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Quando le guide perdono la testa, tocca al popolo scendere in strada

gennaio 18, 2016 Alfredo Mantovano

L’Italia ha un indice di incremento demografico fra i più bassi al mondo ma continua a tartassare le famiglie. La priorità di governo e parlamento? Equiparare matrimonio e unioni gay

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

breve, fra qualche giorno, al massimo qualche settimana, il popolo delle famiglie tornerà in piazza. Lo farà in coincidenza dei lavori al Senato sul disegno di legge sulle unioni civili, che parifica al matrimonio la convivenza fra persone dello stesso sesso e apre la strada all’adozione da parte di una coppia dello stesso sesso e all’utero in affitto. Lo farà ripetendo l’esperienza del 20 giugno scorso, non perché trovi gusto nel trascorrere due notti in viaggio, pagare il biglietto del treno per sé e per i suoi senza un centesimo di sconto, e dedicare un fine settimana a questo invece che ad attività più riposanti: lo farà perché lo ritiene necessario. Userà lo stesso metro di responsabilità con il quale quando in una famiglia il padre o la madre, o entrambi, perdono la testa e iniziano a compiere azioni dissennate, gli altri sentono il dovere di prendere in mano una situazione che mai in passato avrebbero immaginato di guidare.

È un dato obiettivo che negli ultimi anni – al di là delle intenzioni dei singoli e del profilo personale di ciascuno – molte istituzioni in Italia abbiano perso la testa e abbiano adottato e adottino iniziative prive di senno. Siamo una nazione con uno dei più bassi indici di incremento demografico al mondo, grazie a leggi che ignorano i carichi familiari e tassano sulla base della percezione del reddito individuale, e non della composizione della famiglia del lavoratore, e che cosa fa l’ultima legge di stabilità? Regala mance con generosità (che effetti straordinari avranno i 300 milioni di euro corrisposti ai diciottenni per comprare i biglietti del cinema o del concerto!) e omette misure serie e stabili per convincere le famiglie a mettere al mondo qualche figlio in più.

Nel 2015 è aumentata la forbice fra nati e morti, con un saldo negativo che – a numeri definiti – supererà le 150 mila unità e il parlamento, su impulso del governo, individua come priorità porre sullo stesso piano una coppia formata da un uomo e una donna che si sposano con una coppia omosessuale, che di regola non è solita regalare nuove nascite. Dopo tanti anni si riprende – madri e neonati – a morire di parto, ma le regioni, cui compete l’organizzazione e la funzionalità del sistema sanitario, invece di dedicare maggiore cura alla maternità preferiscono complicare l’esistenza dei medici obiettori di coscienza: cioè dei sanitari più attenti alle ragioni della vita. E i rischi per la salute delle donne sono destinati a moltiplicarsi, se si diffonderà pure in Italia la pratica schiavistica dell’utero in affitto, esito obbligato dell’approvazione del ddl Cirinnà: sia delle donne che si sottopongono alla elettrostimolazione ovarica per “donare” (a pagamento) l’ovulo, sia di coloro che accettano di ricevere nel proprio corpo chi sarà il figlio giuridico di altri.

La confusione in cattedra
Si coglie, ancor più che in passato, disorientamento fra gli adolescenti, molti dei quali patiscono l’assenza o l’esiguità di figure educative, e si continua a tollerare, se non a favorire, la diffusione a scuola dell’ideologia del gender, il cui esito culturale, veicolato da testi pseudoscientifici di editori da sempre radicati nella scuola, è la disarticolazione dei riferimenti culturali più elementari. L’adozione gay, pur essa inclusa nel “pacchetto” unioni civili, renderà il quadro più difficile, poiché sostituirà alla duplicità delle figure dei genitori – la cui diversità di sesso è essenziale per la crescita equilibrata del bambino – la duplicazione di una delle due figure, per giungere a quella che è stata opportunamente definita una povertà genitoriale programmatica.

