Google+

Perché lo spot di Coca-Cola è un successo mondiale? Perché mostra, senza banalizzarla, la bellezza della famiglia Video

gennaio 11, 2014 Laura Guadalupi

Lo spot pubblicitario della Coca-Cola Life viene dall’Argentina e afferma in modo realistico la tensione dell’uomo verso il bene

bambino-coca-cola-spottratto da Zenit.org – Viene dall’Argentina e in poche settimane ha raggiunto milioni di visualizzazioni su Internet. È lo spot pubblicitario della Coca-Cola Life, il nuovo prodotto del colosso americano, venduto per il momento solo in Argentina e Cile.

La pubblicità è uno degli strumenti della comunicazione d’impresa; qualcuno direbbe che è l’anima del commercio. Si sa per certo che consiste nel presentare un prodotto o servizio, in maniera tale da indurre potenziali consumatori a prendere in favorevole considerazione l’offerta. La pubblicità non vende – quanto meno non lo fa in senso letterale – però contribuisce indirettamente alla vendita, creando notorietà e interesse intorno all’oggetto del suo messaggio persuasivo. Il corrispondente termine inglese è, per l’appunto, advertising, che deriva dal latino advertere, cioè rivolgere l’attenzione verso qualcosa o qualcuno.

In tal senso la Coca-Cola ha già raggiunto l’obiettivo di tessere una rete globale di popolarità intorno alla nuova bevanda, grazie alla diffusione quasi virale dello spot pubblicitario sui social network, dove viene condiviso e commentato in vario modo. Perché tanto clamore? Senza entrare nel merito dei discorsi circa la multinazionale o la natura del prodotto in sé, cerchiamo le risposte nell’analisi del testo pubblicitario.

 Il concept dello spot riguarda l’essere genitori e viene sviluppato attraverso il racconto per immagini della quotidianità di una giovane coppia a partire dal momento in cui il test di gravidanza dà esito positivo, fino ai primi mesi di vita del nascituro. Tutto sommato la sceneggiatura è abbastanza semplice, il che non significa prevedibile, perché la buona riuscita di un testo mediatico è spesso legata a doppio filo alla rottura degli schemi, quindi alla sorpresa che ne scaturisce.

Non ci sono particolari effetti speciali, nessuna di quelle moderne animazioni in CGI (Computer-generated imagery). Niente parole tra i protagonisti, solo comunicazione non verbale e una colonna sonora azzeccata che accompagna l’emotività del tema. Sui volti degli attori è dipinta l’esultanza nello scoprire che presto diventeranno genitori, dalla gestualità si evince la tenerezza dell’amore sponsale e famigliare. Ma lo spot è anche il racconto delle notti insonni per il pianto del neonato, dei piccoli guai casalinghi causati dal bambino, come tirare la tovaglia della tavola apparecchiata o danneggiare un disco in vinile. A conclusione di giornata il più classico dei finali: la coppia crolla in un sonno profondo, distrutta per la stanchezza.

Insomma, non è proprio lo stereotipo della famiglia tutta sorriso e niente problemi. Sono rappresentate realtà comuni a tante coppie alle prese con figli piccoli, pertanto la narrazione non aveva bisogno di parole, è bastato attingere al vocabolario dell’esperienza, dove gioie e difficoltà si mescolano nella vita di chiunque.

Di solito è il modo in cui si affrontano le vicissitudini a fare la differenza e talvolta si tratta di circostanze inattese. I pubblicitari, forse nel tentativo di rendere lo spot il più verosimile possibile, vi inseriscono quindi un elemento di rottura che va ad alterare la prevedibilità: l’arrivo di una seconda gravidanza. Come reagiranno i neogenitori, già stremati dal primo figlio? Sembra che la donna sia preoccupata nel dare la notizia al compagno, il quale reagisce con uno stupore un po’ ambiguo, non si sa bene in quale emozione sfocerà il suo sguardo. Qualche attimo disuspense e l’uomo esplode in un entusiasmo condiviso con la donna. Entrambi accolgono con gioia incontenibile la bella notizia, il che potrebbe sembrare ovvio, ma allora non dovrebbe esserci l’istante di sospensione che invece c’è. Il punto è che spesso la famiglia viene raccontata dai media come un insieme di complicazioni, una sorta di ostacolo alla propria indipendenza e realizzazione personale. In pratica, un luogo di infelicità piuttosto che di felicità, dove persino un evento come la nascita di un figlio può diventare motivo di divisione, se non addirittura di crisi. Ecco perché nello spot ci si chiede, per un attimo, se i due saranno felici del secondo bebè in arrivo. Risposta affermativa: quando l’amore arriva, è naturale rispondere con un sì al suo invito.

