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«Per la prima volta in 1.500 anni non possiamo festeggiare i nostri santi». E il vescovo di Mosul scoppia a piangere Video

novembre 11, 2014 Leone Grotti

Mar Nicodemus Dawod Sharaf ha dichiarato in una intervista: «Di una cosa sola siamo felici: non abbiamo abbandonato Cristo e la nostra fede. I jihadisti non sanno che le persecuzioni ci rafforzano»

vescovo-mosul-iraq-siro-ortodosso-sharaf1«Per la prima volta in 1.500 non abbiamo potuto festeggiare la ricorrenza di san Shmuni nella nostra chiesa di Qaraqosh». Non riesce a trattenere le lacrime il vescovo siro-ortodosso di Mosul (Iraq), Mar Nicodemus Dawod Sharaf, mentre spiega in un’intervista che «oggi, 15 ottobre, è una grande festa per la nostra diocesi perché a Qaraqosh da 1.500 anni san Shmuni appare miracolosamente sul muro della chiesa con i suoi figli».

«SONO SENZA DIO». Dopo essere scoppiato a piangere, il vescovo si riprende e continua: «Ci hanno invaso i tatari, i mongoli, gli hulagu ma mai abbiamo smesso di festeggiare san Shmuni. Quest’anno, per la prima volta, siamo costretti a pregare fuori dalle chiese sia a Mosul che nei villaggi vicini». Ricordando la cacciata dei cristiani dalle loro case da parte dei jihadisti dello Stato islamico, continua: «Non c’è più dignità e onore nell’umanità. Davvero questa gente è senza Dio. Ma anche tutti quelli che si appellano ai diritti umani non fanno che mentire: hanno visto cosa accade alla nostra povera popolazione [rifugiata in Kurdistan]. Hanno visto in che stato miserabile viviamo. Abbiamo chiesto loro: aiutateci prima che arrivi l’inverno e cada la pioggia. E non hanno fatto niente per noi».

«SIAMO FELICI DI UNA COSA». Tutti noi, continua Mar Sharaf, «ci chiediamo: perché? Cosa abbiamo fatto di male? Perché tutto questo sta accadendo a noi? Di una cosa sola siamo felici: nonostante tutto quello che ci sta accadendo e tutto quello che ci accadrà ancora in futuro, noi non abbiamo abbandonato il cristianesimo, non stiamo abbandonando Cristo e la nostra fede. E siamo orgogliosi di essere figli di martiri, siamo orgogliosi di sapere che tutto quello che ci sta accadendo, ci sta accadendo perché siamo cristiani. Per noi questo è un onore. Pensano che queste persecuzioni ci faranno abbandonare la nostra fede, ma non sanno che ci rendono ancora più attaccati ad essa». 

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7 Commenti

  1. Leo Aletti scrive:

    Questi non perdono fede speranza e carità. Vivono con tutto il cuore la Verità della vita.

    • Q.B. scrive:

      Chissà se galantino si identificherà con i volti inespressivi dei nostri fratelli in Cristo uccisi in odium fidei o se invece li considererà troppo tradizionalisti e poco aperti alle luxuriose periferie esistenziali.

  2. dodi scrive:

    ….se c’è rimasto qualcosina di buono nel mondo è perchè ci sono i martiri..altrimenti saremmo già finiti!VERGOGNA ai politici,VERGOGNA all’onu,VERGOGNA alla comunita europea,perchè quando sarà il giorno ultimo con che coraggio si presenteranno davanti a Dio?quando si risveglieranno dal loro letargo spirituale e la coscienza mostrerà loro cosa non hanno fatto allora si renderanno conto del nulla che hanno seminato.A difesa diranno che hanno salvato gli orsi.Infatti l’umanità si sta imbestialendo sempre di più per seguire il nuova Animalesimo che una volta era umanesimo.

  3. Sergio scrive:

    …e il Papa. ?

  4. Livio scrive:

    Vorrei sentire le stesse parole dal Santo Padre, ma temo verrò deluso.

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