Si moltiplicano i casi di incidenti stradali dalla causale inspiegabile, per lo meno fino a quando – e se – si scopre che il responsabile prima si era strafatto di alcool o di droga, e il parlamento discute, anche qui su impulso del governo, della depenalizzazione di stupefacenti che sono tanto “leggeri” quanto è “pesante” l’ignoranza di chi li qualifica così. Nella “casa Italia” chi dovrebbe assumere decisioni di responsabilità è oggettivamente ammattito. La novità è che il popolo non solo se ne è accorto, ma scende in strada per richiamare a ragionevolezza. Non tutto in questo 2016 comincia male.

Foto Ansa


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41 Commenti

  1. Giovanni Malaspina scrive:

    “il popolo delle famiglie tornerà in piazza”

    … il popolo delle famiglie cattolico, e non lo fa perchè lo ritiene necessario ma perchè rende onore alla sua condizione di gregge Cristiano e decisamente disinformato sotto l’onda d’urto della propaganda per la quale se due gay si sposano allora gli uomini si possono sposare con gli animali.

    Il matrimonio gay è già realtà proprio nei Paesi più liberi da condizionamenti religiosi, e ovviamente non è accaduto nulla delle profezie nere citate da Bagnasco.

    Il matrimonio gay è un diritto umano come già citato in sede Europea, famiglie omosessuali che possono adottare, che già esistono ed esisteranno sempre e che da sempre contribuiscono alla società con il loro lavoro e i loro contributi e che per questo hanno il diritto UMANO ad essere riconosciute e tutelate.

    Purtroppo per il Cristianesimo, la religione dell’Amore, i gay sono da sempre maledetti nella Bibbia e nei suoi Testi Sacri pertanto sono considerati una minaccia alla sua autorità e alla sua credibilità (a meno che non tradiscono la loro natura diventando finti eterosessuali rientrando così nella categoria ammessa dai Sacri Testi).

    Anche i cattolici, se pur membri di un gregge, hanno il dovere di pensare con la loro testa ed essere obiettivi.

    • Paxvobis scrive:

      Strawman fallacy…questa sconosciuta..

    • viccrep scrive:

      quanto sei disinformato
      la famiglia naturale uomo donna esiste da sempre ancor prima del cristianesimo e di ogni altra religione è il fondamento della società. la famiglia gay non è mai esistita non avendo alcun fondamento ed essendo incapace di procreare oggi la scienza medica è in grado di rendere le donne e i figli oggetto acquistabili sul mercato dei poveri.
      la copia gay è una copia di persone che della famiglia naturale non ha nulla da spartire e solo in stati così detti progressisti si vuole equipararla attraverso leggi menzognere che negano la realtà per esaltare capricci definendoli amore.

      • Giuseppe Malaspina scrive:

        Le famiglie gay (almeno per ciò che ne sappiamo) non sono mai esistite perchè frutto del progresso civile che ha conseguito con tanta fatica, e quasi sempre ostacolato proprio dalla religione, traguardi importanti: la democrazia, l’equiparazione dei sessi (ancora in divenire) e il voto per le donne, l’abolizione della schiavitu ecc..

        Se la società naturale è fondata sulla famiglia allora, poichè i gay fanno naturalmente parte della società, ha perfettamente senso anche la famiglia gay: negarla significherebbe negare che i gay fanno naturalmente parte della società.

        Inoltre i gay pagano i contributi, lavorano e possono adottare quindi non c’è NESSUNA ragione razionale per impedirgli di formare una famiglia legalmente riconosciuta.

        In caso contrario lo Stato dovrebbe sgravare i gay dal pagare parte delle tasse, e dovrebbe ammettere che i gay non sono parte della società naturale e questo sarebbe gravissimo, un gravissimo regresso civile oltre che una menzogna.

        Mi dispiace che il Cristianesimo sia cosi debole che per giustificare la propria autorità abbia bisogno di colpire le minoranze.
        Questa vostra crociata ossessiva contro i gay è su un binario morto.