Forse il successo dello spot risiede proprio nell’aver elaborato un concept positivo e al tempo stesso realistico dell’essere genitori. Quando si mette in luce la bellezza della famiglia, pare quasi di aver partorito un’idea originale, innovativa, perché in contrasto con i cliché disfattisti a cui la cronaca ci ha abituato. Eppure cosa c’è di nuovo nell’affermare la tensione dell’uomo verso il bene? Bisognerebbe solo capire qual è il tipo di bene a cui si tende. Piuttosto che esibire la sterilità dell’amore egoistico di chi vuol essere amministratore unico del proprio spazio e tempo, lo spot pubblicitario preferisce mostrare l’amore fecondo di chi, nel rapporto di coppia, si apre all’altro e accoglie con naturale contentezza il dono di una nuova vita. La famiglia è raffigurata come l’unione di quanti scelgono nella concretezza della quotidianità di affrontare insieme quello che la vita riserva, nel bene e nel male. Unione che si manifesta in gesti affettuosi come può esserlo un abbraccio, che guarda caso è l’immagine di chiusura dello spot, mentre in sovraimpressione compare ilpay off: “Stappa la tua naturalezza”, affiancato dal brand del prodotto. Stappare una bottiglia di Coca-Cola Life è naturale come metter su famiglia, sembrerebbe suggerire il messaggio pubblicitario.

Ebbene la naturalezza è l’idea concettuale su cui l’anima del commercio punta per conquistare potenziali acquirenti della nuova bevandaLa Coca-Cola Life viene inquadrata nelle scene più importanti che descrivono la spontaneità dei due genitori, ma ancora non basta per favorire l’associazione di idee. Il collegamento è reso esplicito dal pay off ed implicito da una ripetizione cromatica che opera a livello formale. L’etichetta del prodotto appena lanciato è di colore verde, che è anche il simbolo della natura. Non c’è fotogramma che non abbia almeno un elemento di questo colore. Verde è il giardino in cui è immersa la casa, verdi sono i divani del salotto dove avviene l’annuncio delle gravidanze. Verde è il parco dove i genitori passeggiano con il neonato e si voltano a guardare una coppia che fa footing: si ricordano di com’erano prima di avere il bambino.

Nelle intenzioni dei pubblicitari, in definitiva, la bevanda viene associata all’idea di natura tanto sul piano del contenuto, dove è messa in rapporto al ruolo dei genitori, quanto sul piano della forma, nella ricorrenza cromatica del verde. Il risultato è uno spot che lascia il sapore delle cose semplici. In un mondo assetato di buone notizie, questo esempio di comunicazione mediatica disseta il bisogno di recuperare la propria vocazione naturale alla felicità, all’armonia con il prossimo e con l’ambiente.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

30 Commenti

  1. Antont scrive:

    Solo un italiota come Barilla c’è cascato come un pollo.

  2. Luca scrive:

    Finalmente qualcuno che pensa ai bambini!

    • Q.B. scrive:

      Si luca, c’è un sacco di gente che pensa ai bambini perché li genera e li ama, allo stesso modo in cui ha fatto tua madre con te. Pensa te che strano questo mondo.

      • luca scrive:

        no qb tu non pensi ai bambini, pensi ai bambini che un giorno saranno etero. altrimenti ti spenderesti per costruire un mondo più accogliente per TUTTI i bambini non solo per quelli che piacciono a te!

        • Q.B. scrive:

          Ah si certo, li seleziono su base genetica. Ma ti leggi quando scrivi?

          • luca scrive:

            no che non li selezioni, ma di sicuro prepari un mondo che sarà accogliente solo per quelli che saranno etero, interessando di fatto solo di loro

            • Q.B. scrive:

              Il mondo deve essere accogliente per tutti, a maggior ragione per chi soffre, definizione quest’ultima che per le ragioni più disparate coinvolge tutti, me e te inclusi.

