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“Schiavo negro” diventa libero. Il padrone bianco gli chiede di tornare a lavorare. Ecco la risposta

febbraio 2, 2012 Redazione

Pubblichiamo la traduzione dell’incredibile lettera di risposta inviata da Jourdon Anderson, ex schiavo negli Stati Uniti ai tempi della guerra di secessione, al suo padrone P.H. Anderson, che gli chiede di tornare a lavorare per lui. «Non l’hanno impiccata? Comunque se mi paga gli arretrati, torno. E ringrazi Carter, che le ha tolto di mano la pistola quando voleva spararmi».

Pubblichiamo la traduzione di una lettera del 1865, apparsa sul blog inglese “Letters of note”, inviata dal lavoratore nero ed ex schiavo Jourdan Anderson al suo vecchio padrone, colonnello P.H. Anderson, che dopo la fine della guerra di secessione americana gli chiedeva di tornare a lavorare per lui, sudista del Tennessee. La lettera è stata originariamente pubblicata dal New York Daily Tribune il 22 agosto 1865 con questa introduzione: “Quello che leggete è un documento genuino. È stato dettato dal vecchio schiavo e contiene le sue idee e le sue esatte parole”.

Dayton, Ohio,

7 agosto 1865,

Al mio vecchio padrone, colonnello P.H. Anderson, Tennessee.

Signore, ho ricevuto la sua lettera e mi ha fatto piacere scoprire che non ha dimenticato Jourdon e che vuole che io torni indietro e viva ancora con lei, promettendo di fare per me di più di chiunque altro. Le confesso che mi ha stupito. Pensavo che gli Yankees l’avrebbero impiccata a causa delle persone che ha nascosto in casa sua durante la guerra. Penso che non siano mai venuti a sapere che lei era andato dal colonnello Martin per uccidere il soldato dell’Unione che si trovava nella sua stalla. Nonostante mi abbia sparato due volte prima che me ne andassi, però, non ho mai desiderato che le venisse fatto alcun male e sono contento di sapere che è ancora vivo. Mi farebbe piacere tornare nella vecchia casa e vedere Miss Mary e Miss Martha e Allen, Esther, Green e Lee. Dica a loro che gli voglio bene e che spero ci incontreremo di nuovo in un mondo migliore, se non già in questo. Mi sarebbe piaciuto tornare a visitarvi, mentre lavoravo all’ospedale di Nashville, ma qualcuno dei vicini mi ha detto che lei, Henry, mi avrebbe sparato non appena ne avesse avuta occasione.

Voglio però che lei sappia quanto consideri una grande occasione questa sua proposta. Dove vivo ora va abbastanza bene. Guadagno 25 dollari al mese con vitto e alloggio, ho una casa confortevole per Mandy – che i ragazzi chiamano Mrs. Anderson – e per i miei figli – Milly, Jane e Grundy -, che vanno a scuola e imparano piuttosto in fretta. L’insegnante dice che Grundy potrebbe diventare un predicatore. Vanno alla scuola domenicale, io e Mandy ci rechiamo in chiesa regolarmente. Ci trattano con gentilezza. Ogni tanto sentiamo qualcuno dire: “Quei negri erano schiavi” nel Tennessee. I bambini si sentono offesi da queste parole ma io ripeto loro che non è stata una disgrazia aver vissuto in Tennessee ed essere appartenuti al colonnello Anderson. Molti negri sarebbero stati orgogliosi, come lo ero io, di chiamarla padrone. Ora, se lei mi scriverà quale salario intende corrispondermi, potrò decidere meglio se mi conviene tornare indietro o meno.

Per quanto riguarda la mia libertà, che lei dice che posso ottenere, non c’è niente da guadagnare perché l’ho ottenuta nel 1864 dal maresciallo-generale del dipartimento di Nashville. Mandy è spaventata, dice che non dobbiamo tornare indietro se lei non ci dà qualche prova che ci tratterà in modo giusto e gentile. Quindi abbiamo concluso di mettere alla prova la sua sincerità chiedendole di inviarci un compenso per tutto il tempo che abbiamo lavorato per lei. Questo ci farebbe dimenticare e perdonare tutti i trascorsi, e cominceremmo a confidare nella sua giustizia e amicizia per il futuro. Calcolando 25 dollari al mese per me e 2 dollari a settimana per Mandy, la somma ammonterebbe a 11.608 dollari. Aggiungiamo gli interessi e deduciamo quello che ha pagato per i nostri vestiti, i tre dottori che mi hanno visitato, e il dente tolto a Mandy: il risultato sarà quello che lei ci deve secondo giustizia. Ci mandi pure il denaro con Adam’s Express, presso V. Winters, Esq., Dayton, Ohio. Se non ci paga per il fedele lavoro che abbiamo svolto in passato, non possiamo fidarci che manterrà le sue promesse in futuro. Noi confidiamo nel fatto che Dio abbia aperto i suoi occhi per mostrarle il male che lei e i suoi padri hanno fatto a me e ai miei, facendoci lavorare per voi per generazioni senza compenso. Ora ogni sabato sera ricevo il mio stipendio ma in Tennessee non c’era un giorno di paga per i negri più di quanto ci fosse per i cavalli e le mucche.

Nel rispondere a questa mia lettera, la prego di scrivere se sarà garantito un ambiente sicuro per Milly e Jane, che ora sono entrambe cresciute e belle ragazze. Lei sa come funzionava con le povere Matilda e Caterina. Preferirei stare qui e fare la fame piuttosto che vedere le mie bambine ricoperte di vergogna a causa della violenza e dell’immoralità dei loro padroni. E la prego, si assicuri anche che ci siano delle scuole aperte per i bambini di colore nel suo quartiere. Il più grande desiderio della mia vita ora è dare ai miei figli un’educazione e crescerli nella virtù.

Dimenticavo. Ringrazi da parte mia George Carter per averle sottratto di mano la pistola quando voleva spararmi.

Dal suo vecchio schiavo,

Jourdon Anderson.

 

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