        • underwater scrive:

          Il tuo progresso civile ha già affossato l Impero romano sotto i colpi dei vari Caligola, Nerone, Adriano, Eliogabalo. Roma è caduta quando al vertice si giocava alle principesse e si alzavno piramidi agli amanti. Un Impero romano cristianosarebbe andato oltre il 476, se lo Stato non fosse stato dissanguato da 200 anni di fantasia al potere e corrispettiva anarichia militare. Il vostro progresso lo abbiamo già assaggiato, per questo non lo vogliamo più.

          • Emanuele scrive:

            …veramente l’impero Romano è andato ben oltre l’anno 1000… ad oriente, dove appunto come dici tu gli imperatori facevano gli imperatori e non le principesse.

            • underwater scrive:

              Non sarei così apodittico. I Bizantini avevano le loro gravi tare, che li hanno affondati.

        • Stefano Voli scrive:

          Dire che ha senso una cosa che non esiste è di per sé una cosa che non ha senso. Negare la famiglia gay è come negare il ghiaccio caldo. Non si nega. Si afferma che non esiste.

          Dire che i gay fanno parte della società è diverso dal dire che i gay fondano la società. La società è fondata sul matrimonio, non sui gay, non sui politici, non sui preti, non sulle suore, non sui cani, non sulle aziende, non su tutto il resto. Solo sul matrimonio.

          Quella contro i gay non è una crociata, perché non ha a che fare con la croce, almeno per molti. E non è nemmeno “contro” perché non mette in antitesi due realtà, etero ed omo, ma difende una istituzione naturale, il matrimonio, “contro” qualcosa che non esiste.

    • diabolik scrive:

      ah malaspina o come te chiami,In confidenza,quanti bicchieri de sambuca te sei scolato prima di spara’ ste fregna..e ?

  2. filippo81 scrive:

    Le guide occidentali, secondo me, non hanno perso la testa, anzi …semplicemente ubbidiscono a ” ordini superiori”, non tenendo affatto presente la volontà dei cittadini comuni.

  3. angelo scrive:

    Mi spiace per gli “omo” ma il loro continuo “scimmiottare” usi e cerimonie “etero” la loro continua ricerca all’omologazione “etero”, nasce dalla loro incapacità di essere se stessi fino in fondo, si sentono diversi ma non l’accettano, non possono “procreare” e ricorrono a mille escamotages senza pensare che comunque un “essere” è frutto dell’unione tra un seme maschile ed uno femminile, due semi dello stesso genere non producono niente. E’ la natura.

    • MicheleL scrive:

      L’omosessualità ha un ruolo naturale, gli omosessuali sono buon genitori quanti gli altri. Questa è la natura. Il resto è pregiudizio, dogma e presunzione.

      Alcuni riferimenti:

      What We Know Blog della Columbia University (Omosessualità e omogenitorialità, collezione di studi autorevoli)

      Evidenza che fattori ereditati sulla linea materna favoriscono omosessualità e fecondità femminile (in inglese)
      Camperio-Ciani, Andrea, Francesca Corna, and Claudio Capiluppi. “Evidence for maternally inherited factors favouring male homosexuality and promoting female fecundity.” Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences 271.1554 (2004): 2217-2221.

      Bagemihl, Bruce. Biological exuberance: Animal homosexuality and natural diversity. Macmillan, 1999. (in inglese)

      • Giannino Stoppani scrive:

        Tutte acclarate balle.
        E non chiedere di argomentare, ché abbiamo già dato.
        Ciao troll.

      • Toni scrive:

        Nel tuo club circolano queste informazioni.

        Ogni perversione (e quante ce ne sono …pedofilia, stupro ecc.) presente in natura ha una suo ruolo naturale.

        I genitori gay sono” buon genitori quanti gli altri” (e “non è natura” comunque, ma patacca)? Anche a prenderla per buona (ed io non lo faccio)… non è di per se una buona cosa se si tiene conto della condizione giovanile d’oggi. Giusto sarebbe dire che sono pessimi genitori al pari degli altri con sventura aggiuntiva. Sull’ernia un bubbone.