              E ti rivelo una cosa agghiacciante: 1. essere homo non ti rende monopolista del dolore, vittima unica e prima delle ingiustizie di questo mondo, basta aprire gli occhi rendersene conto; 2. il salto in avanti lo fai solo quando riesci a smettere di individuare negli altri la fonte del tuo dolore e inizi a guardare dentro di te e a crescere del tutto; il che in certi casi non è semplicemente difficile, ma difficilissimo.

              Un suggerimento? prova a cambiare ambito di volontariato: lascia l’auoreferenziale militanza stile arcigay, rinuncia ai tuoi compiti di troll in servizio permanente effettivo e prova ad aiutare chi soffre più di te; c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se ce la fai a reggere (il che non è sicuro per nessuno se non ti assiste la Fonte di ogni Carità) potresti sperimentare cose davvero forti.

              Mi ci impegnerei io ma non posso garantirtelo, quindi posso solo augurarti ci sia qualcuno che preghi per te, ne hai un bisogno che nemmeno immagini.

              • Q.B. scrive:

                Effettivamente le cose agghiaccianti sono due (!). Maledetto editing.

              • luca scrive:

                QB
                1) certo i gay non sono gli unici ai quali vengono scassati i così detti, ma questa non è una buona ragione per scassarglieli appositamente.
                2) se la causa del mio disagio siete voi, siete voi. io posso fare l’introspettivo quanto mi pare ma se ho un sasso nella scarpa è il sasso che devo togliere non farmi un autoanalisi come dici tu!

                3) militanza gay, sono stato in circoli gay forse 10 volte in vita mia. e sono nell’ambiente gay da 10 anni. quindi militante di che

                4) non so cosa tu pensi sia un troll, ma dovresti informati. è evidente che io non sia un troll

                5) io volontariato lo faccio da anni, senza aver bisogno di pensare di doverlo fare per guadagnarmi il paradiso… lo faccio per gli altri non per me!

                io non ho bisogno di preghiere ma di fatti!

  3. Jack scrive:

    Complimenti per l’analisi e l’articolo.
    Grazie

  4. Mappo scrive:

    Non avrei mai pensato che uno spot della Coca Cola mi avrebbe commosso, eppure è stato così.

  5. FrancescoB scrive:

    Credo sia un ulteriore stimolo per tutti noi a continuare la nostra difficile battaglia contro l’ideologia del gender e l’omosessualismo. Forza Manif! Forza Sentinelle!

  6. giorgio scrive:

    Mandate il filmato a Barilla con tanti auguri dalle famiglie italiane!
    Forse potrà educarsi, guardandolo, al vero valore della famiglia e, magari, tornare alla realtà.

  7. Massimo scrive:

    Infatti, l’atteggiamento di questa multinazionale e’ gia’ stato tacciato di incoerenza ed opportunismo. Lo spot pubblicitario in Inghilterra presenta un matrimonio same-sex, ma la versione Irlandese ha una coppia etero. Il bi-settimanale Private Eye ha gia’ sottolineato il fatto e la reazione in rete e’ stata di sdegno a quello che viene percepito come puro opportunismo. Del resto, quante aziende italiane sponsorizzano i gay pride all’estero ed in Italia tacciono? Altro che naturalezza, qui si tratta di vendere.

  8. Massimo scrive:

    Una domanda alla Moderatrice/Moderatore:

    Ho allegato alla mia ultima risposta il video da youtube dove si vede chiaramente la differenza tra lo spot inglese (con la coppia gay che si sposa e tutta la famiglia di dietro sui gradini dell’ufficio comunale) e lo spot irlandese con la coppia etero al posto della coppia gay. Dopo che l’ho aggiunto, il mio post era in moderazione. Adesso non appare tra i commenti. Perche? Grazie anticipatamente.

    • giovanna scrive:

      Anche a me è successo, ma ho capito subito che i link non vengono accettati in automatico e quando è festa anche un moderatore ha diritto al riposo.
      E comunque secondo me il fatto che tu denunci non c’entra un tubo, mica l’articolo magnifica la Coca-Cola, ma evidenzia come uno spot molto realistico e commovente sulla famiglia abbia avuto un grande successo , quando oggi sembrerebbe più facile promuovere un’immagine di famiglia slegata dalla realtà.
      Ma io dico, prima di intervenire a sproposito, li leggete gli articoli ?

