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Gli sbarchi, l’accoglienza, i soccorsi. «Quel che sta facendo la popolazione siciliana è d’esempio per tutti»

maggio 6, 2014 Chiara Rizzo

Intervista a monsignor Giancarlo Perego (Migrantes): «Nell’isola è accolta più della metà degli arrivati e solo 450 comuni italiani hanno dato la propria disponibilità all’accoglienza»

mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti«Sono arrivate più di 2.300 persone, e fermandoci solo agli ultimi giorni, diciamo dal 1 maggio, in Sicilia sono ospiti 12 mila persone arrivate nelle coste dell’isola»: per tratteggiare in modo preciso la situazione drammatica sulle coste della Sicilia bastano poche parole a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes, l’organismo pastorale della Cei. Dall’1 maggio i nuovi sbarchi hanno reso obbligatorio, per la prima volta, far confluire i nuovi arrivati in città dove prima non andavano, tra cui Palermo e Messina. I centri di accoglienza Cara sono al collasso. Dice Perego: «Sono diciassettemila le persone oggi accolte nei centri siciliani Cara e Sprar (il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, gestito dai comuni, ndr), sulle 33 mila accolte al momento in tutt’Italia».

Monsignor Perego, da dove arriva la maggior parte di queste persone?
Gli ultimi arrivi confermano i trend degli ultimi quattro mesi. Sono tre le aree: la prima è quella dei paesi del sud Sahara: Niger, Mali, Ghana e in particolar modo Sudan. Poi il Corno d’Africa (Somalia ed Eritrea), infine il Medio Oriente: Siria, Palestina, Egitto. Nelle ultime ore ci sono stati più sbarchi di palestinesi. D’altro canto, ci sono oltre 650 mila persone nei campi profughi in Siria o in Libano, ecco perché in questo frangente ne arrivano così tanti.

Tra le persone arrivate in questi giorni ci sono anche bambini?
Sì, ci sono sempre anche i minori, in una percentuale tra il 10 e il 20 per cento delle persone arrivate. Uno degli aspetti problematici è che mentre, di solito, i minori siriani sono accompagnati dalla famiglia, i bambini che arrivano dal Mali, dal Sudan e dalla Somalia non sono accompagnati. Molti di questi sono bambini in viaggio da almeno due anni e la traversata del mediterraneo è solo l’ultimo tassello di un percorso più lungo segnato da violenza, sfruttamento e prigionia. Questo vale anche per i neonati, purtroppo, dato che molti parti delle donne subsahariane sono frutto di violenze. Abusi che, secondo le informazioni che abbiamo raccolto, si sommano ad altri, comprese le cifre pagate per il viaggio della speranza, che ammonta tra i 1600 e i 3.000 euro.

Le hanno raccontato come fanno a pagare?
Spesso molti sono costretti a vendere tutto ciò che hanno nella terra d’origine. Altri, che hanno lasciato le famiglie nei paesi di origine, si fanno mandare il denaro lungo il tragitto tramite Western Union. Un sacerdote di Augusta ci ha raccontato che un ragazzo ospite gli ha mostrato mille euro, chiedendogli come poteva arrivare a Milano dove lo aspettavano amici e parenti. Una situazione abbastanza diffusa.

C’è stata qualche testimonianza, tra quelle che ha raccolto da vicino, che l’ha particolarmente colpita negli ultimi giorni?
Di questi ultimi arrivi si sta raccogliendo la testimonianza di chi chiede asilo. Ci sono giovani del Mali che raccontano di essere fortemente segnati dalla violenza nei paesi d’origine, e che ora vogliono spezzare quel passato e costruire un futuro. Un ingegnere siriano ci ha scritto che è appena diventato padre del suo secondo figlio, e che non voleva che crescesse in guerra o nella violenza. Per questo ci ha chiesto aiuto, annunciandoci che con la famiglia iniziava il viaggio della speranza.

Di fronte a queste nuove ondate di arrivi, come reagisce la popolazione locale?
Com’era stata straordinaria l’accoglienza a Lampedusa, dove ogni famiglia ha cercato di stare vicina a ogni persone che arrivava, così oggi è straordinaria l’accoglienza dei siciliani. Ad Augusta (Sr) e Pozzallo (Rg), dove ci sono stati la maggior parte degli approdi, abbiamo visto un’accoglienza davvero molto umana. Mi ha colpito per esempio che a Pasqua i parroci di queste due comunità hanno deciso di scrivere una lettera aperta ai migranti ospiti in queste terre, dando loro il benvenuto. Secondo le stime dell’Onu, le emigrazioni sono in crescita e dai 232 milioni persone migrate nel 2013, si potrebbe arrivare a 400 milioni di migranti nel 2040, in un Africa dove la popolazione passerà dagli attuali 2 miliardi di persone a 4 miliardi. Se non impariamo a cooperare, questa storia, che è solo agli inizi, si aggraverà. Per cui sarebbe importante che questa accoglienza che la Sicilia sta dando, fosse d’esempio per tutti.