      • Andrea UDT scrive:

        MicheleL, non dovrei nutrire e assecondare le tue trollate.
        Ma l’occasione è ghiotta e credo che anche agli altri commentatori farà piacere leggere questo stupendo articolo (circola liberamente sui blog, non credo si violi il diritto d’autore in caso contrario chiedo scusa all’autrice):

        SILVANA DE MARI – Di gravidanza e di parto si può morire e si muore. Il corpo della madre ne porta i segni per sempre anche quando tutto è andato bene. Anche nei parti più normali e fisiologici sia madre che figlio ne escono dolenti e stremati, dopo di che inevitabilmente si abbracciano, a meno che il neonato non sia immediatamente
        sequestrato per essere lavato e messo in un’insopportabile culla sterile, dove i suoi polmoni saranno spinti allo spasimo in un dolorosissimo pianto nella inutile
        ricerca di qualcuno che lo consoli (pratica ormai abbandonata, fortunatamente).

        L’abbraccio, l’odore della pelle, provoca in entrambi una sensazione di piacere
        mediata dalle endorfine. Questa scarica di endorfine è enorme nel neonato e ulteriormente aumentata da quelle contenute nel latte materno. Solo dove c’è dolore può esserci consolazione. Che il parto umano sia così lungo e doloroso secondo alcuni fisiologi favorisce un attaccamento così grande da permettere una vicinanza lunghissima, di molti anni. L’attaccamento madre/figlio è l’emozione più potente che esista in natura e su questa è basata la sopravvivenza della vita.
        Tutte le altre emozioni sono pallide imitazioni. Chi ha sentito una vita muoversi dentro di sé, chi ha provato il dolore dal parto, che sa quanti rischi anche mortali gravidanza e parto vogliono dire, che intensa felicità dia il primo sorriso del bimbo (verso i due mesi, quasi sempre quando sta succhiando il latte, si interrompe, guarda mamma e poi sorride), sa di cosa si stia parlando.

        È questa lunghissima vicinanza, basata sul dolore dell’allontanamento e sulla gioia della vicinanza tra madre e figlio, il fatto che il piccolo non sia sbattuto a cavarsela da solo dopo pochi anni, che permette il processo educativo, il fatto che ogni generazione trasmetta il proprio sapere alla successiva che non riparte più da zero.
        Il processo educativo è la base della civiltà umana. Dove non c’è madre che possa consolare, il dolore resta non consolato, una ferita aperta. Quello che succede negli orfani. Essere separati dalla madre è una ferita primaria.

        Sulla gravidanza, il periodo in cui il feto e la madre condividono i neurotrasmettitori si fa tutto l’adattamento epigenetico, l’adattamento che permette la sopravvivenza della specie. Se mamma ha sofferto la fame durante la gravidanza, il bambino avrà una forte tendenza a ingrassare (dove non c’è roba, meglio metterla da parte), e a non essere troppo alto (dove c’è poco, meglio non sprecare). Se la madre ha vissuto in condizione di stress alto, bombardamenti, violenza, il bambino tenderà ad essere estremamente ansioso e più facilmente aggressivo.

        Una mia carissima amica suonatrice di liuto durante la gravidanza del suo secondogenito ha provato tutti i giorni un pezzo di musica del barocco napoletano in previsione di un concerto dato all’ottavo mese di gravidanza. Dopo di che non ha più suonato quel pezzo. La volta in cui la radio lo ha trasmesso, suo figlio di quattro anni ha cominciato a canticchiarlo anticipando le battute.

