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Per commemorare i morti di Parigi, non cantate Imagine di John Lennon. È un inno alla violenza

novembre 17, 2015 Aldo Vitale

La canzone è diventata il cullante sottofondo per smaltire la sbronza di sgomento per l’efferatezza della strage. Ma ciò che propone non è un mondo di pace, ma un mondo anti-umano

«Immagina che non esista paradiso, facile se provi; nessun inferno sotto di noi; sopra solo il cielo; immagina che tutta la gente viva solo per l’oggi. Immagina che non ci siano nazioni, non è difficile da fare, niente per cui uccidere e morire, e nessuna religione. Immagina tutta la gente che vive in pace»: così scriveva John Lennon nella sua celebre canzone “Imagine” che sta costituendo per l’opinione pubblica europea il cullante sottofondo per smaltire la sbronza di sgomento per l’efferatezza della strage di Parigi.

La celebre canzone di Lennon viene, infatti, in queste ore proposta come simbolo di pace e fratellanza.

Ma è proprio così?

No, la canzone di Lennon, seppur pregevole sotto l’aspetto melodico, è un vero e proprio inno alla violenza, per molteplici motivi che per essere compresi devono suddividersi in due parti, quelli ex fide e quelli ex ratione, cioè quelli che costituiscono una critica alla luce della fede e quelli che costituiscono una critica alla luce della ragione.

Alla luce della fede, infatti, negare il paradiso o l’inferno è qualcosa di radicalmente antireligioso in genere, ed anticristiano in particolare, specialmente se si propugna una visione per cui ciò che conta è solo il cielo sopra di noi, ovvero nella più rosea delle ipotesi una visione panteistica ed emanazionista, ma nella più scura una materialistica ed ateistica della vita e del mondo.

La prospettiva contenuta nella canzone di Lennon tradisce, infatti, una totale negazione della vera ed autentica interpretazione dell’essenza dell’uomo, cioè una interpretazione trascendente, che sia in grado come tale di cogliere l’essere dell’uomo. Lennon ad un profondo ancorarsi ontologico, preferisce una superficiale ricognizione emotiva e psicologica non in grado di cogliere la vera essenza dell’umanità, dell’amore e della fratellanza.

Lennon in sostanza rifugge l’essere dell’uomo, e quindi nega la sua verità e, come insegna la storia, ogni volta che viene negata la verità si compie una violenza, nel caso di specie una violenza culturale, ma per questo non meno esecrabile.

Sulla erroneità di una simile impostazione oggi così diffusa a tutti i livelli ha avuto modo di scrivere Benedetto XVI: «La rivelazione cristiana sull’unità del genere umano presuppone un’interpretazione metafisica dell’humanum in cui la relazionalità è elemento essenziale. Anche altre culture e altre religioni insegnano la fratellanza e la pace e, quindi, sono di grande importanza per lo sviluppo umano integrale. Non mancano, però, atteggiamenti religiosi e culturali in cui non si assume pienamente il principio dell’amore e della verità e si finisce così per frenare il vero sviluppo umano o addirittura per impedirlo. Il mondo di oggi è attraversato da alcune culture a sfondo religioso, che non impegnano l’uomo alla comunione, ma lo isolano nella ricerca del benessere individuale, limitandosi a gratificarne le attese psicologiche» (Caritas in veritate, 55).

Alla luce della ragione, invece, occorre considerare quanto segue.

In primo luogo: l’idea che non ci debbano essere nazioni, è una idea violenta – non a caso alla base dell’internazionalismo socialistico rivoluzionario tra XIX e XX secolo – in quanto nega l’essere relazionale e politico dell’uomo come tale già scoperto dalla razionalità del pensiero greco che in Aristotele ha avuto modo di esprimere il suo massimo vertice.

In secondo luogo: l’idea che non ci debba essere la proprietà è anch’essa una idea violenta – non a caso alla base di molti movimenti politici e ideologici che in nome di questo principio hanno portato più morte e devastazione di quelle a cui pensavano di rimediare – poiché nega una delle espressioni dirette del diritto naturale, cioè quel diritto che per natura, per la natura dell’essere umano, attiene alla retta ragione, cioè alla razionalità umana.

Lennon e i suoi seguaci, così intenti a sorvolare la realtà invece di immergervisi, cadono nell’equivoco che la proprietà sia un male in sé, senza comprendere non solo che essa è un bene, come ogni manifestazione del diritto naturale, ma che semmai ad essere un male è soltanto l’uso che di questa si può fare, così come insegna la dottrina evangelica, per esempio, in tema di ricchezze e di uso delle stesse.

Non a caso un filosofo illuminista del calibro di Kant ha avuto modo di precisare che la proprietà è una relazione non tra cose e persone, ma una relazione morale tra persone e come tale imprescindibile poiché presidio della civile convivenza.

In terzo luogo: l’idea più violenta di tutte è quella per cui non dovrebbero esistere le religioni, poiché con questa ambizione si colpisce la vera essenza dell’uomo che, come ricorda Nikolaj Bardjaev non è un ente strettamente biologico o psicologico, ma spirituale.

L’esperienza storica, in tal senso, è fin troppo ampia e dimostra che nel XX secolo, cioè “il secolo delle idee assassine” come lo ha definito Robert Conquest, che è stato il secolo più anti-religioso della storia umana (almeno fino al XXI appena iniziato), la pace e la convivenza sono state violate e lese molto più che nei secoli precedenti contraddistinti da una maggiore appartenenza individuale e sociale al credo religioso di riferimento.

Ritenere che si debbano elidere le religioni, significa colpire al cuore l’essere spirituale dell’essere umano. Come ha precisato, infatti, Abraham Heschel «essere uomini implica essere sensibili al sacro […]. Sentire il sacro è sentire cosa è caro a Dio».

Nella pretesa eliminazione di tutte le religioni Lennon spazza via anche ciò che rende umano l’essere umano, poiché, come ha ben puntualizzato Hegel «poiché l’uomo è un essere pensante, né il sano senso comune né la filosofia rinunceranno mai ad elevarsi a Dio partendo e venendo fuori dalla visione empirica del mondo».

Infine: il concetto di pace che si evince dalla suddetta nota canzone, non esprime la vera ed autentica pace. Sul punto, infatti, il Concilio Vaticano II ha insegnato che la pace è qualcosa di ben più complesso e meno infantile: «La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi unicamente a rendere stabile l’equilibrio delle forze avverse […]. Per questo la pace non è mai qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da costruirsi continuamente» (Gaudium et spes, 78).

La pace, dunque, come ricorda Baruch Spinoza «non è assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia».

Ecco allora che viene alla luce tutta la carica di violenza della canzone di Lennon, poiché è tutta tesa a negare radicalmente la verità costitutiva dell’essere umano e della realtà, rappresentando un vero attentato culturale alla pace autentica, cioè alla stabile e giusta convivenza relazionale, politica e spirituale dell’essere umano.

In conclusione, allora si possono adottare ancora una volta le lucide riflessioni di Benedetto XVI in occasione della XXXIX giornata mondiale della pace dell’1 gennaio 2006 allorquando ha avuto così modo di ricordare: «L’autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta».

Foto Ansa


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125 Commenti

  1. Pierluigi says:

    Concordo pienamente con Aldo Vitale.
    Aggiungo solamente che John Lennon sputa a parole sul diritto di proprietà ma era uno degli uomini più ricchi del pianeta, anche grazie ai diritti (appunto!!!) d’autore ricavati da “Imagine”. Inoltre, respingere a priori la possibilità dell’esistenza di Dio, oltretutto non facendo differenze tra le religioni (ce ne sono state e ce ne sono di buone e meno buone), è ingiusto perché implica anche asserire l’assenza del giudizio e della punizione eterna, per cui essere stato in questa vita vittima o carnefice sarebbe alla fine del tutto indifferente.
    In realtà credo che questi maestri del nulla respingano l’idea di dover rendere conto del proprio operato a Dio perché è per loro molto più comodo farne a meno per tacitare la coscienza.
    Ricordiamoci cosa suggerì Benedetto XVI agli atei onestamente alla ricerca del senso della vita: comportatevi come se Dio esistesse.

    • recarlos79 says:

      occhio aldo vitale che anche l’europa vuole distruggere le nazioni. state attenti a quei politici sinistrorzi e pure cattolici papalini che guardano all’europa come all’unica strada (vedi prodi, monti, tutto il pd e pure mario mauro). l’europa imposta e non concordata con i governi nazionali è violenta.

  2. Avandero says:

    Imagine….. Che cosa c’è, ancora da immaginare ? Il sogno di Lennon si era in parte già realizzato ai suoi tempi. Oggi lo vediamo quasi totalmente concretizzato nella realtà dei nostri giorni. Ebbene, sarei curioso di sentire il giudizio di Lennon dal luogo in cui ora ha preso definitiva dimora. Lo so, non è possibile,comunque, spero che lo “scarabeo” (beetle) si sia reso conto che il suo sogno era un incubo e che questo incubo ha prodotto (e ancor più ne produrrà) follie, terrore, stragi e quant’altro le menti pervertite sapranno “immaginare”.
    Coraggio, “piccolo gregge” di Cristo: ci sarà , non so quando, da ricostruire con quei pochi mattoni disponibili…

  3. Corrado says:

    Concerti peace and love , candeline, lacrimucce…tutto tenerume sentimentale per dire “io c’ero in piazza e ho pianto anch’io”….moriremo tutti con la candelina in mano pieni di buoni propositi.
    Bisogna picchiare duro, bombardare senza pietà i paesi arabi che appoggiano il terrorismo senza riguardo per nessuno come l’ultima guerra contro i nazisti. Per vincerla abbiamo dovuto radere al suolo intere città e sganciare due atomiche.
    Voi pensate che con quattro raid aerei buoni per i rotocalchi fermeremo i nuovi barbari? Se pensate questo finiremo comi il tardo romano impero con i patrizi con la coppa di vino in mano travolti dai barbari.
    La storia si ripete sempre.

    • MicheleL says:

      E quando si fermeranno i suoi raid? Ogni persona uccisa ha amici e cari che cercheranno vendetta. Li uccidiamo tutti? E i loro amici e loro cari? Li uccidiamo tutti? E i loro amici e loro cari?

      L’unico mondo in cui chi uccide può vivere in pace, è un mondo in cui egli è solo.

      • Corrado says:

        Caro Michelel sembra un po confuso in storia, forse è il fumo della candelina! Non mi sembra che il popolo tedesco e giapponese abbia cercato vendetta dopo avere perso la guerra. Certo che se nel 1943 facevate marce della pace con le candeline invece dei bombardamenti a tappeto a quest’ora il terzo reich sarebbe ancora vive e vegeto.
        Mio caro amico lei vive di fantasie , la realtà è un altra e mi creda non sono solo ho tante persone che la pensano come me ” la pace poggia sul calcio dei fucili”.

        • MicheleL says:

          Tedeschi e Giapponesi si sono vendicati su loro stessi, con un enorme lavoro sociale di colpevolezza. Ancora oggi giapponesi e tedeschi si sentono responsabili delle violenze della seconda guerra mondiale. Dai tedeschi e dai giapponesi (e pure dagli italiani…) ci siamo difesi.

          Lei vuole attaccare. Attaccare e difendersi non è la stessa cosa, per nulla.
          Le guerre mondiali furono il frutto di una iniqua distribuzione delle risorse, la soluzione sarebbe stata ovvia, ma abbiamo dovuto morire a migliaia per capire che alla fine serviva rispettare gli altri e condividere le risorse, attraverso i valori di libertà, uguaglianza e fratellanza.