Ci fa qualche esempio concreto, di questa accoglienza di cui parla?
Come a Lampedusa, spesso le famiglie siciliane in questi giorni accolgono nelle loro case i minori senza genitori, mentre le parrocchie mettono a disposizione i loro spazi. Sono segnali importanti di come la realtà di una città si apre al bisogno. Su 33 mila persone accolte in Italia, 17 mila, cioè più della metà, oggi si trova in Sicilia. Per questo occorre che tutto il paese si faccia carico di questo problema. Basti dire che solo 450 comuni italiani su 8.000 hanno aderito al progetto Sprar.

Ha appena partecipato ad un convegno sulle politiche europee per i migranti a Malta. L’isola, che secondo le denunce di molti avrebbe assunto un ruolo più defilato rispetto all’accoglienza, ha intenzione di contribuire allo sforzo dell’Italia di non lasciare vite in mare senza soccorsi?
Non è vero che Malta ha un ruolo più defilato nell’accoglienza. E non è assolutamente vero che si adopera solo per i respingimenti, come sento ripetere per esempio alla Lega. Cito solo un dato esemplificativo: con 400 mila residenti, Malta ha accolto seimila persone. Milano con 2 milioni di persone residenti, a ottobre scorso diceva di fare fatica ad accogliere 5 mila persone, che infatti sono state tutte trasferite altrove. Firenze con la stessa popolazione di Malta, ha accolto meno di 200 persone. Caso mai, quindi, il punto è che oggi Malta si pone il problema di ulteriore accoglienza, perché ha dato ospitalità come poteva. L’Italia sta contribuendo con l’operazione Mare Nostrum, che si è differenziata notevolmente da quella di altri paesi Ue, come la Spagna. Con Mare Nostrum da mesi non si sono verificati più morti in mare. È una cosa che ci fa onore, perché è stata la più grande operazione di pace e umanitaria che si potesse fare. Oggi bisogna rafforzare questa operazione di accoglienza nel Canale e di arresto dei trafficanti. A proposito, sono stati già arrestati duemila trafficanti negli ultimi mesi.

Però Mare Nostrum costa 9 milioni di euro al mese, e i fondi per finanziarla sarebbero esauriti. Forse l’Ue non sta supportando poi così tanto quest’operazione.
Non è vero che l’Ue non la sostiene, ha già versato 15 milioni di euro, e ne ha già impegnati altri 15. Inoltre l’Ue si è impegnata nei prossimi 7 anni per operazioni di questo tipo, programmando oltre mezzo miliardo di fondi solo per l’Italia per l’immigrazione. Perché però si possa continuare questo tipo di politica, la nostra preoccupazione è che bisogna superare l’ondata di xenofobia che si diffonde anche in vista delle elezioni europee.

Sono emerse altre proposte, oltre a Mare Nostrum, per affrontare questo problema in sede europea?
Il seminario a cui ho partecipato a Malta è stato organizzato dal Movimento cristiano lavoratori con tutte le organizzazioni presenti nel mediterraneo. È emersa una grande attenzione da parte di tutti al tema della migrazione, come è emersa l’esigenza che l’Europa sia attenta ai suoi stati membri non solo sul piano economico, ma anche rispetto a problemi sociali e umanitari come questo degli sbarchi. Si è avanzata la proposta di una mobilità dei richiedenti asilo all’interno dell’Europa, richiesta avanzata da molti paesi. A mio avviso, l’Europa deve accettare questa sfida o rischia di dividersi in due, Europa del sud e del nord, mettendo di fatto la parola fine al sogno della casa europea.

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12 Commenti

  1. beppe says:

    qui da noi ( lombardia ) è pieno addirittura di persone di ogni età ( es. madre e figlio ) provenienti dalla sicilia che usufruiscono di CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE per operatori sanitari e laurea infermieristica. chiedere a crocetta cosa ne fa dei circa 10 miliardi annui di euro.

  2. beppe says:

    curioso un seminario sull’accoglienza proprio a malta. che ha ributtato in mare centinaia di clandestini.