        Il legame madre figlio è sacro. Quando il legame con la madre è spezzato il bambino per tutta la vita esprime ormoni da stress, sempre, anche quando sembra tranquillo e moltiplica il rischio di sviluppare una depressione grave, oppure una malattia fisica. Stesso discorso per la madre. Chiunque lo spezzi volutamente questo legame commette un crimine. Nell’onnipresente figura dell’orfano, personaggio chiave di tutta la letteratura fantastica c’è questo dolore assoluto. Nel bel libro “Milioni di Farfalle”, il neurochirurgo Alexander, adottato piccolissimo da una meravigliosa famiglia adottiva, ci spiega come questo dolore non sia MAI superabile. Tra l’altro il suo è anche un bellissimo libro per superare definitivamente la paura della morte.

        Aimee Mullins ha subito una ferita primaria: l’amputazione delle gambe all’età di un anno. Questo non le ha impedito di diventare una modella, un’atleta e di correre i 100 metri. L’essere umano è una creatura straordinaria. É nel dolore che gli dei ci rendono visita, è nelle ferite che incontriamo Dio. Perdere le gambe è una ferita primaria come è una ferita primaria perdere la madre o non avere il padre. Una ferita che l’essere umano può superare perché questa è la nostra straordinaria natura. Mio suocero è nato orfano di madre, morta per darlo alla luce. Questa ferita credo lo ha reso un padre molto severo, ma non gli ha impedito di essere un nonno dolcissimo. Capitani di industria e fondatori di imperi sono usciti da orfanotrofi, ma la ferita esiste, come esiste il velo di tristezza che questa bellissima donna nasconde quando al mattino deve scegliere quale delle coppie di gambe mettere (ne ha diverse a seconda del tacco).

        Esistono bambini senza madre, morta di parto, esistono bambini che non conoscono il nome del padre, e questi bambini lo superano, ma lo superano nel dolore. Affermare che non è importante per un bambino avere padre e madre e che siano i suoi perché ci sono bambini che non li hanno e se la cavano, ha lo stesso senso che affermare che non è importante avere le gambe perché ci sono bellissime persone che ne fanno a meno e vincono anche le olimpiadi. Far nascere un bambino orfano di padre, figlio di donatore anonimo, con metà del suo senso di identità spazzato via è un crimine paragonabile all’amputazione di una gamba, tanto se la cava lo stesso. La perdita della madre, della donna che ha portato la gestazione, è una catastrofe tale che per tutta la vita restano alti gli ormoni da stress, è come amputate le gambe per il gusto di amputarle, tanto poi ci sono le protesi.

        Se non siete in grado di concepire o di portare una gravidanza, non usate il corpo di una donna povera, ma accettate che non è vostro destino essere madri. Se semplicemente non avete voglia di portare la gravidanza perché avete di meglio da fare, continuate a farlo e lasciate perdere l’idea di diventare madre facendo altro. Se volete diventare madre, ma non siete in grado di accettare e amare il corpo di un uomo, allora lasciate perdere: non avrete la capacità di amare il corpo maschile di un figlio maschio e di far capire a una figlia femmina il valore della femminilità. Se volete diventare padri, ma il corpo di una donna non vi affascina, non siete in grado di diventare padri. Prendete atto della cosa. Diventare genitori a distanza di un bambino e di una mamma poveri, anche una piccola distanza, che questo bambino vi conosca, che siate i suoi zii, che possiate vederlo crescere, essere fieri dei suoi successi e allora sarete persone che portano luce nel buio e ordine nel caos. Altrimenti diventerete persone che distruggono l’ordine verso il caos e annientano la luce nel buio. Fate il contrario.

        • giovanna scrive:

          Sì, buonanotte, Andrea, e gli 80studi80, dove li mettiamo ?
          La famosa telefonata con la trollona, nulla di fatto, vero ? :-)
          Purtroppo con la trollona non c’è lotta : la sua problematica psichica pesante le fa rimbalzare tutto.
          Noi ci appassioniamo, ce la prendiamo, mettiamo noi stessi in queste discussioni…la poverina non ha nulla da metterci,nulla da rimetterci, ha un distacco da tutto che fa impressione, solo trollare, trollare, trollare , per riempire il vuoto tremendo della sua vita.
          .
          ( bello quello che hai postato, ma nulla che una mamma, come me, non sappia già e che non sappia nel suo cuore chiunque sia figlio, cioè tutti noi, non che sia scontato, naturalmente, dunque…bello condividerlo )

          • Andrea udt scrive:

            Giovanna, sei mamma: sai già tutto.

            E’ per gli uomini alla MicheleL. Tanto per allargare lo spettro dei loro “studi”

        • Sebastiano scrive:

          Grazie!

        • Edo scrive:

          Chapeau, Andri, veramente!

      • Carla scrive:

        Padre e Madre. Padre e Madre . i bambini hanno diritto a questo. tutto il resto è pedofilia. Tranne che a dei genitori non lo perdoneremmo, a due gay si.

  4. Riva scrive:

    E questo figlio già esistente, il partner , come lo ha avuto? non certo da una precedente relazione eterosessuale perché in tal caso il bambino, avendo già un padre e una madre, e non essendo in stato di abbandono morale e materiale (condizione per essere dichiarati adottabili) non può essere adottato da una terza persona (il compagno del padre del bambino). Perciò questo figlio è arrivato per forza da una donna (una schiava) che ha affittato il proprio utero.

  5. angelo marchina scrive:

    A proposito dei bambini, leggo e riporto:

    Parlando in generale, istituzionalizzare le adozioni per i gay è qualcosa che NESSUNA CIVILTA’ negli ultimi 4mila anni ha mai provato a fare o anche solo tollerare informalmente, per cui parliamo di fare un esperimento. Con dei bambini.

    Negli anni ’60 la stessa “intellighenzia” che oggi sostiene le adozioni per gay spiegava che il fattore chiave per un bambino era la felicità dei singoli genitori, per cui se divorziando questi poi stavano meglio, anche lui ne avrebbe beneficiato. 30 anni dopo l’evidenza di quasi tutti gli studi indica che non è così, che i bambini soffrono, in media, dai divorzi.

    Lo stesso è avvenuto nel caso di donne che da sole allevano bambini senza la presenza del padre. Per l’intellighenzia progressista non era un problema (e Hollywood ha prodotto dozzine di film per mostrare come la società bigotta osteggiasse tante coraggiose ragazze…). Purtroppo invece, di nuovo l’evidenza ha mostrato specie in America che socialmente è un disastro: crescere senza padre è correlato con criminalità, fallimento scolastico e altre patologie (questo nella media dei milioni di persone, poi lo so che ci alcuni che sono diventati miliardari o artisti famosi…). Per la società nel suo insieme però si tende ora a concordare che allevare dei bambini, specie maschi, in presenza del padre sia meglio.

    Perchè fare ora un terzo esperimento sulla pelle dei bambini dando retta alla stessa intellighenzia ?

    • Giuseppe Malaspina scrive:

      Dopo aver smentito la vostra tesi sulla famiglia naturale rispondo ai commenti precedenti.

      — xTony

      Mi scusi sta forse insinuando che i gay sono dei pervertiti?

      Se è cosi allora ha dimostrato che la cultura cristiana è omofoba…. di natura!

      Il resto del suo post è confuso quanto lei stesso.

      La invito cordialmente a riflettere sulle sue posizioni.

      — xMarchina

      La posizione del Cristianesimo è quella che ho evidenziato nei post precedenti, i bambini nonc’entrano nulla.

      La dimostrazione è presto data: senza step-child adoption siete forse favorevoli alle unioni gay?

      La risposta è NO e quindi è inutile citare i bambini e questo dimostra che cercate solo pretesti.

      Ora un chiarimento sulle adozioni:
      la step-child adoption non implica l’utero in affitto,
      l’adozione del bambino avuto da precedente relazione è fondamentale per dare garanzie al bambino stesso,
      l’utero non può certo essere oggetto di compravendita ma certamente di donazione come ogni altro organo ed è uno dei gesti più nobili che una persona può fare,
      la medicina ufficiale si è espressa affermando che, ovviamente come già avviene in altri contesti, l’educazione NON dipende dal genere dei genitori pertanto non c’è alcun esperimento…

      alla fine di tutto questo siete favorevoli alle unioni gay?
      L’importante è essere obiettivi per non finire su un binario moTTo :) !

      • giovanna scrive:

        Brava, trollona Stanislao Moulinsky-michelel-giuseppe malaspina !
        Credi che Toni non ti avesse sgamato ?
        Ma lui è di un’altra pasta dalla tua e ti dà da mangiare perché capisce che senza quel po’ di cibo che raccatti qui non ce la faresti a tirare avanti.
        Che poveraccia, poveretta.
        Dei matrimoni gay te ne importa meno di zero, l’importante è trollare e ( illudersi di ) prendere in giro il prossimo, per non guardare troppo l’abisso.

      • Toni scrive:

        Giuseppe Malaspina
        sulla perversione il suo è un giudizio arbitrario. Ho detto solo che in natura esistono comportamenti quali la pedofilia, lo stupro singolo e di gruppo, la zoofilia, l’incesto . Chiamare in causa la natura non conviene per supportare qualcosa come giusta .

        Non trovo confuso quello che ho scritto: non credo che in generale i bambini crescono bene, la famiglia subisce degli attacchi finalizzati a distruggerla da decenni. La figura del padre è stata demolita quella della madre non sta meglio. Per cui trovo falso parlare di bambini che crescono bene nella condizione affettiva educativa ecc. odierna. Trovo patologica già la normalità. Per cui quando si dice che un bambino cresce” come gli altri” con due gay di partenza mi vengono i brividi. Detto ciò, in verità, sono molto più pessimista e ritengo che la condizione di un bambino privato di una vera madre e di un vero padre subisce una devastazione.

        • Toni scrive:

          Ci sono cascato…. era l’imbecille di shiva101…. Solo un imbecille di prima grandezza poteva trarre conclusioni del tipo “Se è cosi allora ha dimostrato che la cultura cristiana è omofoba…. di natura!”

          Ti hanno dimesso?

          • giovanna scrive:

            Toni, io ci ho provato ad avvisarti, onestamente si capiva lontano un miglio che si trattava della trollona in versione shiva !
            Ricordi la prima legge del troll, su questo sito ? Chiunque intervenga contro la linea di Tempi e dei suoi lettori…è la trollona !
            D’altra parte, chi altri potrebbe intervenire per discutere , quando tutto lo spazio è occupato dalle sue trollate ?
            Ciao, Toni.

            • giovanna scrive:

              E lo sai, Toni, cosa mi dispiace di più ?
              Non il fatto di essere presi in giro da cotanta fannullona, ma il fatto che , andandole dietro, le concediamo di guidare la discussione, con argomenti che non c’entrano un fico secco, deviando dal cuore dei problemi man mano evidenziati dagli articoli di Tempi.
              E siamo costretti a ripetere sempre la stessa broda, in risposta alla sua broda indigesta.
              Onestamente, sarebbe stato mille volte più interessante discutere delle intelligenti e sincere considerazioni di Mantovano.
              E invece ancora qui a discutere se l’omosessualità sia o no una perversione, con tutte le scemenze che questo discorso spesso porta con sé.

              L’argomento era :”La novità è che il popolo non solo se ne è accorto, ma scende in strada per richiamare a ragionevolezza. Non tutto in questo 2016 comincia male”.
              E io mi auguro , per la mia famiglia, che il cambiamento di rotta che chiederà il popolo che scenderà in strada, sia di monito e di esempio a politicanti privi di scrupoli, attenti solo alla legge del più forte e del più danaroso.