          Forse la pace tra Italia e Francia si basa sul calcio del fucile? Pensa che la pace tra Europa e USA si basi sul calcio del fucile? Per anni la pace tra URSS e USA si è basata sull’atomica, ma stiamo molto meglio da quando è crollato il muro di Berlino e le basi sono cambiate.
          La pace poggia sui fucili solo se è stata artificialmente creata con essi, e non è vera pace finchè non si fanno i conti con questa stortura, come hanno fatto giapponesi e tedeschi e come dovremmo fare noi con la storia del medio oriente.

  4. paolab says:

    far coincidere dio con la religione certo non aiuta la lotta contro i fanatismi. un grande sacerdote mi ha riconciliato con la mia fede ricordandomi una verità lapalissiana: un conto è dio e un conto è la religione. la religione è cosa umana.
    del resto lo spiegava molto bene bonhoeffer, nella sua lettera sul cristianesimo non-religioso:
    “Il nostro annuncio e la nostra teologia cristiani nel loro complesso, con i loro 1900 anni, si basano però sull’ ‘apriori religioso’ degli uomini. Il ‘cristianesimo’ è stato sempre una forma (forse la vera forma) della ‘religione’. Ma se un giorno diventa chiaro che questo ‘apriori’ non esiste affatto, e che s’è trattato invece di una forma d’espressione umana, storicamente condizionata e caduca, se insomma gli uomini diventano davvero radicalmente non religiosi – e io credo che piú o meno questo sia già il caso – che cosa significa allora tutto questo per il cristianesimo? Vengono scalzate le fondamenta dell’intero nostro ‘cristianesimo’ qual è stato finora, e noi ‘religiosamente’ potremo raggiungere soltanto qualche cavaliere solitario o qualche persona intellettualmente disonesta. Dovrebbero essere questi i pochi eletti? Dovremmo gettarci zelanti, stizziti o sdegnati proprio su questo equivoco gruppo di persone per smerciar loro la nostra mercanzia? Dovremmo noi aggredire qualche infelice colto in un momento di debolezza e per cosí dire, violentarlo religiosamente? Se non vogliamo niente di tutto questo, se alla fine anche la forma occidentale del cristianesimo dovessimo giudicarla solo uno stadio previo rispetto ad una totale non-religiosità, che situazione ne deriverebbe allora per noi, per la Chiesa? Come può Cristo diventare il signore anche dei non-religiosi? Ci sono cristiani non-religiosi? Se la religione è solo una veste del cristianesimo – e questa veste ha assunto essa pure aspetti molto diversi in tempi diversi – che cos’è allora un cristianesimo non-religioso?”
    poi, mi spiace molto per il signor aldo vitale se non riesce a capire una canzone come imagine. credo che in questo si trovi in compagnia di molti estremisti di tutte le fedi. l’umanesimo può non essere abbastanza, ma la mistificazione di farne la radice della violenza è una fola che non si può più sentire.
    P.S. quanto alla faccenda della proprietà, forse c’è qualche frasetta del vangelo sui cui si potrebbe riflettere. per esempio Luca 3,11 «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Dove quanto meno sembra che la proprietà che eccede il bisogno debba essere condivisa. direi che gesù sembra più vicino john lennon che ad aldo vitale…

    • Fabio says:

      Al contrario : se uno ha due tuniche per Gesu’ e’ giusto che le abbia e siano sue.
      Per Marx no e le tuniche gli vanno sottratte con la violenza come Lenin ha fatto col grano e con la terra dei contadini negli anni ’20 provocando carestie artificiali.

      Il giovane ricco ha rifiutato di dar via i suoi beni ma Gesu’ a quel punto non ha comandato si sottrarglieli con la forza : a Gedu’ interessava lui , non i suoi beni.

      Il giovane ricco si e’salvato ? Nessuni lo sa.

      Consolati Paolab : a Gesu’ non interessano i tuoi beni ma la tua anima e ti rispettera’ anche se la tua liberta’
      decidesse di portarti all’Inferno. Neanche allora verrebbe a prendere i tuoi beni ma piangerebbe per TE.

      • Fabio says:

        Imagine e’il simbolo della violenza non materiale , ma ,della violenza culturale ecpolitica cioe’ massonica che agisce nelle coscienze bloccandone la liberta’attraverso mide cultura costumi.
        Meglii la violenza materiale : paradossalmente ! almeno e’identificabile.

        Sono d’accordo con l’autore : il testo di Imagine e’ espressione di una violenza subdola viscida strisciante.
        E la musica ,la melodia indubbiamente bella e affascinante e’ come lo zucchero , che fa ingoiare qualcosa che e’amaro o velenoso ma senza farne sentire il sapore.
        Come nel caso de La Buona Novella di De Andre’ : idem
        Riguardo ai francesi che stanno cantando la Marseillaise….e’ un canto che per il suo testo ,
        le parole avre

        • Fabio says:

          la Marseillaise : le sue parole a quell’epoca avrebbero avuto il diritto di cantarle solo i Vandeani e gli Chouan bretoni perche ‘ sono solo loro che hanno subito attacchi violenze e massacri ( come dice il testo) ma da parte dei rivoluzionari che la cantavano sognando cone don Chisciotte orde di eserciti che li massacravano e invece erano loro a massacrare i cattolici vandeani.
          Ma mentre uccidevano…imnaginavano di essere loro le vittime e gli eroi….Imagine…appunto….
          Oggi i francesi cantano la Marseillaise con il senso dela versione immaginaria tramandata dai vincitori….
          Infatti oggi cantano assieme anche Imagine….
          Fossi francese tornerei a cantare “Sauvez sauvez la France au nom du Sacre’Coeur…” che forse avrebbe piu’ senso dopo Bataclan…

          • giovanna says:

            Caro Fabio, hai appena imparato che il registro “paolab” non risponde mai, solo in casi rarissimi e tu non ci rientri !
            E cita sempre il Vangelo, nei suoi predicozzi ammuffiti, per dire il contrario di quello che dice il Vangelo.
            E’ un personaggio, non è una persona.
            Come MIcheleL : e infatti forse sono la stessa persona.
            Con un sacco di tempo da impiegare durante il giorno, per non pensare allo squallore delle vuote giornate e all’aridità di rapporti veri in cui vive.

      • MicheleL says:

        Andiamo bene…

  5. MicheleL says:

    “La religione non è, come pensava Voltaire, un’invenzione della cura, ma come diceva Karl Marx, il sospiro della creatura infelice. È l’infelicità umana che alimenta la religione e il punto fondamentale è insegnare perché gli umani hanno bisogno di una speranza, tanto più quanta più infelicità trovano sulla terra. Una questione antropologica.”

    Edgard Morin.

    Quanto al resto del testo, la proprietà esiste, sì, anche nelle famiglie, ma non è “privata”, è possesso, un concetto non esclusivo, di condivisione oltre il godimento esclusivo momentaneo. Il concetto di nazione è un concetto di diversità, siamo tutti esseri umani, possiamo essere concordi e questo renderebbe il concetto di nazione superfluo.

    Dove c’è affetto, dove c’è solidarietà, altruismo, non servono religioni, perchè la morte e la vita non fanno paura, perchè ogni giorno ha un senso nella gioia che ci danno gli altri. Non servono vincoli e non servono distinzioni. Niente di tutto ciò va imposto, ma donato. Imagine.

    • Lucia says:

      Imagine è un inno al desiderio di morte.Solo che la chiama pace.La suonano ma la massa non conosce neanche le parole e si lascia trascinare dal sentimento come i bambini portati nella montagna dal pifferaio magico.Per me è come miele avvelenato.

      • MicheleL says:

        Io non desidero morire, amo la vita, amo quella che vivo e le persone ne fanno parte. Chi fa altrettanto non sarà mai scandalizzato dalle parole di Lennon. Il veleno è quello che ci porta a combattere, ad escludere a temere il prossimo.

      • Fabio says:

        Lo e’ miele avvelenato.
        Ma gli europei lo.preferiscono al miele buono che e’ la fede cattolica.
        L’europeo moderno vive pensando di essere ormai da due secoli o piu’ oltre il problema religioso. Senza Cristo ne’ Satana , senza religione come dice Imagine.
        Ma se uno non e’di Cristo anche se non se ne rende conto e’ di Satana come si evince dalla Parola di Dio.
        In Medio Oriente invece sono rimasti al tempo delle crociate e ci vedono come cristiani da eliminare anzi Franchi : non a caso la Francia e’colpita….e se vuol riprendersi non puo’ cantare Imagine ma deve solo ritrovare la fede cristiana perduta…

        • MicheleL says:

          E’ lei che mi fa paura. Quindi se io non credo in cose che necessitano una fede come la sua, perchè sono dei dogmi, sono automaticamente il male? Se è così, lei “ragiona” come i terroristi, che sono fomentati dall’idea che se non si rispettano i loro dogmi si è il male in terra.

          Pensa che tutta la popolazione mediorientale sia fatta da terroristi? Sono in larga maggioranza persone come noi, che amano la vita e il loro prossimo. Se la Francia e tutte le nazioni occidentali vogliono la pace, devono fare in modo che anche gli altri vivano in pace e non subordinare la pace del prossimo a interessi economici e politici, o ci sarà sempre qualcuno che cercherà una vendetta.

          La religione, purtroppo, è un elemento radicalizzante che rende il contrasto più acceso e il dialogo più difficile.

      • doroty says:

        Probabilmente quando l’ha composta, Lennon era strafatto! Io non conosco l’inglese e quando questa canzone e’ uscita mi piaceva tantissimo. Poi, quando mi hanno spiegato il significato delle sue parole, ogni volta che mi e’ capitato di ascoltarla, ho provato un grande disagio.

    • Fabio says:

      Se ami la vita non puoi evitare di dare giudizi sulle cose altrimenti ami uba tua idea sebtimentale di vita.
      Il giudizio che diamo qui su Imagine e’ perche ‘ forse amiamo la vita piu’ di te .

      • Fabio says:

        rispondevo a Michelet il sognatore…

        se tutti ci vogliamo bene perche’ quando vai a fare la spesa guardi marca prezzo e scadenza di un prodotto ?
        perche’ dai un giudizio.
        Se fosse vero che non c’e’ bisogno del giudizio ( della religione, nel paragone…) dovresti comprare tutto debza controllare…
        ma il giudizio non finisce li ‘ : a casa lo assaggi se e’ cibo o lo.provi se r’ un detersivo e poi dici : e ‘ buono o no va bene o no : dai un giudizio.
        A nessuno fa paura e tantoneno si scandalizza qui Imagibe : io l’ho suonata per anni al piano perche ‘ la musica e’ bella ma rifletto anche sulle parole : per un animo sentimentale e superficiale sono romantiche maxpervun animo razionale e piu’profobno sono disumane e implicano una violenza e un odio che sfuggpno ai piu’..

        Ora ti scandalizzo : tante canzoni con una bella melodia sono disumane e
        potenzialmente dannose per un animo semplice : ad esempio Piove di Modugno dovevil sentimentalismo straziante alla fine insegna che l’amore e’una fiaba e finisce sempre o Non esiste l’amor di Celentano…certi contenuti entrano nel subconscio…anche se Celentano ha poi rimediato con Nata per me e La coppia piu’bella del.mondo…

        • MicheleL says:

          Mi sfugge il senso della sua risposta.
          Mi sfugge come lei pensi che amare escludea il giudicare. Sognare un mondo senza nazioni e senza religioni significa sognare un mondo senza pregiudizi, non senza giudizi.
          Mi sfugge ancora dove si possa vedere l’odio nel testo di imagine.

          • Daniele says:

            Caro Michelel,
            invece di scrivere tutte queste noiose fregnacce buoniste, non le mette in pratica e va in Siria vediamo se ha ragione lei. Perchè è comodo starse qui a fare il santone indiano, vada dove c’e l’odio ad esempio da Boko Haram e poi le darò ragione.

