says:

      Il fatto che lei, @Filomena, voglia far fuori tutte le religioni, in nome della sua religione (o modo di pensare, che in fondo non è suo ma della società che glielo ha messo in testa senza che lei se ne accorgesse) lo dice a partire dalle radici cristiane le quali, proprio per la loro intolleranza e violenza le consentono di affermare le cose che dice e gustare della bellezza che vede intorno, nella quale lei è immersa, che lo voglia o no.

    • mike says:

      mettere da parte le religioni? e non è una religione?

      altre cose? quali? forse i diritti di chi vuole morire e dei gay e dei pedofili e degli animalisti e degli abortisti? e non è una religione?

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