            • SSusanna Rolli, ma perchè non andava bene, prima? scrive:

              Ciao Gio’, mi intrometto tra te e Toni..
              Guarda che il fiuto speciale che hai tu di riconoscere i trolls (senza new davanti :) , anzi, the old trolls -sarebbe meglio dire!) non l’hanno mica tutti! Solo tu non ci sei mai cascata, e questo la dice lunga!!
              Ciao, e grazie!

      • diabolik scrive:

        ah malaspi’, e insisti ! Ma il tuo medico non ti aveva raccomandato di evitare gli alcoolici ? Ce sei ricascato !

      • EquesFidus scrive:

        Non rispondete a Shiva101, sotto mentite spoglie e nickname multipli, per favore.

        • diabolik scrive:

          Facce divertì pure a noi Eques Fidus, i commenti di shiva alias malaspina alias 100 nicknames sono
          una alternativa ai Films di Totò, Chaplin o Troisi, cioè ESILARANTI !!! ah ha ah

  6. angelo marchina scrive:

    Nonostante tutte le scoperte della scienza e le più spregiudicate e avventurose applicazioni della tecnica scientifica,dai rapporti intimi tra due persone dello stesso sesso non nasce un bambino; perciò in tutte le epoche ,in ogni società e cultura, a qualsiasi latitudine o longitudine si è dato riconoscimento sempre e soltanto alla coppia eterosessuale che fa NATURALMENTE figli.
    Chiamare matrimonio l’unione di due persone dello stesso sesso è, con tutto il rispetto per le persone – non necessariamente per le loro scelte – un insulto alla realtà delle cose e al senso comune non meno che al senso del ridicolo.
    E’ preoccupante il servilismo con cui ci si sdraia proni di fronte all’ideologia omosessualista basata, come tutte le ideologie, su una menzogna, la seguente: che le differenze siano discriminanti e perciò si possano, anzi si debbano cancellare con apposita legge. Le differenze , in quanto tali si rispettano, ma non si possono cancellare per legge. E continua poi a sconcertare l’indifferenza brutale nei confronti dei bambini ridotti ormai a cose, oggetti di diritti altrui, ovvero – per chiamare le cose con il loro nome – schiavi.

  7. giesse scrive:

    Civiltà è ciò che è miracolosamente scampato allo zelo dei governanti (Gomez Davila)

  8. giovanna scrive:

    trollona, qui giovanillo, cioè Stanislao moulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti, a nanna !

  9. pietro scrive:

    il cattolicesimo sta al vero messaggio di cristo come il fascismo sta alla democrazia

  10. mario locatelli scrive:

    Buon giorno, come parrocchia s.Agostino Milano abbiamo preso i biglietti con ITALO a 79 euro (stessa tariffa per adulti e ragazzi).
    Abbiamo circa dieci biglietti in più per il treno 9967 delle 9:15 da Milano Centrale con rientro da Roma Termini alle 18:45 treno 9940.

    Se siete interessati indicatemi come contattarvi.

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Yamaha Tracer 700, si candida per il ruolo di protagonista nel segmento crossover di media cilindrata. Finiture e qualità sono degne del marchio che porta. Agile e leggera offre una guida molto divertente richiedendo poco impegno e non si tira indietro se si tratta di viaggiare. Le manca solo un monoammortizzatore più completo.

Disponibile in oltre 60 città italiane e 300 europee permette di gestire tutte le operazioni relative alla sosta, pagamento compreso.

Una rassegna espositiva racconta gli straordinari artigiani che nel ‘900 fecero della bicicletta un'opera d’arte, i grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo, i personaggi che lanciarono le due ruote e gli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

Il restyling della cinque porte bavarese porta in dote un aggiornamento della connettività e dei servizi d’infotainment sulla falsariga di quanto introdotto dalla nuova Serie 3. Gamma motori da 150 a 326 cv e consumi ridotti del 14% rispetto al passato.

Il prezzo d’attacco è prossimo a 10.000 euro, ma non per questo sono una scelta povera. Ecco una guida alle utilitarie più economiche, performanti e meglio accessoriate.

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