            • MicheleL says:

              Gentile Daniele,
              Lenon ha detto imagine, non ha detto “it’s already”. Il cammino è lungo, ma molti passi sono stati fatto là dove sembrava impossibile. Si immagini di paralre di Europa unita con qualcuno nel 1940… Chiediamoci perchè prima del 2002 Boko Haram non esisteva. Per risolvere un problema spesso è utile capirne le origini. Comprendere non significa giustificare. Se butta acqua su un olio in fiamme non farà che peggiorare.
              Perchè non vuole sognare?

              • Daniele says:

                Come immaginavo non mi ha risposto, solo un affabulamento di concetti probanilmente sogna e il sonno della ragione genera mostri. Come le ho detto se lei è coerente con quello che dice vada a predicare in Siria se no non la ascolta nessuno.

    • Rai says:

      Tu dici: dove c’è affetto … non servono religioni, perché vita e morte non fanno paura. Ma ti voglio chiedere: e quando gli altri causano dolore, e non gioia? A me capita. E l’amore degli altri non cancella certi dolori. Non dico che ” quindi esiste Dio”, non fraintendermi, dico solo che la tua risposta al problema del dolorenon mi convince del tutto.

      Per quanto riguarda le nazioni non sono d’accordo. Certo, siamo tutti fratelli. Non vuol dire che è possibile vivere nella stessa casa. Screzi, tensioni, odi, differenze culturali e filosofiche non sono necessariamente buone cose, ma ci sono; e finchè ci saranno le nazioni avranno un senso. Non sono una soluzione, ma neanche una causa dei problemi del mondo.
      In concreto, guarda l’ONU: un tentativo di superare in alcuni ambiti le nazioni, che alla prova dei fatti si rivela assolutamente inconcludente, se non dannoso, a causa delle sue differenze interne.
      In poche parole: eliminare i confini non unisce i popoli, semmai il contrario; eliminare confini necessari puó peggiorare la situazione.

      • MicheleL says:

        Quad’è che qualcuno causa dolore agli altri? Quando gli manca qualcosa e lo pretende dal prossimo. E non solo in senso materiale, ma soprattutto spirituale. Affetto, quando non si comprende nemmeno che forma abbia, o equilibrio, quando quello del prossimo ne evidenzia la mancanza e fa scattare l’invidia. Più spesso è una mistura di tutto ciò.
        Dare, può essere una risposta, ma non donare solo materialmente o superficialmente, ma anche spiritualmente, cercando al tempo stesso di veicolare anche il valore di ciò che si dona, il proprio equilibrio. Purtroppo ci sono persone che hanno sofferto talmente tanto che sono profondamente perse nel bisogno, alle volte al punto da renderlo insoddisfacibile o quasi. Quando la terra è molto secca si indurisce e l’acqua non può dissetarla. Serve tempo e pazienza.
        Questo non esclude l’uso della forza, ma dovrebbe essere usata prima di tutto per contenere, per neutralizzare. Ferire e uccidere dovrebbe essere l’estrema ratio per un bene superiore, consci che il costo della morte e della distruzione molto spesso va aldilà delle conseguenze evidenti.

        Sulle nazioni sono d’accordo, non sono che un sintomo. Cerchiamo di capire il problema. Penso che se riuscissimo tutti ad andare oltre i pregiudizi, alla radice delle cose con umiltà e curiosità, potremmo superare molte barriere. Pensi al ruolo della donna nella società, al valore dell’uguaglianza delle persone, al principio di democrazia. Se oggi parlerà con un cinese avrà una divergenza sul valore della democrazia e dell’uguaglianza. E’ chiaro che sarebbe difficile avere una unica nazione con metà della popolazione europea e metà cinese. Ma io credo che se cinesi ed europei fossero liberi di vivere dove vogliono, i cinesi verrebbero in europa, per vivere secondo i nostri valori, più di quanti europei farebbero il viceversa. E il modello europeo è storicamente, politicamente ed economicamente sostenibile. Se rendiamo la nostra vita un modello ispireremo il prossimo ad essere come noi, a voler essere parte della nostra comunità. Come per il paragrafo precedente, dobbiamo essere consci del fatto che poichè la fame di potere è una debolezza dell’uomo, alcuni uomini il cui potere sarebbe compromesso dal divenire uguali agli altri potrebbero reagire con violenza. Dobbiamo essere consci della minaccia e capaci di rispondervi. Non sono contro l’esistenza di un potere militare deterrente, ma contro l’uso della forza quando vi sono alternative.

        I confini non vanno dunque eliminati, vanno create le condizioni per poterli ignorare, come si è fatto in Europa, come potrebbe avvenire forse già oggi con gli USA, il Canda e il continente Australe. E forse -un giorno- con l’America del Sud (dove qualche spinta all’unione esiste), la Russia, la Cina e persino l’Africa, che in effetti sono ritrosi proprio perchè esistono ancora differenze, talvolta profonde, di valori, di cultura, di esperienze e di mezzi economici.

        Non ho, RAI, la ricetta, ma se guardo alla storia degli ultimi secoli e poi a quella degli ultimi 60 anni, sono ottimista, vedo un progresso e mi sembra che imagine, da quando sia stata scritta, sia un po’ più concreta.

    • Mxter says:

      Finalmente un commento sensato.

  6. Pierluigi says:

    Per MicheleL e Paolab,
    anche voi, come tutti gli esseri umani, dovete decidere da chi dipendere. Tale scelta costituisce la nostra sola, vera libertà (per l’esattezza, i filosofi cristiani lo definiscono libero arbitrio).
    Tutti cerchiamo la felicità. Quello che differenzia gli atei dai cristiani è che i secondi sanno che la felicità ha un nome: Dio (Padre, Figlio e Spirito Santo), mentre gli atei non lo conoscono, forse anche per mancanza di testimonianza di coloro che asseriscono di credere.
    La felicità, a cui noi tutti aneliamo, deve per forza essere eterna, se no non è vera felicità.
    Solo Dio è eterno quindi solo Dio può essere la nostra felicità.
    Cosa ci separa da Dio, ossia dalla felicità? E’ il peccato istigato in noi dal diavolo che, come dice la parola, è colui che cerca di dividerci da Dio (il significato etimologico in pratica è il contrario di simbolo). Allora cos’è il peccato? E’ tutto ciò che commettiamo mettendo la creatura al posto del creatore.
    San Tommaso d’Aquino affermava che con il peccato noi avversiamo il Creatore e ci convertiamo alla creatura.
    E qui torniamo al punto di partenza: voi volete dipendere, nelle vostre scelte di vita, dalla creatura o dal Creatore? Chi più di Lui ci ha amato donandoci e sacrificando Suo Figlio Gesù per mostrarci con la sua Resurrezione -uno dei fatti più testimoniati storicamente- che della morte non è l’ultima vittoria? Voi volete dipendere da coloro che ci hanno amato sicuramente di meno o, peggio, da cose o idee che non hanno anima?
    Fate voi, il nostro cuore ha una sola serratura che si apre dall’interno e la chiave l’abbiamo noi. Gesù bussa, ma non busserà in eterno. L’Amore, quello vero, non forza mai.
    Prego e spero che voi usiate bene la vostra chiave!

    • MicheleL says:

      Anche gli islamici hanno un Dio. Anche gli ebrei hanno un Dio. Come si decide a quale gruppo di uomini che li rappresentano in terra affidare la nostra vita?

      Pensare di far dipendere la nostra vita da un Dio è una illusione, perchè tutti gli dei del mondo dimostrano che la divinità non è altro che espressione dell’infelicità umana, che alimenta la religione. Dio diventa forte quando è forte l’infelicità, un fatto che dovrebbe farla riflettere.

      L’idea dell’uomo come creatura imperfetta e destinata al peccato è un’idea che ha perso di efficacia con la consapevolezza che l’uomo e ancor più tutti gli uomini assieme, possono determinare il loro destino; fatto non noto fino agli albori del rinascimento. Riuscire davvero a salvare vite con la medicina, a controllare le forze della natura, la comprensione dei fenomeni che ci circondano, ci ha fatto anche capire che non dobbiamo temere la realtà, ma conoscerla per viverla. Stiamo muovendo i primi passi in questa direzione, ma avanziamo.

      Abbiamo così imparato anche a conoscere noi stessi e il nostro prossimo, attraverso lo studio della nostra mente e delle nostre società. Ora dobbiamo fare lo sforzo di accettare le differenze, di ritrovare i valori di solidarietà che animano la pace dove alberga, condividere le risorse, anche e soprattutto quando sono limitate. I conflitti che viviamo oggi sono il frutto di scelte guidate da valori contrari a quelli che trova in imagine. I valori li conosciamo. Ma abbiamo diviso l’Africa invece di unirla, abbiamo preso all’Africa invece di donare, abbiamo isolato l’Africa invece di integrarla. Li abbiamo considerati inferiori, inetti, come un tempo alcuni uomini -unti da un dio scelto da loro stesso- consideravano tutti gli altri e ipocritamente e al parole anche sè stessi, salvo poi avere l’ultima parola sull’interpretazione di parole presunte divine.

      Le religioni sono legate alla nostra vita, sono il risultato della nostra sofferenza e quindi anche di ciò che amiamo. Contengono molti valori preziosissimi, ma anche molte storture indotte dalla sofferenza. Dobbiamo fare attenzione e verificare con l’uomo, nell’uomo e per l’uomo se una cosa è vera e buona. Nessun dogma deve esistere sopra la conoscenza di noi stessi.

      I valori possono e devono scaturire dalla nostra vita, dalle nostre esperienze e dal quelle di chi è venuto prima di noi. Non abbiamo bisogno di dogmi per avere una dimensione etica, abbiamo bisogno di una storia, per non dimenticare, di una società per amare e di una cultura per conoscere. Non temano i religiosi, perchè se un dogma è buono, emergerà spontaneamente, se è cattivo molto meglio che non diventi un ostacolo insormontabile (una non-verità assoluta) verso la pace e la felicità.

      • Pierluigi says:

        Buonasera Michele,
        io parlo per esperienza diretta.
        In realtà il tuo pensiero che noi siamo gli artefici unici del nostro destino è un’illusione. Pericolosa.
        Chissà quanti di coloro che, ad esempio, sono stati uccisi venerdì pensavano di esserlo e ora dove si trovano? In realtà la vita di ognuno di noi corre un filo le cui estremità sono tenute dal Dio cristiano (gli altri dei non esistono, sono falsi e destinati prima o poi a cadere rovinosamente sulle teste dei loro adoratori).
        Siccome le mani presuppongono le braccia io so che, comunque, cadrò in quelle premurose del mio Creatore in quanto Egli mi è padre e madre, come hanno spiegato gli ultimi papi.
        Infine, la verità assoluta esiste: a parte il fatto che asserire la sua non esistenza costituisce una proposizione illogica; infatti, l’affermazione che non esiste una verità assoluta costituisce essa stessa una verità assoluta, per la cui confutazione basta portare un esempio contrario, che è questo: 2 + 2 = 4 (dimostrami il contrario).
        E’ grazie alla matematica, un esempio di verità assoluta, che l’essere umano è oggi in grado di andare nello spazio con qualche speranza di sopravvivenza, tanto è vero che se si sbaglia il calcolo dell’angolo di rientro di una nave spaziale nell’atmosfera si rischia il suo surriscaldamento o il suo rimbalzo su di essa. In entrambi i casi solo la soluzione corretta (=vera) salva l’equipaggio dal disastro e dalla morte.
        Comunque io passo e chiudo perché non vorrei tediare gli altri con una discussione a due.