    • luca scrive:

      massimo perchè giovanna la moderatrice (questa tipa qui sotto) pubblica solo quello che sposa le sue assurde tesi… che ci vuoi fare loro sono per la libertà di espressione (solo la loro però)

  9. Ily scrive:

    coca cola + bambini, la ricetta ideale per l’obesità e il decadimento fisico di una donna!

  10. Massimo scrive:

    Vorrei ancora appellarmi alla/al Moderatrice/Moderatore per chiedere che il link allo spot che ho caricato sia reso accessibile, in modo che tutti i commentatori possano rendersi conto della questione direttamente e paragonare i due. Che due versioni alternativa dello spot siano state prodotte illustra chiaramente che o Coca Cola ritiene i due modelli di famiglia ugualmente reali e degni di rappresentazione perche’ rappresentano la loro target-audience o che il riconoscimento aperto delle famiglie omosessuali varia a seconda del paese a cui lo spot e’ diretto, o entrambe le cose. Il fatto che io abbia menzionato questa polemica, registrata nei paesi dove gli spot contrastanti sono stati presentati, non e’ affatto fuori tema ed esulante dall’articolo, a mio parere, anzi, al contrario, mi sembra che l’articolo sorvoli e non menzioni un elemento importante della discussione. E, si’, l’articolo l’ho letto, come e’ mia abitudine fare. Grazie.

    • giovanna scrive:

      Certo , Massimo, come no, si parla del successo stratosferico di un video su una famiglia realistica e spostiamo il dibattito su un oscuro video di due uomini o due donne , immagino con tanto di figli acquistati al mercato ! Non mi dire che hai contribuito a quel bel documento in cui i feroci gay “consigliano” i giornali su quello che possono o non possono pubblicare, quella roba così fascista che non si leggeva da decenni ! Comunque, a mia memoria, sui commenti a Tempi.it al massimo sono stati pubblicati link a foto o articoli, mai a video. Per me, che non sono nessuno, non sarebbe un problema, capirai che scoop contrapporre una famiglia vera ad una tarocca , o parlare male delle multinazionali, ma la protervia gay è proprio allucinante, manco siamo liberi di gongolare per un bel video che ci rappresenta, anzi rappresenta il 99,99 delle persone,suppongo anche tu avrai avuto un padre e una madre. Ma anche un bambino acquistato su catalogo sarebbe felice di vedere una possibilità diversa dalla sua atroce condizione di schiavo.

      • luca scrive:

        giovanna è moderatrice e lei ha decretato quindi nessuno vedrà il video.

        giovanna/viviana/moderatrice sei sempre un inno al pluralismo delle idee. leggere queste tue affermazione dopo averti sentito piangere un anno contro la legge anti-omofobia perchè ti avrebbe forse, magari, ipoteticamente potuto limitare nell’esprimere le tue idee (omofobe ovvio) mi fa capire di che pasta sei fatta: barilla.
        l’oscuro video è su youtube, quindi così oscuro non mi pare, ma te “nun ce voi sentì”.
        di link a video ce ne sono anche ora su tempi (inventatene un altra).
        la famiglia taroccata è la tua. sei una maleducata ma questo già lo sapevamo.

        io ho gongolato con voi del video, è molto bello! adesso guardiamo anche l’altro? è bello anche quello sai? ah, è vero, tu hai già deciso che noi non dobbiamo vederlo e messo in moto la macchina della censura.

        gli etero sono circa il 95% al massimo (tra il 90% e il 95%), quindi il tuo 99.99 è una bufala come sempre).

        i bambini, qualcuno pensi ai bambini… quello etero però, quelli gay mandiamoli da uno che ha preso la laurea per corrispondenza e che lo porterà a suicidarsi!

  11. Cisco scrive:

    Immagino che con tutti gli investimenti in marketing della Coca Cola l’effetto del pay off sia voluto e non “eterogeneo”. Chissà se qualcuno intervisterà il CEO dell’azienda di Atlanta per chiedergli se non stia pensando anche a una Coca Cola “Pride”, in modo da crocifiggerlo nella sala mensa dell’arcigay locale in vista della rieducazione urbi et orbi.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana