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Rosatellum. Formigoni: «Questo sistema garantirà la governabilità»

ottobre 12, 2017 Francesca Parodi

«Porre la fiducia non è elegante, ma è perfettamente costituzionale e democratico». Intervista al senatore di Ap sulla nuova legge elettorale

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Ieri e oggi si svolgono alla Camera le votazioni sulla nuova legge elettorale, il Rosatellum, dopo che il governo ha accolto la proposta della maggioranza accordando la fiducia sui tre articoli principali della legge. In questi due giorni si svolgeranno quindi tre votazioni, più una quarta definitiva. Il Rosatellum è appoggiato da Pd, Forza Italia, Lega Nord e Alleanza popolare e in teoria il numero dei sostenitori era già sufficiente per farlo approvare. Tuttavia il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, da cui la legge prende il nome, ha raccontato di aver «telefonato al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia». Con questo voto il Pd ha fatto decadere numerosi emendamenti presentati dalle opposizioni che altrimenti avrebbero bloccato la legge, come accaduto a giugno con il cosiddetto “sistema tedesco”. Un altro obiettivo di questa strategia è quello di scoraggiare i “franchi tiratori” della maggioranza ad opporsi alle indicazioni di partito e a boccare la legge in sede di votazioni segrete. Il M5s e le forze di sinistra, contrarie al Rosatellum, si sono opposte alla fiducia, definendola «un atto eversivo» e «un attacco alla democrazia».

SISTEMA COERENTE. Secondo il senatore di Ap Roberto Formigoni, queste critiche non hanno ragione di esistere: «Certamente il gesto di porre la fiducia non è elegante, ma è perfettamente costituzionale e democratico. Non c’è nessuna legge che vieti di votare la fiducia, tant’è vero che il Quirinale non ha sollevato obiezioni. Siamo in una situazione drammaticamente difficile in cui la priorità deve essere data ai risultati». In questo caso, sostiene Formigoni, il risultato a cui tendere è «dare all’Italia un sistema elettorale coerente tra Camera e Senato e capace di dare ad entrambe una maggioranza omogenea. Il Consultellum al Senato e l’Italicum alla Camera garantivano solo l’ingovernabilità».

FRANCHI TIRATORI. Anzi, aggiunge Formigoni, il voto di fiducia ha evitato il rischio di un decreto legge. «Mattarella aveva detto che non si sarebbe potuto andare a votare con questi due sistemi, Consultellum e Italicum, così diversi. Allora è meglio dare un voto di fiducia e far sì che a esprimersi sia il Parlamento (organo deputato a fare le leggi elettorali) oppure promuovere tra due mesi un decreto legge del governo?». Inoltre, ricorda l’ex governatore, l’ultimo voto alla Camera sul Rosatellum non sarà con la fiducia, ma segreto, dunque i deputati contrari avranno la possibilità di bocciare la legge. «Dunque, legittimo ma poco elegante chiedere la fiducia da parte della maggioranza e fare ostruzionismo da parte delle opposizioni».
Formigoni è convinto che la legge verrà approvata alla Camera, «anche se facilmente non ci sarà l’unanimità dei voti che abbiamo invece sulla carta. I “franchi tiratori” sono un rischio fisiologico». Al Senato «vedremo se utilizzare lo strumento della fiducia o comportarci in altro modo, non abbiamo ancora preso una decisione».

COALIZIONI. Il punto di forza del Rosatellum, spiega Formigoni, è quello di «superare la frammentazione politica e favorire le coalizioni fra partiti» introducendo in Italia un sistema elettorale misto proporzionale maggioritario. Questa legge prevede alla Camera 232 collegi uninominali in cui verrà eletto il candidato che prende più voti rispetto agli avversari (dunque con sistema maggioritario). Ai partiti vicini quindi converrà stringere alleanze per favorire i candidati di coalizione. Gli altri 386 seggi della Camera verranno invece assegnati con metodo proporzionale (ogni partito cioè otterrà un numero di parlamentari proporzionale ai voti ottenuti). Lo stesso in Senato: 102 seggi assegnati con il maggioritario attraverso i collegi uninominali e 207 con il proporzionale. Uniformare le leggi elettorali di Camera e Senato, spiega Formigoni, «darà inoltre luogo a maggioranze simili o identiche e quindi favorirà l’omogeneità. Questo sistema garantirà così la governabilità, a differenza di un sistema puramente proporzionale che invece porta a stringere alleanze dopo il voto, con il rischio di non avere nessuna maggioranza».

Foto Ansa

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