        • MicheleL says:

          Gentile Pierluigi,
          anche se qualcuno muore, questo non cancella quello che è stato per gli altri. Noi siamo l’umanità, tutti assieme. Noi siamo artefici della nostra vita. Possiamo scegliere, possiamo cambiare le cose, in meglio o in peggio. Siamo liberi e responsabili di fronte agli altri e a noi stessi. La storia dell’umanità ci ha reso quello che siamo, siamo il frutto del nostro passato, in senso biologico, culturale e sociale.
          Non abbiamo bisogno di verità assolute, ma di verità reali, che si confermano nella storia, nella conoscenza, nella coerenza delle cose e nella vita dell’uomo, che abbiamo l’opportunità di vivere e conoscere.

          Cosa considera come verità Pierluigi? In ogni sistema dovrà aggiungere un numero di assiomi, discutibili in quanto tali, per avere “ragione”. 2+2=10 in un mondo in cui gli esseri che contano hanno 2 dita per mano, e ad essi una “quatrina” sembrerà completa come a noi una decina. Come una dozzina è 10 se conta 1,2,3,…,9,&,§. Con & che vale 10 e § 11 in un sistema decimale.
          La matematica è un modello, non è una cosa concreta. Astrae necessariamente alcuni dettagli, perchè non tutto è conoscibile (la posizione assieme alla velocità di una particella subatomica, ad esempio). Il matematico Hilbert provò a creare una teoria matematica del tutto, ma ha fallito di fronte al teorema del 1931 del matematico Godel, che ha dimostrato che in qualsiasi sistema logico esiste sempre almeno una cosa che non può essere decisa. Godel ha anche provato in un suo teorema che un dio esiste, ma senza dire quale e cosa dica.
          Questi sono risultati sorprendenti, se pensa che sono praticamente contemporanei alla crisi quantistica della fisica (l’esempio che ho fatto poc’anzi), in cui la natura di energia e materia si fondono. A livello quantistico infinite realtà paiono possibili allo stesso tempo.

          Le certezze della matematica e le certezze della fisica si sono incontrate con una realtà aleatoria, che ci lascia di fatto liberi da un determinismo meccanico, in cui -con sufficiente potenza di calcolo- ogni cosa sarebbe altrimenti prevedibile, una verità assoluta, un destino segnato. Siamo liberi.

          Come ha detto bene lei siamo andati sulla luna e sulla comete. Se ci siamo andati è anche perchè abbiamo capito che la terra non è al centro dell’universo, che il sole non le gira intorno, perchè non abbiamo accettato verità assolute che non rispettavano la conoscenza.

          Altri traguardi incredibili ci aspettano e tra questi c’è anche quello del vivere in pace tutti assieme. Forse presto Pierluigi avremo energia infinita, con la fusione (calda o fredda, vedremo), e questo aprirà orizzonti oggi inimmaginabili, permetterà di creare risorse per miliardi di persone e deprimerà le necessità dei conflitti, che in massima parte sono dovuti alla penuria di risorse. Non sono solo sogni Pierluigi, ci siamo quasi e se guardiamo indietro abbiamo fatto molta strada. Camminare significa anche cadere, ma la strada è tracciata, se seguiamo il solco di chi chi ha preceduti.

          • giovanna says:

            Cara MicheleL, stavolta hai scopiazzato Odifreddi, vero ?
            Sì, di tempo ne hai, ne hai tantissimo, ma sei anche abile a reperire il materiale facendolo sembrare farina del tuo sacco.
            Se mettessi la stessa energia che impieghi per imbrogliare il prossimo, nell’incontrare un prossimo in carne e ossa, ti meraviglieresti della soddisfazione vera che proveresti per la prima volta in vita tua.
            Ma forse non sei nelle condizioni di poter avere rapporti umani sinceri e gratuiti nella vita reale e questo mi dispiace, credimi.

          • CavSen says:

            Questo sproloquio è l’antitesi logica per definizione, e l’uso che viene fatto di concetti matematici, logici e fisici nel minestrone di questo discorso è una prova incontrovertibile che non si padroneggia nessuno di essi.

            La matematica non è un modello e non ha problemi a scontrarsi con la realtà, dal momento che quello è un problema della fisica, che prova a giustificare le proprie osservazioni usando un modello matematico, al momento approssimando la realtà, e quindi mancando di darne una descrizione esaustiva e completa. Inoltre non fu Hilbert, ma Frege a provare a giustificare sul piano logico la teoria matematica, e il teorema di Godel non afferma che la matematica non può spiegare la realtà, ma che né la logica, né la matematica, possono descrivere esaustivamente la matematica stessa rinunciando agli assiomi (o se si preferisce, giustificando in maniera circolare ogni assioma partendo dagli altri).

            La matematica è una costruzione assiomatica con cui è possibile costruire infiniti modelli e infiniti linguaggi. E per ciascun linguaggio e modello è possibile definire simboli e significati, quindi all’interno di ogni modello è possibile stabilire una verità e una falsità. L’esempio degli esseri con due dita per mano non mina il concetto di “verità”, in quanto la verità viene definita dal modello stesso in fase di costruzione. Dire che essa sia arbitraria o relativa significa non aver capito cosa sia la logica. Il semplice fatto che esprimendosi in una certa lingua comune ci si comprenda, indica che, una volta concordata, una verità può tranquillamente avere carattere universale fra chi decide di adottare quel linguaggio.

            Inoltre, banalmente, dal momento che uno non sceglie né dove né quando nascere, la sua visione di libertà è assolutamente fantastica e fantasiosa. Ancora più lapalissianamente, per quanto la fisica quantistica di cui parla a sproposito lo renda possibile, lei non può trovarsi in due posti contemporaneamente, né occupare lo spazio occupato da altra materia. Quindi la libertà di cui parla con tanto zelo, quasi fosse priva di ogni confine, andrebbe ridimensionata in una definizione rigorosa, che pensi un po’, solo per il fatto di essere descritta in maniera finita le rende logicamente impossibile essere infinita.

            Quindi le sue premesse sono completamente errate. La prego, non scriva altre eresie logico-fisico-matematiche, studi che è molto meglio.

            • MicheleL says:

              La matematica non parla di concetti concreti a meno delle approssimazioni necessarie alla fisica per essere efficace (il problema della misura, primo capitolo di ogni libro di fisica generale).

              Non esiste una verità assoluta superiore alle altre, ma esiste un insieme di evidenze che possono aiutarci a capire cosa è vero da cosa è falso.
              Qui la tentazione è quella di affermare che esista un metodo per determinare una verità assoluta. Questo Godel ha dimostrato impossibile sul piano formale, ovvero logico-matematico. Infatti ha dimostrato esattamente il contrario di quello che lei dice “quindi all’interno di ogni modello è possibile stabilire una verità e una falsità”: questo è falso, perchè esiterà sempre una cosa che lei dovrà decidere in modo arbitrario (un assioma) e non induttivo (decidibile dagli assiomi esistenti). Ogni assioma che aggiunge per decidere, creerà almeno una nuova cosa indecidibile.

              L’esempio che ho fatto è servito a dimostrare che non è una cosa banale come decidere se 2+2=4, ma che siamo in un contesto molto più complesso, in cui la base di calcolo è solo un piccolo ma significativo esempio.

              Il fatto che io non abbia preso decisioni fino ad oggi non significa che non possa iniziare. Se non ho deciso se e dove nascere non ha quindi alcuna importanza. In effetti lei non può dimostrare di non occupare due posti fisici allo stesso tempo, perchè a livello quantistico ci sono fenomeni di entanglement che lo possono rendere possibile (dipende da come definisce l’individuo). Il punto è che a livello quantistico ci sono stati che non sono conoscibili, il che rende impossibile un sistema meccanicistico assoluto in cui tutto può essere predetto. Il sogno di un tale sistema, si infrange infatti davanti alla necessità di formalizzarlo logicamente e quindi ricade nel caso trattato da Godel. Comunque siamo molto ma molto lontani da questo passo, ancora non abbiamo unificato le teorie fisiche, figuriamoci.

              Le conclusioni errate, oltre che le premesse, sono le sue. Se vuole negare il libero arbitrio e affermare l’esistenza di verità assolute, si scontrerà con risultati forti, non solo Godel, ma anche il principio di Heisenberg.

        • SUSANNA ROLLI says:

          Michele, per l’amor del Cielo, non ci lasci!, anzi, non lasciarci, ce ne fossero!!
          Coloro che hanno cuore puro, mente illuminata, parola chiara ed efficace esercitano un’attrazione del cuore nei miei confronti!! Perchè siete belle creature, e sono convinta che siete tutti belli anche esteriormente!! Avete come minimo tutti degli occhi profondamente belli, radiosi -magari anche dietro ad un paio di occhiali, ma …che vuol dire!! (questa potevo evitarla…).
          Grazie, ciao.

      • CavSen says:

        L’idea che ognuno sia artefice del proprio destino è il sottoprodotto di un’illusione formidabile nata con l’illuminismo. Oggi trova terreno fertile con la cultura new age e con tutte le infinite varianti ed evoluzioni (o involuzioni) che questa ha avuto negli ultimi decenni.

        Sfortunatamente, per quanto si cerchi di raffazzonare un puzzle di concetti, frasi, formulette matematiche e teorie fisiche che avvalori la tesi dell’umanità pienamente (o potenzialmente tale) capace di forgiare il proprio futuro, nessuno può fare anche solo un passo in vera e autentica libertà.

        Basti pensare al confine della libertà individuale, ossia la libertà degli individui che ci circondano. Le smanie panteistiche di chi vorrebbe vedere l’umanità coesa quasi fosse un unico individuo che pensa con un’unica testa può anche sembrare una brillante utopia di armonia e illimitate possibilità, ma di fatto è solo un modo per rendere tutti schiavi di un macro organismo che gode della libertà… in vero mi pare un concetto molto campato per aria.

        Inoltre è un concetto che si sgretola qualora anche un solo elemento di questa umanità si ribellasse. Come verrebbe trattato? Come una cellula tumorale che vuol distruggere tutto l’organismo? Che si farebbe di fronte ad un individuo che non vuole partecipare alla presunta gioia di vivere di un’umanità disumanizzata?

        Non credo che la risposta possa essere: “Sarà libero di fare quello che vuole”, pertanto l’intera costruzione perde di significato.

        • MicheleL says:

          Lei confonde le libertà individuali con la libertà di prevaricare il prossimo. Io ho detto che siamo artefici del nostro destino, nel bene e nel male. La comunità decide se qualcosa è bene o male. Se oggi non siamo un unico popolo è solo perchè non ci siamo ancora accordati sulle regole, ma lo stiamo facendo. Eravamo villaggi, poi città, poi regioni, stati, unioni, continenti. La via è chiara.

          Già oggi ci sono spinte secessioniste in Italia e in molte comunità, il contrasto fa parte del metodo con cui si raggiunge un accordo. Le spinte non sono dovute a questioni inconciliabili, salvo quanto di mezzo c’è la religione. Un mondo con un unica comunità è possibile come oggi è possibile una Europa unita, è una questione di tempo e di capire che se una verità in ultima analisi impedisce di essere tutti uniti, non è evidentemente tale.

        • giovanna says:

          CavSen, visto che hai fatto ?
          Hai messo all’angolo la nostra trollina copia e incolla-odifreddi , qui “micheleL” e altri vari multi-nick, facendole fare l’ennesima mega-figuraccia e lei , in fondo, ha dovuto trovare un qualche sfogo e si è data all’insulto del povero articolista con altri horror-creti-nick in svendita.
          Ma si può continuare così ?
          Ha un senso ?

  7. arturo says:

    io credo che si stia dando troppa importanza al testo di questa canzone.
    Lennon probabilmente lo avrà scritto in mezz’ora, non certo con l’intenzione di scrivere le parole che tutto il mondo avrebbe cantato in risposta ad avvenimenti come quelli di venerdi scorso.
    Lui si immagina un mondo che non esiste, e che se si ragiona un minimo non puo’ esistere.
    ha la stessa valenza della canzone di Ron “vorrei incontrarti tra cent’anni”: praticamente parla, immagina, qualcosa di impossibile.

    Non è possibile un mondo senza nazioni, senza proprietà, senza religione. Ed immaginare che non ci sia Paradiso o Inferno a me fa solo pensare che ci sarebbe ancora piu’ distruzione e guerra, perché forse ognuno cercherebbe di “arraffare” per se tutto il possibile.

    Nella leggerezze e superficialità di questo testo Lennon stesso dice “You may say I’m a dreamer”, perché in effetti la visione del mondo che viene fuori da questa canzone è quella di un sognatore, é una visione sgangherata e lontanissima da qualcosa di effettivamente attuabile.

    lo stesso Lennon non vive mica prendendo alla lettera quello che ha scritto. forse avrà vissuto con questo spirito per qualche mese quando con Yoko Ono si faceva fotografare nudo ecc… ma poi aveva la sua bella casa a New York, aveva i suoi interessi economici, aveva le sue passioni.
    E dopo il 1975 é riuscito anche a disintossicarsi dalle droghe, e pare che abbia speso molto tempo dietro al suo ultimo figlio. se pensi veramente che non ci sia nulla per cui varrebbe la pena morire (nothing to kill or die for), forse é perché non stai pensando ad esempio ai tuoi affetti piu’ grandi, o ai tuoi figli.

    il problema non è la canzone Imagine, che é letteralmente strepitosa per la musica e per quel testo che comunque è inscindibile dalla melodia, ma è il fatto che c’é gente che lo canta o lo cita come se fosse l’ideale di vita.
    questo è preoccupante, prendere il “delirio” da sognatore di Lennon e pensare che si possa vivere cosi’.

    • MicheleL says:

      Io penso che un mondo senza nazioni, senza proprietà, senza religione sia possibile. Perchè quando sono con qualcuno che amo, non penso alle nostre differenze ma a quello che ci lega, non penso ad avere ma a dare, non temo la morte e la mia vita ha un senso. Stare assieme alle volte non è facile, ma lo sforzo fatto per stare bene con gli altri è lo sforzo migliore che possiamo fare.

      • SUSANNA ROLLI says:

        MicheleL,
        lo sforzo che dici tu di dover/poter sostenere lo dici pensando a te; perchè -vedi- dei circa sette miliardi di persone al mondo una buona parte vive non pensando da dove sono venuti e dove andrannoa finire, finiscono col pensare istintivamente, spontaneamente solo ed esclusivamente a se stesse ed ai propri cari, creandosi idoli che non sono Dio ma che prendono in modo silente il Suo posto nella loro vita.
        Quindi, “un mondo senza nazioni, senza proprietà, senza religione” è pura utopia.

        • MicheleL says:

          @Susanna. Penso che un mondo migliore sia difficile da ottenere, ma sia possibile. L’italia era divisa, l’Europa era divisa, i continenti sono stati divisi. Viviamo ormai chiaramente una globalizzazione che è anche umana. Molto presto i mezzi di comunicazione renderanno le frontiere ancora più evanescenti. Già oggi con l’inglese quasi tutte le persone del mondo posso comunicare. Questi sono i fatti, passati e presenti.
          Che oggi ci siano persone che soffrono, è un monito al fare qualcosa, non ad abbandonare la speranza. Chi soffre pensa istintivamente, si rifugia dietro risposte semplici e assolute, come quelle che danno le religioni. Chi soffre pensa che sia colpa di qualcuno (e spesso ha ragione) e questo acuisce le frontiere e le differenze. Chi soffre spesso non ha “cari” che si occupano di noi. La sofferenza è all’origine dei problemi del mondo.
          Le risorse non sono usate nel migliore (equo) dei modi. Se usassimo meglio le risorse, in modo più equo, risolveremmo molti problemi.
          Questo non significa scendere a compromessi con i nostri valori, ma anzi ribadire quelli fondamentali (la libertà, il rispetto per la vita, l’uguaglianza, la sicurezza) e quelli accessori (la proprietà esclusiva, il diritto ad avere armi, ecc.).

          Un mondo senza nazioni si sta realizzando sotto i nostri occhi, con i social network, con l’Europa, con l’accessibilità ai mezzi di trasporto. Un mondo senza proprietà lo viviamo ogni giorno, nelle nostre famiglie. Un mondo senza religione lo viviamo da decenni, negli stati laici, in cui la religione esiste, ma è una dimensione filosofica ed etica che lascia spazio a quelle degli altri, quindi non come verità assoluta, ma fonte di forza nel rispetto del prossimo.

          @Underwater. Io non temo la vita e non temo l’inevitabilità della morte. Amo la mia vita e amo come l’ho vissuta, non ho un bisogno impellente di più di così, sono soddisfatto di ogni giorno che vivo e vivo con gioia ogni giorno che segue il precedente. Cerco di continuare a vivere senza mai avere il bisogno di rimediare, di colmare un vuoto, in pace, in equilibrio. Non ho un bisogno impellente che ci sia un domani, e dunque non ho bisogno che ci sia una eternità.
          Ciò che dà senso alla mia vita sono gli altri e quando morirò, morirò, e non sarà un dramma per me, se non per la tristezza che questo causerà al mio prossimo. E’ per questo che anche cercare di preparare gli altri alla nostra inevitabile dipartita è una parte importante e soddisfacente della vita.

          • Fabio says:

            Caro Michelet il mondo che tu sogni sara’il Paradiso.
            Ma sulla terra non possiamo avere che piccoli anticipi di Paradiso : nella nostra famiglia , con gli amici, nella comunita’…la Chiesa Cattolica e’stata la prima realta’ “multietnica e globale mondiale” ma non ha mai scavalcato le realta’ familiari e locali anzi….

            Se il sogno tuo si avverasse sulla terra sarebbe una tragedia perche’implicherebbe qualcuno con un pitere tale da governare tutto il mondo un “Padrone del mondo” di Bebson che ti obbligherebbe a pensare che tutti siamo uguali ma “qualcuno sara’ piu’uguale di altri” per dirla alla Orwell e tu dovrai sottostare axquesta dittatura mondiale che ti illudera’ che siamo tutti uguali e tutti uniti .
            Cristo come uomo amava la sua patria terrena : ha pianto per Gerusalemne !!!
            Ora in Paradiso non so ma la famiglua e le nazioni sono un mezzo per anticipare la gioia totale e finale.
            Per esprinere la gioia totale e l’amore verso il mondo Beethoven npn ha mai smesso di essere tedesco.
            Quando scompariranno famiglia casa patria nazione sara’scomparsa anche l’idea di amore e di fratellanza…
            Sai a cosa serve la religiosita’? a mantenere viva su questa terra l’esigenza di amore fratellanza e felicita’ …chi ti illude che si possano realizzate senza un legame col Mistero di Dio incarnato e’perche’ vuole cancellare queste esigenze dal tuo cuore. Non a caso l’unita’politica che citavi non sempre porta felicita’…ma arricchisce i.potenti (dopo il 1861 il 50% degli italiani ha dovuto emigrare : il 50% Michelet !!!).
            Illudere tutti che il Paradiso sia l’amore universale su questa terra e’ il dusegno della massoberia che vuole cancellare famiglia e nazioni non a caso…e il testo di Imagine che John Lennon ne fosse cosciente o no , corrisponde esattamebte a questo disegno…allettante a prima vista ma terribilmente disunano.
            Per eliminare la famiglia ci vogliono sesso libero divirzio e aborto e per eliminare le nazioni ci vogliono guerre vere o guerre senza armi come una Europa ” unita ” solo per gli interessi della BCE cge ricatta gli stati da un punto di vista culturale politico e giuridico….
            cioe’ ne soffoca anima e identita’…e uno senza anima e identita’ come puo’amare ?

            • MicheleL says:

              In Italia viviamo in pace e non per la forza di un padrone o di un grande fratello. E in Europa in effetti oggi può andare dove le pare, ovunque la accoglieranno come nel suo paese. Forse qualcuno 200 anni fa le avrebbe detto che un’Italia unita era impossibile. Forse 40 anni fa che una Europa unita era impossibile. La pace e la solidarietà sono possibili. Possiamo essere un solo popolo.

              Sono d’accordo con lei che l’Eruopa è stata unita per interessi economici, prima che sociali, ma questo non toglie che diventare un popolo unito ci renda più forti, anche contro chi pensa di approfittarsi dell’indebolimento di barriere che forse proteggevano qualcuno, ma che impedivano una unione ancora più grande e forte.

              Non ho detto che sia semplice, ho detto che credo che sia possibile e la storia degli ultimi 60 anni lo conferma. Ci saranno sempre quelli che cercheranno di guadagnarci (per questo alla proprietà privata vanno posti dei limiti), quelli che saranno contrari perchè hanno paura (perchè la religione incute timori assoluti, assieme a certezze assolute), ma i valori di solidarietà, libertà e uguaglianza possono avere la meglio sui confini, sugli egoisimi e sui condizionamenti ideologici.

              Il sesso o il divorzio non sono di per sé negativi in assoluto. La negatività viene dalla perdita di responsabilità. Svilire noi stessi attraverso la mancanza di considerazione per quello che facciamo per noi e per gli altri è contrario all’idea di comunità, di solidarietà. Se si rispetta qualcuno si cerca di dare un significato a quello che si fa con questa persona. Ma vede, non è con il biasimo che si promuove un progresso, ma con il rispetto e la stima per chi si comporta bene. E’ una questione di valori e non serve necessariamente un Dio per farli propri, altrimenti produrranno una società con dei valori, sì, ma non libera, rigida, che non sa andare aldià per progredire, ammettendo che il cammino è ancora lungo e come possiamo essere tutti un unico popolo, lo dobbiamo ancora capire, ma è sempre più chiaro.

              • CavSen says:

                In Italia viviamo in pace? Se per pace si intende assenza di guerra dichiarata può andar bene, ma se si parla di pace nel senso di tranquillità, direi che non siamo affatto in pace. Furti, omicidi, stupri…. direi che pace è un concetto ben più alto di “Senza dichiarazioni di guerra all’attivo”.

                Il resto del discorso era già utopico tre secoli addietro, basta un unico soggetto contrario all’integrazione nel suo concetto di unico popolo new age che vive in pace e armonia con tutto e tutti per rendere irrealizzabile tutto questo. E a quel punto che fareste contro l’unico indisponente? Nemmeno una nota di biasimo?

                • MicheleL says:

                  Per pace intendo assenza di guerra, sì. Prima erano comuni, poi regioni, poi gli stati di oggi, gli USA sono una realtà, l’Europa è in divenire, il mondo è connesso. La direzione è tracciata. La via democratica non ha ad oggi alternative valide e si dimostra piuttosto efficace. Se conosce un metodo migliore lo dica, ma se consiste nel dividere e nel negare l’evidente possibilità di ampliare le comunità, la prego di argomentare in modo più esaustivo.

            • SUSANNA ROLLI says:

              Meglio di un detective!

            • SUSANNA ROLLI says:

              Fabio papabile!!, pozzo senza fondo!!

      • underwater says:

        Ma anche tu, in quei momenti, sentirai una tensione al infinito, a che quella gioia si prolunghi per l’eternità. E forse ti dirai: no, non ha senso una vita così bella, se poi evade nel nulla, o in un vago ricordo dei posteri finché se ne ricordano. Sono quelli i momenti in cui dici: ci deve essere sicuramente un Dio ed un paradiso.