  3. Raider says:

    Ieri sera, su Rete 4, Alfano era semplicemente ridicolo. Di fronte all’evidenza che gli sbarchi stanno aumentando perchè, tramite cellulari, Interrnet e parabole satellitari, in Africa – per limitarci all’Africa, quella sub-sahariana, in particolare: mentre Alfano fingeva che il flusso più consistente venisse dalla Siria – sanno benissimo che in Italia ti vengono a prendere praticamente in Libia e Tunisia con la flotta militare, che non c’è più nemmeno il reato di clandestinità, che si parla di jus soli e i Ministri piagnucolano all’Ue che vogliono essere assistiti, trovando la Boldrini che, per conto dell’eurocrazia, dice sì al sostegno Ue in cambio di cessioni di sovranità… Espropriati di sovranità dall’Ue e da immigrati che arrivano e arriveranno in sempre maggior numero perché sanno che il programma di governo e opposizione è, da noi, “accogliamoli tutti”!

    • Hector Hammond says:

      Finirà in tragedia…

    • Raider says:

      Secondo Monsignor Perego, dunque, “ce ne sono in attesa 650.000, ecco perché ne arrivano così tanti”: sbagliato, ce ne sono chi dice 800.000, chi un milione, chi due: e ce ne saranno sempre di più proprio perché sanno che è stato deciso, senza consultare il popolo, “accogliamoli tutti”. Poi, però, il Monsignore, benché per ragioni ‘meramente’ demografiche, riconosce “questa storia si aggraverà”, per cui “occorre seguire l’esempio della Sicilia”: quando, proprio se si vuole che “questa storia” non si aggravi, sarebbe meglio seguire l’esempio dell’Australia. Monsù Perego, invece, teme ‘l’ondata di xenofobia”, non quella migratoria che “si aggraverà”: si contraddice, ma che gli importa? Gli africani che vorrebbero vivere in Occidente sono, da stime O.N.U., circa 650 milioni, senza differenze anagrafiche, di confession religiosa, di condizione sociale e senza la spinta di guerre e miserie: come dicono gli arcobalenisti e altermondialisti, hanno il diritto di andare dove gli pare e stabilirsi dove gli va: e noi avremmo il dovere di garantirgli quello che anche per noi comincia a diventare un miraggio.
      Domanda. se si aboliscono, di fatto, le frontiere, come avviene da molti anni a questa parte, quando si potrà ristabilire la sovranità sul nostro territorio? E se, di fronte a una decisione del genere, migranti di ultima o seconda o terza generazione, la prendessero male e si ribellasero, con tutte le conseguenze del caso, che si fa? Queste cose, nell’articolo non si leggono, come non c’è alcun accenno alle ricca flora e fauna batterica con cui immigrati di cui non sappiamo nulla incrementano disordine, caos, rischio di emergenze sanitarie. Infine, da siciliano, non sono così sicuro che i siciliani siano entusiasti di quello che accade: se ne fregano, al solito, ci penserà qualche altro; e spesso, senza mostrarlo, sono profondamente ostili a questa invasione programmata: ma, sapendo l’aria che tira, come sempre, si adattano: e pensano a tirare avanti come possono.

      • Antonio says:

        sacrosanta verità, post da applausi. E’l’ignavia a far credere che gli italiani vogliano tutta questa marmaglia. Finchè a non subire degrado, sporcizia, malattie, criminalità, scrocco di risorse sociali sono loro, tutto va bene. Tanto “paga lo stato” o l’UE, come se non fossero soldi dei contribuenti quelli. Ed una volta traghettati in Italia, ce ne libereremo molto, molto difficilmente di queste masse degradanti.

  4. Piero says:

    In Africa ci sono alcune centinaia di milioni di persone in grande difficoltà, tutti potenziali ‘migranti’.
    E’ evidente a tutti (eccetto che al PD e ad Alfano) che non è possibile accoglierli tutti. La soluzione deve essere un’altra.
    L’operazione ‘Mare Nostrum’ e l’abolizione del reato di clandestinità sono state iniziative ostili all’Italia, nel senso più letterale del termine.

  5. Antonio says:

    stiamo raccattando a eserciti la feccia del terzo mondo, importiamo miseria mentre laureati, tecnici, imprenditori e relativi capitali, lavoratori italiani perbene fuggono disperati. Questa gente farà solo del male all’Italia ed all’Eurpa, tra delinquenza, degrado, malattie, costi di accoglienza e mantenimento, distruzione della nostra cultura e identità, deflusso di ricchezza tramite rimesse… l’immigrazione di infimo livello ci distruggerà, questi non pagano tasse, non pagano servizi ed altro perchè eternamente indigenti, poi fanno entrare parenti coi ricongiungimenti, pretendono arrogantemente di essere aiutati, per non parlare della delinquenza (vedere dati sulle carceri): Risorse non ce ne sono più per nessuno e abbiamo già 400.000 immigrati regolari rimasti senza lavoro per via della crisi. E poi con la scellerata mare nostrum e l’abolizione del reato di clandestinità (non sostituito da forti respingimenti e rimpatri) diamo un chiaro messaggio agli straccioni di tutto il mondo di invaderci.

  6. Antonio says:

    se sono clandestini, irregolari, “sans papier”, senza lavoro e permessi vanno rimpatriati e basta, altro che far vedere 1000 euro perchè VOGLIONO andare a Milano. Ma che scherziamo. Pretendono pure dopo essere entrati illegalmente. Quei soldi requisiteglieli per pagare il rimpatrio nel paese di origine. Troppo buonismo, troppa accondiscendenza verso queste masse balorde che oramai fanno ciò che gli pare, con la connivenza di molti cittadini babbei,politici e istituzioni! La menata dei profughi deve essere rivista, è roba adatta a quando erano in pochi a richiedere asilo. Ora se tutti si dichiarano profughi che facciamo, trasbordiamo il terzo mondo in Italia? 1 Miliardo di africani? Abbiamo già i nostri delinquenti da combattere, carceri piene (40% di risorse multiculturali…), welfare ai minimi termini, degrado e accattoni ovunque, malattie d’importazione che iniziano a diffondersi (ebola vi dice nulla?). Basta immigrazione, infiniti disperati non si possono accogliere.

    • Raider says:

      I toni possono essere esasperati – ma, dati i tempi e ciò cui assistiamo da parte delle nostre istituzioni, che alternano retorica e servilismo verso l’eurocrazia, la cosa è più che comprensibile -, le considerazioni sono condivisibili e perfino, ovvie. Dispiace che anche “Tempi” si unisca al coro che glorifica le politiche dissennate dei poteri globali. Nell’articolo non c’è una sola obiezione, anche riportata, de relato; non una sola parola che non sia in linea con i dettati del politicamente corretto, nemmeno una semplice osservazione realistica che vada nel senso di un’assunzione di responsabilità anche rispetto a scelte mai messe in discussione (che so, qualcosa del tipo: Monsignore, quanti sono quelli che possiamo accogliere tutti? Dove? Come? Si può accogliere tutti indefinitamente? E se questi ‘nuovi europei’, dati i ritmi di arrivi e nascite, non avessero più alcun interesse a integrarsi, come, infatti, sta avvenendo?), è deferentemente a senso unico verso il Pensiero Unico. Anzi, tutto il timore è per ‘l’ondata xenofoba’, non per una marea migratoria mai vista: roba che, se arrivano in massa, vietato parlare di invasione; mentre, se dovessimo riportarli indietro così come sono venuti, ecco che sproloquiano di ‘deportazione’… Europa, addio!

      • Antonio says:

        ma infatti, concordo. E’ora di dre le cose come stanno, senza i peli sulla lingua imposti per troppo tempo dal “politically correct”. Col buonismo immigrazionista si stanno gettando le basi per tensioni, violenze, conflitti sociali molto gravi. Questa è gente senza nulla da perdere e, come se non bastasse, sempre protetta,accontentata e difesa demagogicamente dalla maledetta magistratura ideologizzata e politicizzata. Quando saranno in maggioranza, o comunque faranno numeri importanti e magari avranno cittadinanza ed altri diritti, i sedicenti “profughi” non ricambieranno l’imbecillità multiculturalista con altrettanto buonismo. I c.d. “migranti” (termine odioso e imposto per dissimulare il realista “clandestini”) andavano respinti molto tempo fa, per dare u n segnale forte. Inoltre paghiamo accise sui carburanti per loro, per mantenere beoni africani di 20-30 anni in alberghi ed altre strutture,questo mentre pensionati, cassaintegrati, precari… 8 milioni di italiani, fanno la fame. Queste accise andrebbero si pagate,ma per finanziare rastrellamenti e rimpatri forzati per clandestini, extracom senza lavoro, nomadi avventurieri e delinquenziali e per chiunque comunitario o meno non abbia casa,lavoro,reddito legale e sufficiente per mantenersi,permessi e documenti in ordine. Già ne prendiamo troppi regolari…a che servono 200-300.000 straccioni in più l’anno se l’economia è allo sbando ed abiamo già tanti disoccupati italiani e stranieri? A campare di scrocco di welfare o di cosa…

      • Hector Hammond says:

        Condivido le tue perplessità, il buonismo ed il servilismo ai poteri forti sta danneggiando il Cristianesimo in maniera evidente, non a tutti però.

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