      • Nino says:

        “gli altri dei non esistono, sono falsi e destinati prima o poi a cadere rovinosamente sulle teste dei loro adoratori”

        @MicheleL: mi meraviglio che tu abbia la forza di continuare a discutere con chi dispensa certe verità assolute 🙂

        • giovanna says:

          Toh, “micheleL”, alias untuoso “nino”, si dà ragione da solo, come ai vecchi tempi !
          Era un pezzetto che non lo facevi più, cara” micheleL-nino” : quante volte in passato hai usato questa formuletta per darti ragione da sola ?
          Ah, che nostalgia ! 🙂

          Certo che per una vecchia carampana femminista come te, tutto questo spreco di nick maschili è tragico proprio ! a quando un bell’horror-nick femminile come ai vecchi tempi ? 🙂

          Lasciando perdere l’esausta paolab, che ancora è in bilico : è stereotipata come i tuoi vari registri, interviene solo e sempre sullo stesso argomento e dice sempre le stesse cose, noiosissime,e sembra proprio appartenere alla tua collezione dei nick “cattolici” che però sono contro la chiesa sempre e comunque, e poi non esce affatto la persona, semmai un personaggio , ma stiamo a vedere…d’altra parte non hai il copyright dei troll e paolab, che ha scritto poco tempo fa un intervento identico con due nick diversi, di sicuro è un simil-troll, ma non so ancora dire se quel troll sei tu !

        • Giannino Stoppani says:

          “mi meraviglio che tu abbia la forza di continuare a discutere con chi dispensa certe verità assolute”
          Sai una cosa, mi meraviglio anch’io.
          Dal momento che più o meno tutti qui sottoscriviamo senza problemi la frase che a te fa ridere con tanto di faccina ebete, chi te lo fa fare di perder tempo da queste parti a scrivere le tue bagatelle?
          Ti serve qualcosa?

    • Lucia says:

      Più una musica è bella e più ha il potere di suggestionare le masse.Prendi Halleluya di Coen.È l’inno alla sessualità anche se ha riferimenti biblici.E non si dovrebbe disgiungere la musica dal testo.E invece….sorpresa.Ho sentita Halleluya cantata da un coro nella chiesa del mio paese,con un testo inneggiante alla Santa Madre Cabrini,riuscendo a rovinare l’opera di Coen ,il decoro della chiesa e la santità della Cabrini nello stesso tempo.Prendi la musica del Padrino.Fin che non è inciampata nel gradimento di un rom,è riuscita a far digerire alla massa l’umanità del mafioso,costretto dal destino cieco e baro a uccidere e far uccidere,nella simpatia degli spettatori.La favola del pifferaio magico.Diabolico.Ha fatto bene Arturo a ricordare che Lenonn era anche consumatore di droghe.

      • Aragorn says:

        A Massimo Zambelli.Dè Andrè ti dovrebbe ricordare che dal letame nascono fiori.Dalle tue parole escono proeittili di mitra,come quelli dell’Isis.ATTENTO
        ,nell’usarli ti potresti fare molto male; da SOLO.

        • Aragorn says:

          Volevo dirlo a Infantino;vale anche per tè,che gli piaci….

          • giovanna says:

            Noto con piacere che la nostra trolllina preferita , qui “micheleL” ha molto, ma proprio molto, moderato i toni in questa versione del michele L.
            Ma noi lettori abituali non possiamo certo scordare gli insulti, le minacce, le menzogne, le offese che la troll ha distribuito in lungo e in largo proprio con lo stesso nick, mi sembra persino alla nostra Susanna !
            Oltre alle minacce e alle offese e alle volgarità, hai persino raccontato per filo e per segno che secondo te è una bella cosa regalare un figlio a due gay !
            Per carità di patria, sorvoliamo su quello che hai scritto su aborto ed eutanasia, roba per stomaci forti.
            Dunque, confermando appieno il titolo di quest’articolo : un sostenitore del nichilismo non può che essere un violento e un prevaricatore dei deboli.
            Per non parlare poi dell’uso della stessa troll , qui “micheheleL” dei nick trucidi, che a forza di volgarità vengono cassati anche da un sito “tollerante” come questo.
            Cara, continuo a ripetertelo : essendo del tutto sprovvista del senso del ridicolo, non puoi andare da nessuna parte, sei condannata a vivere questa vita virtuale fasulla che descrivi e a vivere in solitudine nella vita reale, a meno di un miracolo e sai, noi crediamo ai miracoli…

            Pierluigi : mi è piaciuto molto il tuo intervento, anche se a vuoto per la destinataria, che di questi discorsi ne ha affastellati a centinaia in un paio d’anni, con altri nick, ma ne valeva comunque la pena.

            • Pierluigi says:

              Ti ringrazio, Giovanna.
              Comunque cerco di ricordarmi della lettera di san Paolo agli Efesini, (6, 11-17), che trovo molto attinente all’epoca attuale: “[11]Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. [12]La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
              [13]Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. [14]State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, [15]e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. [16]Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; [17]prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. [18]Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi”.

              • MicheleL says:

                Parole buone, certo, ma framezzate da tanta rigidità e diffidenza. Così l’uomo (tipicamente maschio) vincola altre persone a verità che non sono tali, perchè presunte divine ma infinitamente umane.

                Le religioni sono olio misto a sabbia negli ingranaggi della pace, perchè la predicano, ma al tempo stesso la vorrebbero imporre assieme a verità che non sono tali e che rendono il necessario dialogo impossibile.

                Un esempio? La stessa lettera di san Paolo agli Efesini (sic!)
                (5, 24): “E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.” Sottomesse in tutto, vale la pena di ripeterlo. Certo, c’è dell’olio, la moglie va amata, rispettata, ma c’è la sabbia e oggi se c’è una cosa di cui non abbiamo bisogno è proprio questa sabbia.

                Questo è infatti un punto di contrasto sui diritti delle donne che oggi ci separa dal mondo islamico. Un peso che ci portiamo dietro da secoli, per non aver capito che le religioni sono buone, ma sono umane e come tali lungi dall’essere verità assolute.

                • giovanna says:

                  Eh,no, cara” micheleL”, ti sei distratta un bel po’ !
                  Le citazioni del Vangelo per andare contr al vangelo sono una specialità prettamente del tuo altro nick, esausto-radicalchic paolab !
                  Mi stai perdendo colpi !
                  Ricordi, MicheleL è quello degli 80studi80, non del Vangelo contro il Vangelo !

                  Anche se hai affiancato correttamente il nick saccente “GD”, che fece poco tempo fa un intervento IDENTICO , con la stessa citazione, al nick paolab : siccome paolab è un nick che non risponde ( chissà perché, poi ! mah ! ), allora li fai intervenire sempre in contemporanea e persino gli fai dire le stesse cose spiccicate.
                  Brava !

                  Nel caso , molto probabile che Grazia De NIcolò facesse parte della tua collezione di nick, ti annuncio che ha inaugurato, o forse meglio, approfondito, la serie dei nick “pallosi” !
                  Mamma mia quanto è pallosa sta povera Grazia !
                  Persino più pallosa del ripetitivo e noiosissimo “micheleL”.
                  Questo succede quando, invece di usare la propria testolina e il proprio cuoricino, si copia e incolla a tutto spiano, su argomenti, tra l’altro, di cui ci importa meno di zero e questo si nota, eccome se si nota.
                  Cioè, tu, non essedo provvista di senso del ridicolo, nemmeno un misero grammo ne hai, non lo noti, ma tutti lo notano, si vede proprio, te lo assicuro !

                  Dai, cara “cogitoergoSUN”, lo so che non te la prendi per queste mie notarelle , che tanto ti scivola tutto addosso !

                • Sebastiano says:

                  Ma chissà com’è, tutte le volte che vi atteggiate a grandi “teologi faidate”, prendete delle topiche bestiali.
                  E non sfuggite mai al vizietto di troncare le citazioni proprio in quei punti dove sentite odore di pericolo per le vostre strampalate teorie.
                  E’ già successo con la citazione dell’adultera: vi fermate al “Neanche io ti condanno” ma vi guardate bene dall’aggiungere il “va e non peccare più”.

                  Ora ti capita con la famigerata “le mogli siano sottomesse ai mariti” e, “casualmente”, ti dimentichi di allungare appena l’occhio sul versetto appena seguente (5, 25): “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei”.
                  Ora dovresti trovarmi una qualsiasi religione, o se preferisci un qualsiasi ordinamento, dove sia prescritto che i mariti devono amare le loro mogli fino al sacrificio della propria vita.

                  La sabbia ce l’hai in testa. Ti conviene tornare agli studi (pedofili) dell’APA.

                  • MicheleL says:

                    “Certo, c’è dell’olio, la moglie va amata, rispettata, ma c’è la sabbia e oggi se c’è una cosa di cui non abbiamo bisogno è proprio questa sabbia.” Non mi sono dimenticato di nulla.

                    Il disonesto calunniatore è lei, che arriva persino ad accusare chi difende le vittime dei pedofili perchè non asseconda il suo odio omofobo.

    • Fabio says:

      Esattamente Arturo !!!! E’questo il punto.
      Cio’che e’preoccupante e’che l’idea astratta espressa da John Lennon e’ imnediatamente percepibile come la mentalita’ ormai normale dell’uomo moderno : una operazione culturale capillare e di massa che non puo’aver compiuto solo Imagine , o non Imagine da sola , che tuttavia corrisponde esattamente a questo modo astratto e irreale di sentire
      la vita. Questo sentimentalismo irreligioso tutto candele fiori e frasi fatte mi fa venire in mente i funerali d
      i Lady Diana : ondata di sentimentalismo pietistico , la canzone Candle in the night mai piu’eseguita da Elton John morta e sepolta come Lady Diana e la sua memoria come un copione programnato ,programnato come forse anche la sua morte.

      Si cantano canzoni senza far caso alle parole e ai contesti : e’delirante cantare la Marseillaise senza rendersi conto che i rivoluzionari di fine ‘700 erano coloro che massacravano gli altri ( l’inno francese parla di un popolo che si difende da orde di aggressori e massacratori : ma questi erano loro verso altri francesi !!!).

      • Filippo81 says:

        Infatti Fabio, i pacifisti democratici che esaltano tanto la rivoluzione francese omettono il fatto che quei “rivoluzionari” tagliavano teste a vagonate, altro che cantare la Marsigliese.Tra l’altro non capisco come si possa “dialogare” con l’isis e gruppi affini, almeno che per dialogo non s’intenda un semplice calarsi le brache e adottare lo stile di vita proposto e imposto dagli islamisti, nella speranza di poter salvare in questo modo le proprie chiappe.Per quanto riguarda Imagine, ognuno è libero di amare tale canzone,a me,personalmente, non piace e non vedo a cosa possa servire suonarla dopo una strage come quella di Parigi.

        • Fabio says:

          Grazie Filippo !
          oltre che tagliare teste a Parigi hanno massacrato 300.000 vandeani e 200.000 italiani insorgenti.Cantando la Marseillaise

  8. Mappo says:

    Un mondo senza nazioni? In fondo è uno degli obbiettivi di ISIS. Sono convinto che Lennon e gli esaltati come lui abbiano in corpo la stessa intolleranza del califfo. Del resto non credo che esistano persone più predisposte alla violenza di chi urla pace pace pace.

    • Fabio says:

      Appunto !

    • MicheleL says:

      A cosa servono le nazioni?

      • Giannino Stoppani says:

        A sconfiggere la noia mortale di un mondo di cretini tutti uguali, che parlano la stessa lingua e che mangiano le stesse cose in una sorta di paradiso Mac Donald’s
        Credere nel “mondo migliore”, l’utopia delle utopie, richiede un atto di fede nell’uomo mille volte più irrazionale di quello che siamo disposti a fare noialtri sciocchi cristiani credendo a un Dio che si è fatto uomo, è morto sulla croce ed è risorto il terzo giorno.

      • Fabio says:

        a evitare il dominio di un solo padrone nel mondo (leggi Benson e Orwell) che e’ peggio

        • Giannino Stoppani says:

          Che vuoi spiegare a uno che sghignazza a sentir parlare di miracoli compiuti dall’Onnipotente ma crede fermamente, ma soprattutto seriamente, al “mondo migliore”, ovvero al miracolo impossibile più incredibile dell’universo conosciuto e non, per di più compiuto non da una divinità, ma dall’unica creatura della Terra realmente capace di malvagità: l’essere umano.
          E il bello è che questi sono gli stessi che parlando di omosessualità la descrivono come carattere tanto peculiare della persona umana da essere immodificabile, e però pretendono che l’uomo possa da stesso annichilire totalmente la propria essenza fondamentale di creatura egoista e capace del male più abietto (come ad esempio la calunnia infame quanto stupida di un papa perpetrata solo per poter prevalere sul piano dialettico sui propri interlocutori).

    • Pippo says:

      Sei talmente invasato, che non ti rendi conto che isis vuole proprio essere uno stato religioso. Sei il perfetto adepto/cittadino dell’isis.

  9. Antonio says:

    ottimo Vitale. Retorica stracciona (e ipocrita) sessantottina che però giustifica appieno l’odio e l’intolleranza contro religione, famiglia, regole, ordine…

  10. Salvo says:

    Credo in Dio e sopporto il male che ha deciso di farci vivere !
    Se potessi scegliere una eternità ed una vita terrena senza paradiso e senza inferno dico : ci sto !
    Chi vuol soffrire si faccia avanti ! Avrà il paradiso ? Ma intanto che inferno ! Come quello dell’isis!

  11. Grazia De Nicolò says:

    Parto dal presupposto che si tratta di un articolo di un settimanale cattolico, creato per porsi nei fatti da missionario e predicatore, vuoi a un Mondo globalizzato da “recuperare”, o a una comunità cristiana minacciata nel suo sistema di valori.

    Formalmente, mi sembra che questo articolo pecchi di eccessiva pedanteria, ma che non si tratti di involuzione, anzi, e che sia anche intenzionale. Inoltre mi conduce a maliziare anche sulla notizia, che la redazione abbia scelto un fatto che sembra stato oggettivamente un errore, che inizialmente ritenevo essere un pelo nell’uovo, che in fondo lo è, solo che mi ha aiutato ad analizzarlo dal punto di vista cristiano e che prima ignoravo. Dunque, il fatto è che dopo un attentato, un pianista suona una canzone il cui testo racconta di una società pacifica perchè priva di strutture mentali e sociali (religione e stato nazionale) che di fatto creano tensioni.
    Chi scrive confuta la canzone di Lennon ex ratione, ovvero con teorie filosofiche che ne rivelano le lacune, e che io appoggio, perchè sono del parere che l’assenza della religione e dello stato nazionale non sia un presupposto di pace, nè l’esistenza. (Penso piuttosto che il punto dell’articolo sia solo apparentemente questo). Sembra che abbiano scelto un fatto, ovvero la reazione “civile” (non cristiana) alla violenza, e lo abbiano analizzato per sollevarne tutte le proprietà irrazionali. Noto che vi si esaspera la quantità di argomenti razionali rispetto alle motivazioni ex fide, non a caso, quasi a stemperare l’intenzione di difesa dei valori cristiani, con un registro e degli argomenti volutamente razionali, e che questa sia la reale intenzione, quella di riallienamento della comunità nelle ragioni cristiane, di rieducazione, di sempre più furba predicazione cristiana attraverso articoli di giornalismo che hanno il sapore di strategie di marketing, sia così ben nascosta. Insomma si sta strumentalizzando una notizia nella piena consapevolezza, e questa volta ha al centro una canzone che in fondo è un simbolo laico.
    E’ un articolo costruito ad hoc e certo non sorpende, e semplicemente interviene per evitare che si immagini un mondo senza religione nè nazione ma che nelle intenzioni cattoliche significa semplicemente evitare di immaginare e basta, posto che l’invito all’immaginazione implichi evadere dalla volontà di Dio. Il testo di Imagine invita a fin troppo scontate soluzioni alla situazione geopolitica attuale e sono così impraticabili che sentirsi minacciati rivela esattamente il target di persone a cui questo articolo sembra indirizzato: ai giovani disillusi, ai traditi dalle istituzioni, al punto di convincerli che immaginarsi in una realtà così sconfinata non solo è sbagliato ma irrazionale.
    L’autore stesso mi suggerisce conclusioni simili quando parla di Lennon e seguaci come “così intenti a sorvolare la realtà invece di immergervisi”, comunicando da una parte l’errore nei valori laici, e tradendo dall’altra l’ovvia consapevolezza che la canzone non è un manifesto. Insomma, non può essere interpretata in senso letterale. A inneggiare la violenza, sembra più il titolo dell’articolo, un goffo tentativo di convincimento attraverso quello che è invece uno slogan elettorale e antilaico, e che trasuda il sentimento di un pericolo, la volontà di difesa contro una minaccia, la ricomposizione della comunità sotto valori cattolici e con ogni strumento.

  12. Filippo81 says:

    Aldilà delle considerazioni di Vitale,che si possono condividere o meno, imagine è una pizza barbosa che non c’entra un tubo con la tragedia di Parigi.Ognuno è ovviamente libero di ascoltare e amare quella canzone,ma io quando la sento via radio cambio emittente.Non mi piace la musica , non mi piace il testo e comunque tutti questi commenti dei soliti scandalizzati contro Vitale sono PATETICI !!!!

  13. Paolo says:

    Ah, benissimo! Devo dedurne che anche l’immagine del Paradiso, non essendoci divisioni tra nazioni né fazioni religiose per cui uccidere o morire, è un’incitazione alla violenza. State solo travisando e complicando un messaggio di pace univoco e semplicissimo.

    • Fabio says:

      sei rimasto all’epoca paleolitica Paolo
      Eibstein ha dimostrato che esistono altre dimensioni senza materia dove i criteri di vita sono altri.
      Tu e Michelet applicate criteri di giudizio impropri a situazioni che esigono propri criteri di giudizio.
      Ma fate finta lo so e non perdo piu’ tempo
      ciao

      • Fabio says:

        Comunque Paolo anch’io ho sbagliato : in Paradiso non ci saranno marito e moglie, non ci saranno le nazioni, non ci sarà nulla di materiale da possedere , ma ” the hell below us ” ci sarà.

    • Fabio says:

      Ho sbagliato….in Paradiso non ci saranno moglie e marito, non ci saranno nazioni e possessi materiali, ma “the hell below us ” ci sarà…

  14. UUUUUUUUU come si incazzano quando si criticano i loro inni al nulla…

  15. GD says:

    Verrebbe da dire, con Jannacci, ‘…trattasi di canzonette’, e questo per delimitare tanto l’ambito della loro influenza che le disamine sprecate come questo articolo qua sopra. La gente usa commuoversi per tante ragioni ed in tante occasioni; le canzonette a volte possono coagulare sentimenti collettivi. Ma non sono manifesti. Rispondere ad una canzone, famosa e condivisa ma sempre canzone, e – per altro in una circostanza come questa – con un articolo pesante come questo di Vitale mi pare come andare fuori sincrono.

    • antonio says:

      caro GD , non fare il finto tonto. questa CANZONETTA viene usata regolarmente e insistentemente in ogni occasione come un cloroformio che addormenta . e grazie a questo PACIFISMO siamo diventati una civiltà infantile, sommersi dai peluches, dalle candeline, che ci preoccupiamo di produrre le fette biscottate che non si sbriciolano…e anche la lettera del genitore e marito che non vuole REGALARE IL SUO ODIO agli assassini fa parte di questo processo di evirazione dell’europa.

    • Fabio says:

      Sono solo canzonette non e’ di Jannacci !!!!!
      e’ di Bennato !!
      allora se sono solo canzonette perche’ non si puo’cantare
      Faccetta nera , Ce ne fregammo un di’ , Vincere eccc….?
      tanto… sono solo canzonette ….
      come mai e’reato cantarle ?

  16. beppe says:

    l’ho scritto subito, appena ho visto il povero pianista in piazza. appena sento la nenia di lennon, mi prudono le mani.

  17. angelo says:

    elena scarinci, smetta di FARSI !!!!!!

    • Fabio says:

      Imagine e’ erede della cultura della beat generation che voleva creare un mondo parallelo di pacifismo astraziobe da politica realta’quotidiana ecc..
      Dato che beat voleva dire “beatitude” cioe’ vivere in un mondo a secstante senza essere disturbati dal reale oggi vediamo quanti anche qui si illudono di vivete eliminando il reale e quando il reale si fa vivo si incazzano.
      S.Francesco diceva che quanta pace uno ha nel cuore lo si vede nel momento in cui ha occasione di spazientirsi.

  18. Controcorrente says:

    Imagine di John Lennon.Non è un inno alla violenza è un inno al nichilismo,alla vita senza senso.

  19. rita says:

    Il mondo immaginato da Lennon è una gran palla!!!!! Manco uno rincoglionito dall’eroina lo vede così!!!!!

  20. Giovanni says:

    Aldo vitale che ha scritto questo sproloquio su una canzone che interpreta perfettamente l’animo della gioventù, dichiarando apertamente la negazione delle frontiere e delle religioni, fonti di guerre e interessi per chi detiene il potere, dovrebbe aprire gli occhi e svegliarsi dal torpore ebete che lo domina. A meno che non sia voluto e di parte, per spartizione di convenienza, come spesso accade nelle religioni o nei gruppi di potere. Immagine dovrebbe divenire un canto mondiale di liberazione dall’oppressione della corruzione politica e dall’ oscurantismo delle religioni, che manipolano per proprio fine e tornaconto la fede e la spiritualità innata dell’essere umano.

    • giovanna says:

      Ancora ???
      Ma non ti vergogni di intervenire nello stesso articolo con tutti questi nick , dicendo sempre le stesse fesserie ?
      Dai proprio l’impressione di una persona con la zucca andata !
      Piantala, che fai ridere i polli, signorina micheleL-paolab-GD-grazia de nicolò-giovanni !
      Veramente incredibile la tua protervia e totale mancanza di senso del ridicolo.
      Fai ridere e fai paura, nello stesso tempo.

      • paolab says:

        giovanna, lei è una persona tanto tanto spaventata. mi fa molta compassione.

        • giovanna says:

          “paolab”, sì, sono spaventata, spaventatissima ma dalla tua protervia ! 🙂
          e anche le problematiche psichiche , non curate, mi fanno paura, devo ammetterlo.
          non c’è nulla che mi fa più paura del disagio mentale non curato, forse solo la cattiveria dell’uomo verso l’uomo.
          Però, cara trollona, basta a mettere la firma sotto ai tuoi troll-interventi !
          Mi togli il divertimento di fare la detective !
          Comunque, come paolab ho avuto dei dubbi, lo ammetto, ma ora mi rendi tutto troooooppo facile.
          A quando il prossimo copia e incolla della Bibbia ?
          Sempre meglio che copiaincollare odifreddi, il fatto quotidiano e il blog di grillo….

  21. Giuseppe says:

    Quest’articolo sembra scritto da un estremista cristiano cattolico e la maggior parte dei vostri commenti farebbero venire i brividi anche a Hitler

  22. Pierluigi says:

    A mio parere un pezzo musicale di pari valore di Imagine ma molto più affascinante a livello di testo è “A salty dog” (Un lupo di mare) pubblicato dal gruppo britannico Procol Harum nel 1969.
    Nella tradizionale interpretazione esso si riferirebbe all’episodio dell’ammutinamento della nave della marina militare britannica Bounty, avvenuto nel 1789. Tale interpretazione non collima, però, con la storia dell’episodio, in almeno tre punti: 1) nel testo si parla di un unico capitano per tutta la durata del viaggio, mentre in realtà l’equipaggio si ammutinò durante il ritorno, prima di trovare definitivo rifugio approdando all’isola di Pitcairn; 2) nel testo si parla del doppiaggio di capo Horn mentre nella realtà i tentativi fallirono e si doppiò il capo di Buona Speranza; 3) nel testo si restringe letteralmente a sette giorni la ricerca dell’approdo definitivo, mentre in realtà fu molto più travagliata e lunga.
    Allora a me piace interpretare il testo in altro modo, il che mi permette di affrontare questo periodo buio della storia umana con una grande speranza finale (completamente assente in Imagine).
    Questo è il testo tradotto:
    A salty dog (Un lupo di mare) Procol Harum 1969

    “Tutti in coperta, stiamo andando alla deriva!” udii il capitano gridare.
    “Frugate la nave, cercate anche il cuoco e che nessuno si tiri indietro!”.
    Attraverso gli stretti, intorno a capo Horn: quanto lontano possono volare i marinai?
    Un sentiero tortuoso fu il nostro doloroso cammino e nessuno fu risparmiato.
    Navigammo per regioni sconosciute agli uomini, dove le navi vanno a morire.
    Nessuna vetta invalicabile, nessuna ardita fortezza poterono soddisfare l’occhio del nostro capitano.
    Dopo la settima giornata col mal di mare
    siamo approdati.
    Una sabbia così bianca…. un mare così blu…. Non erano di questo mondo!
    Distruggemmo i cannoni e bruciammo l’albero maestro.
    Remammo dalla nave fino alla spiaggia…
    Il nostro capitano gridava, noi marinai piangevamo,
    le nostre lacrime erano lacrime di gioia!
    Ora molte lune (mesi) e molte estati (letteralmente “giugni” ossia anni) sono trascorse da quando sbarcammo…
    Un lupo di mare e questo giornale di bordo che scrissi di mio pugno
    te ne sono testimoni!

    Secondo la mia personale interpretazione occorre capire a chi o a cosa si riferiscono le immagini evocate dal testo. Dopo rileggete il testo e vi sarà chiaro dove siamo e dove andremo in quel viaggio duro ma meraviglioso che è la nostra vita.
    Capitano = Gesù, che aldilà di chi è il papa è il vero capitano della nave Chiesa
    Nave = Chiesa
    Altre navi = altre religioni, istituzioni e ideologie umane
    Marinai ed equipaggio = noi
    Dopo la settima giornata = c’è l’ottavo giorno della resurrezione e dell’era della pace profetizzata a Fatima
    Sabbia bianca e mare blu = colori mariani che fanno pensare all’era di pace inaugurata dal trionfo del cuore Immacolato di Maria, la cui etimologia è (anche) “Stella del Mare”
    Distruzione cannoni e albero maestro = essere giunti nell’era di pace implica l’inutilità delle armi e delle vele perché non occorre più errare (sia nel senso di viaggiare, sia in quello di sbagliare) alla ricerca dell’approdo definitivo.
    Non erano di questo mondo = altre parole che mi fanno pensare all’era della pace
    Giornale di bordo = mi fa pensare alle pagine dei giorni della nostra vita che siamo chiamati a scrivere

  23. Cristian says:

    “Nothing to kill or die for”
    “Niente per cui (valga la pena di) uccidere o morire”

    Certo, è proprio un inno alla violenza… O_O

  24. Albo says:

    La violenza è una caratteristica dei religiosi integralisti e bigotti, non delle canzoni dei pacifisti!

  25. Francesco says:

    Sono incerto se pensare che l’autore abbia scritto questo articolo dopo essersi bevuto una bottiglia di grappa, o se abbia fatto ricorso a qualche fungo allucinogeno.
    Non riesco a spiegarmi altrimenti una tale serie di deliri privi di logica, frasi sradicate dal contesto originale, esercizi di stile senza senso.
    Dopo averlo letto, sono giunto alla conclusione che il sole sorge a ovest e tramonta ad est.

  26. Gregorio says:

    È offensivo sostenere che questo articolo non solo piega il linguaggio alle sue idee, ma contiene anche bugie sonanti?

  27. Matteo says:

    “l’idea che non ci debba essere la proprietà è anch’essa una idea violenta – non a caso alla base di molti movimenti politici e ideologici che in nome di questo principio hanno portato più morte e devastazione di quelle a cui pensavano di rimediare”

    allo stesso modo

    “l’idea che ci debba essere UN DIO è anch’essa una idea violenta – non a caso alla base di molti movimenti politici e ideologici che in nome di questo principio hanno portato più morte e devastazione di quelle a cui pensavano di rimediare”

    o forse la frase funziona solo quando si vuole portare avanti la propria tesi?

    • Mxter says:

      Bravo Matteo

    • Giannino Stoppani says:

      “forse la frase funziona solo quando si vuole portare avanti la propria tesi?”
      Non proprio.
      La frase è efficace se è pronunciata nel rispetto della verità.
      Nell’esempio di cui sopra, in effetti è l’idea che NON ci debba essere un dio che si è dimostrata storicamente più violenta, e di gran lunga.
      E se si è talmente superficiali da lasciar intendere che un dio vale l’altro…

  28. Alessandro says:

    Ma basta con ste boiate, invece di perdere tempo a criticare e rimaneggiare il testo di una canzone che propone DAVVERO pace e fratellanza, denigrate la vera violenza, il terrorismo in genere, o magari l’8 per mille alla casa di Bertone.
    Siete ipocriti e senz’anima. La religione ha fallito come voi.
    Esiliatevi

    • giovanna says:

      Lo vedete ?
      C’è una riunione di horror nick in grande spolvero, tutti in fila come soldatini !
      Peccato che si capisca benissimo che sono la stessa persona disturbata !
      Cara, hai terminato all’improvviso i tranquillanti ?
      E perché, come la cafona “paolab” hai risposto al posto di “giovanni ” l’insulso ? 🙂

      Io mi salvo questa carica della trollona per linkarla ai nuovi lettori !

      Lo vedete, Toni, Pierluigi, Giannino, Luca P, che si tratta di una persona malata ?
      Più le date corda, peggio sta.
      Tanto discutere, questo è il risultato da camicia di forza, come tante altre volte.

      Poi, se succede qualcosa di brutto, su terzi o su stessa, non dite che non ve l’avevo detto.

      Ma possibile, cara trollona “cogitoergoSUN” che non ti accorgi dell’effetto psy cho horror che fai ?
      Io non mi do pace per questa totale mancanza di senso del ridicolo : ma come fai a vivere così ?

      Ma non ci sono gli estremi per segnalare l’IP a qualche struttura specializzata?
      Possiamo impiparci così di una persona che chiede aiuto, che grida aiuto, in qualche modo ?

  29. Leonardo says:

    Ne ho sentite tante. Da buon filosofo le ho sempre sviscerate tutte ed a volte ho anche apprezzato posizioni lontane dalle mie.
    Ma la tolleranza ha un limite, quello della decenza. E questo articolo (mi dispiace perché esposto con padronanza di linguaggio) supera decisamente questo limite. Ora capisco il perché dei dubbi sulla libera interpretazione dei testi sacri… Se non si è capaci di interpretare un testo di John Lennon.
    Imagine è pura poesia, dolcezza di un sogno quasi infantile tanto è innocente. È giustamente simbolo di pace e fratellanza da decenni.
    Ps leggetevi il testo della marsigliese se parliamo di inno alla violenza.

  30. Andrea says:

    L’articolo mi ricorda la verità degli interrogatori dell’Inquisizione di cui la tortura era mezzo.
    Ritengo molte delle considerazioni fatte pericolose perché disumane.

  31. Stefano says:

    Senti veramente sei simpatico…anche ironico…però da una statistica sembra che nel Paese manchino maestranze del tipo;Muratori, idraulici, salumai…venditori di caldarroste. Posso consigliarti di pensarci a cambiare mestiere…credimi mi sei anche simpatico. Starti a spiegare la differenza tra Lennon e te sarebbe arduo. Lennon resta…te neanche sei passato. Veramente lascia stare…dai fatti assumere da un salumaio…guarda che potresti rendere due favori al mondo!!! Grazie…l’umanità grata ti ringrazia 😅

  32. Stefano says:

    Ti giuro non volevo essere offensivo! Solo una presa d’atto! Scusami se ti ho offeso! Sai però cosa mi sconvolge? Che alcuni ti rispondono pure a una cosa del genere!! Questo lo ammetto mi da dolore…ma passa! Ricorda il mio consiglio…il salumaio o il venditore di caldarroste d’inverno..magari con la stagione estiva puoi andare a vendere il cocco e le birrette fresche ai cancelli di Castelporziano!! Scusami non prendertela a male. Vado a riascoltarmi Imagine…in caro abbraccio 😊

  33. diabolik says:

    John Lennon ? Musica noiosa e testi alla bob dylan, cioe insignificanti ! Viva il rock Identitario,piuttosto ! Sono esilaranti, comunque coloro che passano gli anni interi a criticare gli articoli di Tempi e a insultare i lettori della rivista che scrivono commenti ! Beati loro che non hanno un ca..o da fare ! ah ah ah

  34. Mxter says:

    Concordo con Michele L ,
    già l’articolo sopra mi sembra un Frankestein, artato raccogliendo brevi frasi da autori in un collage allucinante.
    Perché non prova l’autore a spiegare in sue parole semplici ciò che intende? Non è che non si capisca, manca proprio la sostanza reale alla base dell’articolo.
    Secondo me, beninteso.
    Cancelli pure, se preferisce, il mio commento.

    • giovanna says:

      Secondo me, cara “mexter” l’articolo per essere capito ha bisogno di un minimo sindacale di umanità.
      Lo può capire chi inorridisce al pensiero che non ci sia nulla per cui vivere e nulla per cui morire.
      Però, almeno sei stata sincera.
      Concordi ?
      Non concordi ?
      O concordi ? 🙂
      ( sai, la famosa regola : chi è d’accordo con un troll , non può che essere un troll lui stesso ! )

  35. Spartaco says:

    Imagine è una bellissima canzone. Poi naturalmente chi non la ama è libero di non cantarla.

  36. davide says:

    questo articolo è un mirabile, affascinante e lampante esempio di mistificazione.interessante e stupefacente come si possa prendere un qualsiasi argomento, contorcerlo distorcerlo manipolarlo e stiracchiarlo per trasformarlo in un argomento a negazione del primum movens, delle basi e origini dell’argomento stesso. il messaggio della vituperata canzone è recepita a livello mondiale come un’altra cosa. arriva uno che scrive su un sito web e dice “mondo ti sbagli. io so cos’è, io so com’è, io so perché”. Il mondo la recepisce come un inno alla bandiera del pensiero LAICO. per tutto il mondo, tranne qualche avventuroso pseudo intellettuale, la canzone reca un meaaaggio di pace, sostenere che tutto il mondo si sbagli é quantomeno ardito. poi se vogliamo fare una crociata pure contro il pensiero laico accomodiamoci.
    a proposito della ricchezza di Lennon gli artisti di successo guadagnano molto da sempre. i Beatles, pericoloso simbolo dell decadenza occidentale :), sono stati un fenomeno musicale mondiale. ci sapeva fare. vogliamo crocifiggerlo pe questo?
    a difesa di tempi.it bisogna però dire che le sue castronerie sono molto divertenti.

    • giovanna says:

      “davide”, scommetto che anche tu concordi con MicheleL, vero ?
      o non concordi ?
      o concordi ? 🙂

      ( sai, se ti presenti con un nick nuovo di zecca e fai intendere invece di essere un affezionato di Tempi, si sente puzza di troll lontano un miglio !
      Ma che, ti devo dare io lezione di trollologia ? 🙂 )

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